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(lapresse)

“Emergenza ambiente”. La maggioranza nel Parlamento europeo si è già spaccata

La risoluzione sull'allarme ambientale passa ma senza i voti di una buona metà dei deputati del Ppe
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STRASBURGO - Al primo giorno la "maggioranza Ursula" si spacca. Proprio sul clima, la priorità della presidente tedesca e della sua nuova Commissione europea.

Ieri a Strasburgo il Parlamento ha proclamato "l'emergenza climatica" con una risoluzione rivolta ai governi. Un testo politico e non vincolante ma comunque storico: è la prima volta che un intero continente lancia un simile allarme planetario.

Il testo che guarda alla Conferenza di Madrid sul clima (Cop25) della prossima settimana è passato, ma senza i voti di una buona metà dei deputati del Partito popolare europeo, la prima forza della maggioranza che proprio l'altro ieri ha accordato la fiducia a Ursula von der Leyen. A compensare le defezioni sono stati i Verdi, a dimostrazione che nei prossimi 5 anni la Commissione dovrà cercare volta per volta i voti per far passare in aula i suoi provvedimenti.

L'inedita decisione di dichiarare guerra al cambiamento cl…
STRASBURGO - Al primo giorno la "maggioranza Ursula" si spacca. Proprio sul clima, la priorità della presidente tedesca e della sua nuova Commissione europea.

Ieri a Strasburgo il Parlamento ha proclamato "l'emergenza climatica" con una risoluzione rivolta ai governi. Un testo politico e non vincolante ma comunque storico: è la prima volta che un intero continente lancia un simile allarme planetario.

Il testo che guarda alla Conferenza di Madrid sul clima (Cop25) della prossima settimana è passato, ma senza i voti di una buona metà dei deputati del Partito popolare europeo, la prima forza della maggioranza che proprio l'altro ieri ha accordato la fiducia a Ursula von der Leyen. A compensare le defezioni sono stati i Verdi, a dimostrazione che nei prossimi 5 anni la Commissione dovrà cercare volta per volta i voti per far passare in aula i suoi provvedimenti.

L'inedita decisione di dichiarare guerra al cambiamento climatico proclamando l'emergenza ambientale a livello planetario viene salutata anche da Greta Thunberg. Dalla barca a vela con la quale sta attraversando l'Atlantico per partecipare alla Cop di Madrid, ha twittato: "Nel mezzo dell'oceano sono colpita dalla notizia che il Parlamento europeo abbia dichiarato l'emergenza climatica. Non possiamo risolvere la crisi senza trattarla come tale. Speriamo che ora vengano prese azioni drastiche".

Strasburgo ha chiesto che a Madrid l'Unione si impegni per una riduzione a zero delle emissioni entro il 2050. Il testo poi sollecita la Commissione di includere nel suo Green Deal europeo - la madre di tutte le politiche annunciate da von der Leyen - un obiettivo intermedio di riduzione del 55% delle emissioni di gas serra entro il 2030.

All'interno della risoluzione è entrato anche un emendamento che chiede "una sede unica del Parlamento" per tagliare l'inquinamento prodotto ogni mese dalla transumanza di politici e funzionari da Bruxelles a Strasburgo.

Il testo è stato approvato con 429 voti, meno dei 461 che mercoledì hanno regalato la fiducia alla nuova Commissione. Tra i 182 eletti del Ppe, una novantina ha votato contro, prevalentemente tedeschi e dell'Est. Avevano proposto di annacquare il testo, parlando di "urgenza" climatica anziché di "emergenza". Contrari anche i Conservatori, una cui parte, i polacchi sovranisti governativi di Kaczynski, avevano votato la fiducia alla Commissione.

È il segnale che parte del centrodestra europeista e della destra nazionalista è più sensibile alle esigenze delle industrie che resistono alla riconversione dell'economia che, per von der Leyen, dovrebbe regalare una leadership tecnologica all'Unione capace di creare posti di lavoro e trascinare il resto del mondo sulla lotta al surriscaldamento per non perdere competitività. Sul no anche una manciata di parlamentari di Forza Italia, tra i quali Tajani e Salini, Lega e Fratelli d'Italia.

Ieri un caso è scoppiato anche alla Bce, dove la nuova presidente, Christine Lagarde, spinge per inserire il cambiamento climatico in cima all'agenda dell'istituzione. Ma il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, ha bocciato l'idea: "Una politica monetaria che persegue obiettivi ambientali rischia di essere sovraccaricata".