Germania, la base Spd appoggia i dissidenti: a rischio la coalizione di governo
Nel referendum tra i militanti Norbert Walter-Borjans e Saskia Esken, critici verso l'alleanza con la Cdu di Merkel, battono con il 53,06% dei voti il vicecancelliere Olaf Scholz e Klara Geywitz
BERLINO - Nella Spd vince l'ala critica verso l'alleanza di governo con la Cdu della cancelliera Angela Merkel e il futuro della coalizione è a questo punto a rischio. Il referendum sulla leadership dei socialdemocratici ha visto Norbert Walter-Borjans e Saskia Esken prevalere sul vicecancelliere Olaf Scholz e Klara Geywitz, garanti invece della tenuta della Grosse Koalition che sostiene l'esecutivo. I protagonisti della svolta a sinistra hanno ottenuto il 53,06% dei voti, mentre i due "centristi" si sono fermati al 45,3%.
La consultazione, che coinvolgeva 425.000 militanti, ha chiuso un percorso iniziato oltre sei mesi fa, dopo le dimissionid i Andrea Nahles in seguito alla debacle delle elezioni europee, l'ennesima di una serie che ha portato il partito socialdemocratico tedesco a risultati inferiori al 15%. La partecipazione è stata del 54%. I nuovi leader della Spd saranno eletti dai delegati al prossimo congresso nazionale del partito, ch…
La consultazione, che coinvolgeva 425.000 militanti, ha chiuso un percorso iniziato oltre sei mesi fa, dopo le dimissionid i Andrea Nahles in seguito alla debacle delle elezioni europee, l'ennesima di una serie che ha portato il partito socialdemocratico tedesco a risultati inferiori al 15%. La partecipazione è stata del 54%. I nuovi leader della Spd saranno eletti dai delegati al prossimo congresso nazionale del partito, ch…
BERLINO - Nella Spd vince l'ala critica verso l'alleanza di governo con la Cdu della cancelliera Angela Merkel e il futuro della coalizione è a questo punto a rischio. Il referendum sulla leadership dei socialdemocratici ha visto Norbert Walter-Borjans e Saskia Esken prevalere sul vicecancelliere Olaf Scholz e Klara Geywitz, garanti invece della tenuta della Grosse Koalition che sostiene l'esecutivo. I protagonisti della svolta a sinistra hanno ottenuto il 53,06% dei voti, mentre i due "centristi" si sono fermati al 45,3%.
La consultazione, che coinvolgeva 425.000 militanti, ha chiuso un percorso iniziato oltre sei mesi fa, dopo le dimissionid i Andrea Nahles in seguito alla debacle delle elezioni europee, l'ennesima di una serie che ha portato il partito socialdemocratico tedesco a risultati inferiori al 15%. La partecipazione è stata del 54%. I nuovi leader della Spd saranno eletti dai delegati al prossimo congresso nazionale del partito, che si terrà dal 6 all'8 dicembre, ma la loro vittoria a questo punto è data per scontata.
La bocciatura di Scholz, ex sindaco di Amburgo, oggi numero due del governo e ministro delle Finanze, rappresenta un colpo durissimo per il già debole governo Merkel. Walter-Borjans e Saskia Esken si ripromettono in prima battuta non di far cadere l'esecutivo ma di rinegoziare l'accordo di coalizione. Fra le loro proposte spiccano un salario minimo più alto e la revisione del pacchetto clima. Ma la Cdu non vuole sentir parlare di nuova intesa: "Il contratto vale anche per il prosieguo del lavoro", ha tagliato corto il segretario generale Paul Ziemiak.
Anche Walter-Borjans, noto come "Robin Hood dei contribuenti", è parso stupito del risultato del referendum. Quindi ha fatto un'affermazione a dir poco realistica: "Siamo consapevoli della montagna di lavoro da fare". Esken ha invece sottolineato: "Siamo tutti socialdemocratici e adesso tocca a noi rimetter insieme il partito".
E che il partito abbia bisogno di essere ricostituito lo ha riconosciuto, mettendo da parte la delusione per l'esito del voto, la commissaria Malu Dreyer dicendo: "Ci servite tutti e quattro".
Da parte sua Scholz, visibilmente colpito dall'esito del referendum, ha immediatamente riconosciuto la sconfitta, ma ha anche fatto sapere di non voler lasciare il ministero delle Finanze. "Siamo tutti socialdemocratici e adesso tocca a noi rimetter insieme il partito", ha affermato Esken.
La consultazione, che coinvolgeva 425.000 militanti, ha chiuso un percorso iniziato oltre sei mesi fa, dopo le dimissionid i Andrea Nahles in seguito alla debacle delle elezioni europee, l'ennesima di una serie che ha portato il partito socialdemocratico tedesco a risultati inferiori al 15%. La partecipazione è stata del 54%. I nuovi leader della Spd saranno eletti dai delegati al prossimo congresso nazionale del partito, che si terrà dal 6 all'8 dicembre, ma la loro vittoria a questo punto è data per scontata.
La bocciatura di Scholz, ex sindaco di Amburgo, oggi numero due del governo e ministro delle Finanze, rappresenta un colpo durissimo per il già debole governo Merkel. Walter-Borjans e Saskia Esken si ripromettono in prima battuta non di far cadere l'esecutivo ma di rinegoziare l'accordo di coalizione. Fra le loro proposte spiccano un salario minimo più alto e la revisione del pacchetto clima. Ma la Cdu non vuole sentir parlare di nuova intesa: "Il contratto vale anche per il prosieguo del lavoro", ha tagliato corto il segretario generale Paul Ziemiak.
Anche Walter-Borjans, noto come "Robin Hood dei contribuenti", è parso stupito del risultato del referendum. Quindi ha fatto un'affermazione a dir poco realistica: "Siamo consapevoli della montagna di lavoro da fare". Esken ha invece sottolineato: "Siamo tutti socialdemocratici e adesso tocca a noi rimetter insieme il partito".
E che il partito abbia bisogno di essere ricostituito lo ha riconosciuto, mettendo da parte la delusione per l'esito del voto, la commissaria Malu Dreyer dicendo: "Ci servite tutti e quattro".
Da parte sua Scholz, visibilmente colpito dall'esito del referendum, ha immediatamente riconosciuto la sconfitta, ma ha anche fatto sapere di non voler lasciare il ministero delle Finanze. "Siamo tutti socialdemocratici e adesso tocca a noi rimetter insieme il partito", ha affermato Esken.