Francia, Pietraszewski nuovo ministro delle Pensioni, sostituisce Delevoye travolto dallo scandalo
Laurent Pietraszewski (foto dal suo profilo Facebook)
L'avvicendamento nel governo Édouard Philippedopo le dimissioni del commissario Delevoye per conflitti di interessi e incarichi non dichiarati
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Laurent Pietraszewski è stato nominato segretario di Stato alle Pensioni in sostituzione di Jean-Paul Delevoye.Pietraszewski, 53 anni, ha "una solida esperienza professionale nel campo delle relazioni sociali e delle risorse umane", ha spiegato l'entourage del Capo dello Stato, descrivendo il nuovo membro del governo come "un macronista precoce, esperto di questioni sociali e del sistema pensionistico".
"È un parlamentare esperto proseguono le fonti - e per ciò legittimato a ricoprire questo ruolo impegnativo dal punto di vista politico e tecnico". Eletto come deputato Lrem dal Nord nel 2017 dopo una carriera nelle risorse umane, esperto di pensioni nell'Assemblea nazionale, è stato anche relatore per il diritto del lavoro nel 2017.
Prima di entrare a far parte di En Marche! nel 2016, aveva svolto la sua carriera nel gruppo dei supermercati Auchan, in posizioni come responsabile delle risorse umane. Insieme a Jean-Paul Delevoye, ha nominato 38 parlamentari del gruppo En Marche come "ambasciatori" per la riforma delle pensioni, per difendere la riforma sul campo ma anche per formare gli altri deputati di maggioranza.
Avrà il difficile compito di riprendere le trattative con i sindacati dopo 13 giorni di un braccio di ferro segnato da scioperi dei trasporti e manifestazioni.
"Monsieur Pensioni" travolto dallo scandalo
Nel mezzo della protesta contro la riforma delle pensioni, alla vigilia di una nuova giornata di scioperi e manifestazioni, erano arrivate lunedì scorso le clamorose dimissioni di Delevoye, il ministro francese che aveva in mano la concertazione con i sindacati.
Delevoye, 72 anni, era fino a ieri "Monsieur Retraites", il signor Pensioni. Già senatore e deputato della destra, per quasi due anni ha trattato per conto del governo con le parti sociali ed è l'autore del voluminoso rapporto sulla riforma.
A provocare l'uscita di scena di Delevoye, già alto commissario e diventato membro del governo da quest'estate, non sono le trattative sulla riforma ma una serie di rivelazioni su svariati incarichi non dichiarati, in odore di conflitto d'interessi.
Delevoye aveva sempre sostenuto che la mancata dichiarazione fosse una "svista" e che la maggior parte degli incarichi, tra cui consulenze in un istituto di formazione assicurativa, non erano remunerati.
Ma le "sviste" nella dichiarazione di trasparenza, obbligatorietà per chiunque sieda al governo, erano state ben tredici. Troppe per qualcuno che dovrebbe avere una funzione da garante in una fase sempre più delicata per la Francia, con una nuova mobilitazione attesa per oggi, in cui per la prima volta dal 2010 sfileranno uniti le diverse sigle sindacali.