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Shiori Ito, l'eroina del #metoo giapponese vince la causa per stupro dopo 4 anni: "Sentenza unica"

La reporter Shiori Ito dopo la sentenza. Sul cartello la scritta "vittoria"
 
Il caso nel Paese ha fatto clamore. La Corte ha condannato Noriyuki Yamaguchi, celebre conduttore tv e biografo del Primo Ministro Shinzo Abe, al pagamento di 30mila dollari come risarcimento nei confronti della reporter Shiori Ito che lo aveva accusato di stupro
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TOKYO - Un tribunale ditrettuale di Tokyo ha condannato un celebre giornalista televisivo locale per stupro, accogliendo le accuse della reporter Shiori Ito. La prima donna giapponese ad essersi esposta parlando di violenza sessuale e diventata in Giappone un'icona femminile. È una sentenza importante, le leggi giapponesi sulla violenza sessuale non menzionano il consenso.

Il caso nel Paese ha fatto clamore e la vicenda è stata seguita dai media costantemente. La Corte ha infine deciso, dopo quasi 4 anni di processo, contro Noriyuki Yamaguchi, ex capo del Washington Broadcasting System di Tokyo e biografo del Primo Ministro Shinzo Abe, condannandolo al pagamento di 30mila dollari come risarcimento nei confronti di Shiori Ito.

Il giudice Akihiro Suzuki ha dichiarato nella sua sentenza di aver trovato la signora Ito "altamente affidabile" e veritiero il suo resoconto dei fatti.

La reporter, all'epoca dei fatti stagista, accusava Yamaguchi di averla violentata in una camera d'albergo dopo averla drogata durante una cena a Tokyo nel 2015 dove avrebbero dovuto discutere di prospettive di lavoro. Shiori in quella camera d'albergo si era risvegliata verso le 5 di mattina senza capire come ci fosse finita, lui aveva tentato di violentarla di nuovo, ma lei era scappata.

Cinque giorni dopo l'aveva denunciato. Gli inquirenti dopo varie indagini avevano deciso di arrestare il giornalista Itaru Nakamura, direttore della polizia criminale della capitale molto vicino al capo dello staff di Shinzo Abe, aveva ordinato di soprassedere. Decaduta la causa penale, Shiori aveva fatto causa civile, e chiesto 100mila dollari di risarcimento, ma lui aveva contrattaccato citandola per 1,2 milioni di dollari.

Ieri il giudice ha affermato che il signor Yamaguchi ha commesso "un atto illegale impegnandosi in rapporti sessuali con la signora Ito senza il suo consenso mentre era priva di coscienza" e ha poi rigettato le sue richieste. In conferenza stampa Yamaguchi ha continuato ad accusare la giornalista di "dire bugie" e ha affermato che si appellerà alla sentenza perché "non si basa su fatti oggettivi".

Noriyuki Yamaguchi 

Dopo la sentenza Ito, che ora lavora come giornalista indipendente, ha ringraziato i suoi sostenitori. "È passato molto tempo", ha detto. "Ma sta avvenendo un grande cambiamento". Si augura, ha aggiunto, che le leggi giapponesi possano cambiare: "Se il rapporto sessuale non consensuale fosse definito come uno stupro", ha detto "ci sarebbero meno ostacoli per perseguirlo". Poi ha fatto appello ad altre donne vittime di violenze sessuali. "Voglio dire loro, grazie per essere sopravvissute fino ad oggi. Quando vi sentirete pronte a farlo, spero che lotteremo insieme".

Nel 2018, la polizia ha confermato 1.307 casi di stupro in Giappone. Ma è un numero sottostimato. Secondo un sondaggio condotto dal Gabinetto del governo centrale nel 2017 quasi il 60% delle donne vittime di stupro non denuncia il crimine.