Soleimani, milioni in piazza a Teheran: "Per Stati Uniti un altro Vietnam". Giallo su lettera militari Usa: "Ci prepariamo a lasciare l'Iraq"
La guida suprema, l'ayatollah Ali Khamenei, in lacrime sulla bara del generale ucciso nel raid americano a Bagdad. Unesco: "Siti culturali patrimonio dell'umanità sono intoccabili". Pelosi: "Camera e Senato al voto per limitare poteri del presidente Trump"
TEHERAN - Una folla oceanica, che ha occupato tutte le principali piazze di Teheran, ha dato l'ultimo saluto al generale delle Forze Quds, Qassem Soleimani, ucciso venerdì scorso in un raid americano a Bagdad.
La salma è stata accolta dalla Guida suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei, che in lacrime ha pregato sulla bara. La processione funebre, partita dall'università, è stata trasmessa in diretta dalla televisione di Stato che parla di milioni di persone scese in strada per rendere omaggio all'uomo che viene definito "amato martire" e per chiedere vendetta urlando slogan contro gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e Israele.
Intanto l'esercito americano ha informato il comando militare iracheno di un "riposizionamento" delle forze Usa in vista di un ritiro "dall'Iraq". Il comandante delle forze americane in Iraq, il generale William H. Seely lo avrebbe comunicato alla controparte di Bagdad all'…
La salma è stata accolta dalla Guida suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei, che in lacrime ha pregato sulla bara. La processione funebre, partita dall'università, è stata trasmessa in diretta dalla televisione di Stato che parla di milioni di persone scese in strada per rendere omaggio all'uomo che viene definito "amato martire" e per chiedere vendetta urlando slogan contro gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e Israele.
Intanto l'esercito americano ha informato il comando militare iracheno di un "riposizionamento" delle forze Usa in vista di un ritiro "dall'Iraq". Il comandante delle forze americane in Iraq, il generale William H. Seely lo avrebbe comunicato alla controparte di Bagdad all'…
TEHERAN - Una folla oceanica, che ha occupato tutte le principali piazze di Teheran, ha dato l'ultimo saluto al generale delle Forze Quds, Qassem Soleimani, ucciso venerdì scorso in un raid americano a Bagdad.
La salma è stata accolta dalla Guida suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei, che in lacrime ha pregato sulla bara. La processione funebre, partita dall'università, è stata trasmessa in diretta dalla televisione di Stato che parla di milioni di persone scese in strada per rendere omaggio all'uomo che viene definito "amato martire" e per chiedere vendetta urlando slogan contro gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e Israele.
Intanto l'esercito americano ha informato il comando militare iracheno di un "riposizionamento" delle forze Usa in vista di un ritiro "dall'Iraq". Il comandante delle forze americane in Iraq, il generale William H. Seely lo avrebbe comunicato alla controparte di Bagdad all'indomani del voto del Parlamento iracheno che ha chiesto il ritiro degli americani. Due ufficiali militari, americani e iracheni, hanno confermato all'agenzia France Presse l'autenticità della lettera firmata dal generale Seely, comandante delle operazioni militari statunitensi in Iraq. "Rispettiamo la vostra decisione sovrana che ordina la nostra partenza", recita la missiva. Ma il capo del Pentagono non conferma l'esistenza della lettera.
Secondo il capo del comando interforze Mark Milley, "è stato un errore di McKenzie", ovvero il comandante del Comando centrale Usa, generale Frank McKenzie. "Non doveva essere inviata".
Le esequie di Soleimani, iniziate in Iraq e passate per diverse città, si concluderanno con la sepoltura del generale nella sua città natale, Kerman. Durante la processione a Teheran sono state date alle fiamme bandiere statunitensi e israeliane ed è stata esposta un'immagine del presidente americano Donald Trump con una corda al collo.
La salma è stata accolta dalla Guida suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei, che in lacrime ha pregato sulla bara. La processione funebre, partita dall'università, è stata trasmessa in diretta dalla televisione di Stato che parla di milioni di persone scese in strada per rendere omaggio all'uomo che viene definito "amato martire" e per chiedere vendetta urlando slogan contro gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e Israele.
Intanto l'esercito americano ha informato il comando militare iracheno di un "riposizionamento" delle forze Usa in vista di un ritiro "dall'Iraq". Il comandante delle forze americane in Iraq, il generale William H. Seely lo avrebbe comunicato alla controparte di Bagdad all'indomani del voto del Parlamento iracheno che ha chiesto il ritiro degli americani. Due ufficiali militari, americani e iracheni, hanno confermato all'agenzia France Presse l'autenticità della lettera firmata dal generale Seely, comandante delle operazioni militari statunitensi in Iraq. "Rispettiamo la vostra decisione sovrana che ordina la nostra partenza", recita la missiva. Ma il capo del Pentagono non conferma l'esistenza della lettera.
La smentita
Un generale americano ha spiegato che la lettera citata da alcuni media in cui si parla di ritiro Usa dall'Iraq era una bozza non firmata e mal formulata che mirava a sottolineare l'aumentato livello del movimento di truppe, ma che non doveva essere inviata.Secondo il capo del comando interforze Mark Milley, "è stato un errore di McKenzie", ovvero il comandante del Comando centrale Usa, generale Frank McKenzie. "Non doveva essere inviata".
I funerali del generale iraniano
La tv di Stato iraniana ha stimato in "milioni" la partecipazione ai funerali. Accanto all'ayatollah Ali Khamenei, c'erano il presidente Hassan Rouhani, il numero uno del Parlamento Ali Larijani, il comandante dei Guardiani della rivoluzione Hossein Salami e il capo dell'autorità giudiziaria Ebrahim Raissi. Vicino al feretro di Soleimani c'erano quelli di Abu Mahdi Al-Muhandis, leader di una coalizione di milizie filoiraniane in Iraq, e di altri quattro iraniani morti nel raid statunitese.Le esequie di Soleimani, iniziate in Iraq e passate per diverse città, si concluderanno con la sepoltura del generale nella sua città natale, Kerman. Durante la processione a Teheran sono state date alle fiamme bandiere statunitensi e israeliane ed è stata esposta un'immagine del presidente americano Donald Trump con una corda al collo.