Libia senza controllo, Haftar avanza ancora: "Conquistata Sirte"
di VINCENZO NIGRO"Abbiamo cacciato le milizie del premier Al Serraj". Ma la battaglia continua. L'Onu: il raid sull'accademia è di un Paese straniero alleato del generale
IN LIBIA si combatte anche sul fronte orientale. Khalifa Haftar lancia un assalto per conquistare Sirte. Mentre l'attenzione di tutti era centrata su Tripoli, i suoi miliziani entrano in alcuni quartieri della città a metà strada fra Tripoli e Bengasi, sul Mediterraneo. Città che per un paio di anni era stata la "capitale" dell'Isis in Libia.
Le notizie sono confuse, ma anche il Governo di accordo Nazionale di Tripoli ammette che c'è stato un cambio della guardia almeno in alcuni quartieri della città. Al Arabiya, una tv saudita che segue l'avanzata di Haftar, dice che le truppe del generale hanno già preso il controllo della base aerea di Qardabiya, della "Porta 20" e dell'area sud-orientale di Sirte, incluso il "Quartiere 3".
Un portavoce di Haftar, Khaled Al Mahjoub, sostiene che "le forze del nostro esercito controllano tutti i distretti che circondano la città di Sirte, proce…
Le notizie sono confuse, ma anche il Governo di accordo Nazionale di Tripoli ammette che c'è stato un cambio della guardia almeno in alcuni quartieri della città. Al Arabiya, una tv saudita che segue l'avanzata di Haftar, dice che le truppe del generale hanno già preso il controllo della base aerea di Qardabiya, della "Porta 20" e dell'area sud-orientale di Sirte, incluso il "Quartiere 3".
Un portavoce di Haftar, Khaled Al Mahjoub, sostiene che "le forze del nostro esercito controllano tutti i distretti che circondano la città di Sirte, proce…
IN LIBIA si combatte anche sul fronte orientale. Khalifa Haftar lancia un assalto per conquistare Sirte. Mentre l'attenzione di tutti era centrata su Tripoli, i suoi miliziani entrano in alcuni quartieri della città a metà strada fra Tripoli e Bengasi, sul Mediterraneo. Città che per un paio di anni era stata la "capitale" dell'Isis in Libia.
Le notizie sono confuse, ma anche il Governo di accordo Nazionale di Tripoli ammette che c'è stato un cambio della guardia almeno in alcuni quartieri della città. Al Arabiya, una tv saudita che segue l'avanzata di Haftar, dice che le truppe del generale hanno già preso il controllo della base aerea di Qardabiya, della "Porta 20" e dell'area sud-orientale di Sirte, incluso il "Quartiere 3".
Un portavoce di Haftar, Khaled Al Mahjoub, sostiene che "le forze del nostro esercito controllano tutti i distretti che circondano la città di Sirte, procediamo alla liberazione totale".
Se gli uomini di Haftar riuscissero a conquistare del tutto la città, o comunque a controllare i punti di accesso e i quartieri più importanti, sarebbe un successo militare notevole. Fino a ieri sera gli scontri non sono stati massicci, perché le milizie di Misurata hanno deciso una ritirata tattica, in attesa di ricevere rinforzi dalla loro città: e in nottata il contrattacco sarebbe partito soltanto in alcuni quartieri.
Per Misurata è un'operazione molto difficile senza un massiccio appoggio aereo dei caccia turchi promessi da Haftar. Un particolare: sarebbe stato il "tradimento" di una milizia alleata di Tripoli, la brigata "604" composta da militanti salafiti "madkhaliti", ad avere permesso l'avanzata degli haftariani.
Nel frattempo, ci sono movimenti anche a Sud di Tripoli: ieri è stato avvistato un grosso convoglio della Lna di Haftar in viaggio verso Gharyan, avamposto che il generale aveva conquistato e poi perduto durante i primi mesi di guerra. Questo suggerisce l'idea che l'ex gheddafiano abbia deciso di accelerare prima che arrivino in Libia i nuovi mercenari siriani e i soldati turchi promessi da Erdogan a Fayez al Serraj.
Ieri il presidente libico e parallelamente il ministro degli Esteri turco Cavusoglu sono volati in Algeria per chiedere sostegno al governo di Algeri. I turchi avrebbero chiesto anche il permesso di adoperare alcune basi aeree per i loro jet da caccia. Sarebbe una opportunità preziosa per la Turchia, le cui basi nella madrepatria sono troppo lontane dai cieli della Tripolitania. Se si schierasse l'Algeria, il livello degli scontri salirebbe ancora, e di molto.
Nel frattempo, Haftar sta ricevendo altri rinforzi dall'estero: due aerei cargo russi che hanno fatto tappa a Latakia, in Siria, sono atterrati a Bengasi: secondo fonti di Tripoli, trasportano nuovi mercenari di altre due compagnie russe simili alla "Wagner" che ha già schierato molti uomini alle porte di Tripoli.
A proposito di appoggi stranieri ai due fronti, l'inviato Onu in Libia Ghassan Salamè, ieri ha detto apertamente che l'attacco all'Accademia militare di Tripoli di sabato notte è stato compiuto da "un Paese che sostiene l'Esercito Nazionale libico" di Haftar. Salamè non lo dice, ma quel paese sono gli Emirati arabi uniti, che manovrano i droni cinesi che combattono per Haftar.
Ma torniamo a Sirte: è la città più importante al centro del golfo omonimo. Ha un porto, un aeroporto internazionale, è la città che ad Ovest delimita la "mezzaluna petrolifera", ovvero la regione in cui ci sono i terminal petroliferi più importanti della Libia, quelli che ricevono il petrolio trasferito dai pozzi a Sud, nel deserto del Sahara.
Dall'inizio della guerra il 4 aprile del 2019, Misurata ha sempre tenuto una forte presenza militare a Sirte, temendo di essere attaccata da Est dalle forze di Haftar. Adesso l'attacco è arrivato proprio mentre molte milizie di Misurata si erano spostate a Tripoli per difenderla. E adesso i misuratimi combatteranno per tenere gli uomini di Haftar lontani dalla loro città. In Libia la guerra sta diventando sempre più internazionale e generalizzata. Sempre più pericolosa per l''Italia e l'Europa.
Le notizie sono confuse, ma anche il Governo di accordo Nazionale di Tripoli ammette che c'è stato un cambio della guardia almeno in alcuni quartieri della città. Al Arabiya, una tv saudita che segue l'avanzata di Haftar, dice che le truppe del generale hanno già preso il controllo della base aerea di Qardabiya, della "Porta 20" e dell'area sud-orientale di Sirte, incluso il "Quartiere 3".
Un portavoce di Haftar, Khaled Al Mahjoub, sostiene che "le forze del nostro esercito controllano tutti i distretti che circondano la città di Sirte, procediamo alla liberazione totale".
Se gli uomini di Haftar riuscissero a conquistare del tutto la città, o comunque a controllare i punti di accesso e i quartieri più importanti, sarebbe un successo militare notevole. Fino a ieri sera gli scontri non sono stati massicci, perché le milizie di Misurata hanno deciso una ritirata tattica, in attesa di ricevere rinforzi dalla loro città: e in nottata il contrattacco sarebbe partito soltanto in alcuni quartieri.
Per Misurata è un'operazione molto difficile senza un massiccio appoggio aereo dei caccia turchi promessi da Haftar. Un particolare: sarebbe stato il "tradimento" di una milizia alleata di Tripoli, la brigata "604" composta da militanti salafiti "madkhaliti", ad avere permesso l'avanzata degli haftariani.
Nel frattempo, ci sono movimenti anche a Sud di Tripoli: ieri è stato avvistato un grosso convoglio della Lna di Haftar in viaggio verso Gharyan, avamposto che il generale aveva conquistato e poi perduto durante i primi mesi di guerra. Questo suggerisce l'idea che l'ex gheddafiano abbia deciso di accelerare prima che arrivino in Libia i nuovi mercenari siriani e i soldati turchi promessi da Erdogan a Fayez al Serraj.
Ieri il presidente libico e parallelamente il ministro degli Esteri turco Cavusoglu sono volati in Algeria per chiedere sostegno al governo di Algeri. I turchi avrebbero chiesto anche il permesso di adoperare alcune basi aeree per i loro jet da caccia. Sarebbe una opportunità preziosa per la Turchia, le cui basi nella madrepatria sono troppo lontane dai cieli della Tripolitania. Se si schierasse l'Algeria, il livello degli scontri salirebbe ancora, e di molto.
Nel frattempo, Haftar sta ricevendo altri rinforzi dall'estero: due aerei cargo russi che hanno fatto tappa a Latakia, in Siria, sono atterrati a Bengasi: secondo fonti di Tripoli, trasportano nuovi mercenari di altre due compagnie russe simili alla "Wagner" che ha già schierato molti uomini alle porte di Tripoli.
A proposito di appoggi stranieri ai due fronti, l'inviato Onu in Libia Ghassan Salamè, ieri ha detto apertamente che l'attacco all'Accademia militare di Tripoli di sabato notte è stato compiuto da "un Paese che sostiene l'Esercito Nazionale libico" di Haftar. Salamè non lo dice, ma quel paese sono gli Emirati arabi uniti, che manovrano i droni cinesi che combattono per Haftar.
Ma torniamo a Sirte: è la città più importante al centro del golfo omonimo. Ha un porto, un aeroporto internazionale, è la città che ad Ovest delimita la "mezzaluna petrolifera", ovvero la regione in cui ci sono i terminal petroliferi più importanti della Libia, quelli che ricevono il petrolio trasferito dai pozzi a Sud, nel deserto del Sahara.
Dall'inizio della guerra il 4 aprile del 2019, Misurata ha sempre tenuto una forte presenza militare a Sirte, temendo di essere attaccata da Est dalle forze di Haftar. Adesso l'attacco è arrivato proprio mentre molte milizie di Misurata si erano spostate a Tripoli per difenderla. E adesso i misuratimi combatteranno per tenere gli uomini di Haftar lontani dalla loro città. In Libia la guerra sta diventando sempre più internazionale e generalizzata. Sempre più pericolosa per l''Italia e l'Europa.