ROMA - "Gli alleati" della Nato "rimangono fortemente impegnati nella missione in Iraq, che sta contribuendo a rafforzare le forze irachene e a impedire il ritorno di Daesh". Lo ha detto il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg che ha avuto un colloquio telefonico con il primo ministro iracheno Adil Abdul-Mahdi. La discussione, informa l'Alleanza, si è incentrata sulla situazione della sicurezza nella regione e sulle implicazioni per la missione di addestramento non combattente della Nato in Iraq.
Stoltenberg ha ribadito che la Nato ha temporaneamente sospeso l'attività di addestramento sul campo, ma è pronta a continuare quando la situazione lo permetterà.
A Circo Massimo, su Radio Capital, anche la viceministra degli Esteri Marina Sereni ha parlato dell'impegno italiano in Iraq: "L'Italia conferma il suo impegno al fianco dell'Iraq. Abbiamo molti militari ad Erbil, il nostro contingente è in gran parte lì e ha una funzione di addestramento delle forze di sicurezza irachene e curde; lo stesso vale per i contingenti che sono in altre postazioni, in particolare a Bagdad. Abbiamo semplicemente spostato un piccolo nucleo di militari che era ospitato in una base non considerata sicura e solo quel piccolo contingente è stato spostato momentaneamente. La situazione è a forte tensione, dobbiamo proteggere i nostri militari, in questo momento le missioni sono sospese e i militari sono nelle basi, ma se le condizioni politiche, e quindi se l'evoluzione del quadro iraqeno lo consentirà, noi siamo pronti a rimanere e a mantenere i nostri impegni con l'Iraq".
Stoltenberg ha ribadito che la Nato ha temporaneamente sospeso l'attività di addestramento sul campo, ma è pronta a continuare quando la situazione lo permetterà.
L'Italia
"Nessuna ipotesi di ritiro" dei militari italiani dall'Iraq, sottolinea il ministero della Difesa. I soldati italiani hanno lasciato, nel corso della notte, la base americana a Bagdad, da due giorni sotto il tiro dei mortai. Il trasferimento dal compound "Union 3" ha riguardato una cinquantina di carabinieri impegnati nell'operazione di addestramento delle forze di sicurezza irachene ed è stato deciso dallo Stato maggiore della Difesa in accordo con i vertici della Nato. I soldati, che partecipano alla "Nato Mission Iraq", non sono stati riportati in Italia ma sono stati trasferiti in un un'altra zona non lontana.A Circo Massimo, su Radio Capital, anche la viceministra degli Esteri Marina Sereni ha parlato dell'impegno italiano in Iraq: "L'Italia conferma il suo impegno al fianco dell'Iraq. Abbiamo molti militari ad Erbil, il nostro contingente è in gran parte lì e ha una funzione di addestramento delle forze di sicurezza irachene e curde; lo stesso vale per i contingenti che sono in altre postazioni, in particolare a Bagdad. Abbiamo semplicemente spostato un piccolo nucleo di militari che era ospitato in una base non considerata sicura e solo quel piccolo contingente è stato spostato momentaneamente. La situazione è a forte tensione, dobbiamo proteggere i nostri militari, in questo momento le missioni sono sospese e i militari sono nelle basi, ma se le condizioni politiche, e quindi se l'evoluzione del quadro iraqeno lo consentirà, noi siamo pronti a rimanere e a mantenere i nostri impegni con l'Iraq".