Germania, proteste contro Siemens e l'apertura di una miniera di carbone in Australia
dalla nostra corrispondente TONIA MASTROBUONIFaccia a faccia tra Joe Kaeser e la "Greta Thunberg" tedesca, Lisa Neubauer, mentre in trenta città tedesche migliaia di persone scendevano in piazza contro il nuovo e inquinante progetto indiano-tedesco
BERLINO- Non si placa lo scontro tra uno degli uomini più potenti dell'industria mondiale, Joe Kaeser, e la "Greta Thunberg" tedesca, Lisa Neubauer. Da settimane gli ambientalisti protestano in Germania contro la partecipazione di Siemens allo sfruttamento di una nuova miniera nel Queensland, in Australia, dalla quale gli indiani del gruppo Adani vogliono estrarre 60 milioni di tonnellate all'anno di carbone. E venerdì il duello tra il potentissimo capo di Siemens e la carismatica leader dei Fridays for Future tedeschi è culminato in un faccia a faccia di un'ora e mezza tra i due, nelle stesse ore in cui in trenta città tedesche migliaia di persone scendevano in piazza contro il nuovo e inquinante progetto indiano-tedesco.
Mentre il continente australiano brucia, per gli ambientalisti è intollerabile che Siemens abbia acconsentito a fornire supporto tecnologico per la tratta ferroviaria che collegherà la mini…
Mentre il continente australiano brucia, per gli ambientalisti è intollerabile che Siemens abbia acconsentito a fornire supporto tecnologico per la tratta ferroviaria che collegherà la mini…
BERLINO- Non si placa lo scontro tra uno degli uomini più potenti dell'industria mondiale, Joe Kaeser, e la "Greta Thunberg" tedesca, Lisa Neubauer. Da settimane gli ambientalisti protestano in Germania contro la partecipazione di Siemens allo sfruttamento di una nuova miniera nel Queensland, in Australia, dalla quale gli indiani del gruppo Adani vogliono estrarre 60 milioni di tonnellate all'anno di carbone. E venerdì il duello tra il potentissimo capo di Siemens e la carismatica leader dei Fridays for Future tedeschi è culminato in un faccia a faccia di un'ora e mezza tra i due, nelle stesse ore in cui in trenta città tedesche migliaia di persone scendevano in piazza contro il nuovo e inquinante progetto indiano-tedesco.
Mentre il continente australiano brucia, per gli ambientalisti è intollerabile che Siemens abbia acconsentito a fornire supporto tecnologico per la tratta ferroviaria che collegherà la miniera con il porto di Abbots Point. Anche l'attivista australiano Christian Slattery dell'Australian Conservation Foundation definisce il progetto "devastante" per la lotta ai cambiamenti climatici. E Siemens, che deciderà entro lunedì se confermare o meno il progetto - e già il dubbio è una vittoria per gli ambientalisti tedeschi - ha ammesso che in futuro la partecipazione anche marginale a progetti inquinanti dovrà essere soppesata più attentamente.
Venerdì, dopo un faccia a faccia tra Kaeser e Neubauer, tra il "gigante e la bambina", è emerso che l'ad di Siemens non è affatto riuscito a tranquillizzare la leader dei Fridays for Future tedeschi offrendole un posto nel Consiglio di sorveglianza. Una proposta respinta già in serata da Neubauer, che ha detto di "avere cose più importanti da fare" e che la questione più importante da risolvere è quella della partecipazione di Siemens a progetti inquinanti.
In una lettera di qualche giorno fa a un quotidiano tedesco, Neubauer aveva chiesto a Siemens di rinunciare alla commessa da 20 milioni di euro: "sarebbe un piccolo passo per l'azienda ma un grande segnale per l'Australia e il resto del mondo, che soffriranno la crisi climatica". La miniera di carbone è fortemente voluta dal premier australiano Scott Morrison, e sarà una delle più grandi al mondo. Ma l'attivista australiano Christian Slattery ricorda che "è il progetto sulle fonti fossili più controverso della storia australiana".
"È chiaro che non è una decisione facile" quella di rinunciare al progetto in Australia, ha dichiarato Kaeser dopo l'incontro con Neubauer, perché il colosso di Monaco deve prendere in considerazione interessi diversi, quelli degli azionisti, dei clienti e della società. Ma Neubauer lo ha stroncato commentando che progetti come quello della miniera di carbone di Adani "non hanno più ragion d'essere in questo secolo".
E l'attivista dei Fridays for Future, Nick Heubeck, che era presente all'incontro, ha svelato che Kaeser avrebbe ammesso che "la firma del contratto, a luglio dell'anno scorso, è stato un errore". L'ad di Siemens stesso ha confessato che "la partecipazione, anche indiretta, a progetti discutibili andrà compresa meglio e più in anticipo, in futuro". Se fosse vero, sarebbe già un progresso enorme. Ma per cantare vittoria, bisognerà attendere intanto le prossime ore, quando Siemens farà sapere se parteciperà alla miniera di carbone in Australia.
Mentre il continente australiano brucia, per gli ambientalisti è intollerabile che Siemens abbia acconsentito a fornire supporto tecnologico per la tratta ferroviaria che collegherà la miniera con il porto di Abbots Point. Anche l'attivista australiano Christian Slattery dell'Australian Conservation Foundation definisce il progetto "devastante" per la lotta ai cambiamenti climatici. E Siemens, che deciderà entro lunedì se confermare o meno il progetto - e già il dubbio è una vittoria per gli ambientalisti tedeschi - ha ammesso che in futuro la partecipazione anche marginale a progetti inquinanti dovrà essere soppesata più attentamente.
Venerdì, dopo un faccia a faccia tra Kaeser e Neubauer, tra il "gigante e la bambina", è emerso che l'ad di Siemens non è affatto riuscito a tranquillizzare la leader dei Fridays for Future tedeschi offrendole un posto nel Consiglio di sorveglianza. Una proposta respinta già in serata da Neubauer, che ha detto di "avere cose più importanti da fare" e che la questione più importante da risolvere è quella della partecipazione di Siemens a progetti inquinanti.
In una lettera di qualche giorno fa a un quotidiano tedesco, Neubauer aveva chiesto a Siemens di rinunciare alla commessa da 20 milioni di euro: "sarebbe un piccolo passo per l'azienda ma un grande segnale per l'Australia e il resto del mondo, che soffriranno la crisi climatica". La miniera di carbone è fortemente voluta dal premier australiano Scott Morrison, e sarà una delle più grandi al mondo. Ma l'attivista australiano Christian Slattery ricorda che "è il progetto sulle fonti fossili più controverso della storia australiana".
"È chiaro che non è una decisione facile" quella di rinunciare al progetto in Australia, ha dichiarato Kaeser dopo l'incontro con Neubauer, perché il colosso di Monaco deve prendere in considerazione interessi diversi, quelli degli azionisti, dei clienti e della società. Ma Neubauer lo ha stroncato commentando che progetti come quello della miniera di carbone di Adani "non hanno più ragion d'essere in questo secolo".
E l'attivista dei Fridays for Future, Nick Heubeck, che era presente all'incontro, ha svelato che Kaeser avrebbe ammesso che "la firma del contratto, a luglio dell'anno scorso, è stato un errore". L'ad di Siemens stesso ha confessato che "la partecipazione, anche indiretta, a progetti discutibili andrà compresa meglio e più in anticipo, in futuro". Se fosse vero, sarebbe già un progresso enorme. Ma per cantare vittoria, bisognerà attendere intanto le prossime ore, quando Siemens farà sapere se parteciperà alla miniera di carbone in Australia.