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O'Plerou è uno studente di 22 anni 

"Le mie emoji tutte africane per raccontare un continente"

Parla O'Plerou, studente ivoriano creatore dell'app-fenomeno in Africa: "La bellezza del nostro mondo in stile contemporaneo"
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Le emoji di O'Plerou sono una dichiarazione d’amore alla Costa d’Avorio e all’Africa.  Questo studente ivoriano di 22 anni ha realizzato un’applicazione che in pochi mesi è stata scaricata 150 mila volte. Più di 300 icone a sticker che raccontano storia e vita del continente: la mamma africana che cammina leggiadra e dritta come un fuso, con il bimbo avvolto sapientemente in un telo, a pelle d’orso sul proprio corpo. O'Plerou l’ha iconizzata. C’è la bissap, bevanda all’ibisco dentro a buste di plastica in vendita per strada: «Questa è una delle mie preferite - racconta O'Plerou Denis Grebet a Repubblica - Quando ero piccolo mi ricordo le donne che la vendevano vicino all’asilo. La compravo sempre».

O'Plerou disegna da quando era bambino. Alla fine del liceo decise che da grande voleva fare il designer e si è iscritto alla Fine Arts School di Abidjian. La guerra ci…
Le emoji di O'Plerou sono una dichiarazione d’amore alla Costa d’Avorio e all’Africa.  Questo studente ivoriano di 22 anni ha realizzato un’applicazione che in pochi mesi è stata scaricata 150 mila volte. Più di 300 icone a sticker che raccontano storia e vita del continente: la mamma africana che cammina leggiadra e dritta come un fuso, con il bimbo avvolto sapientemente in un telo, a pelle d’orso sul proprio corpo. O'Plerou l’ha iconizzata. C’è la bissap, bevanda all’ibisco dentro a buste di plastica in vendita per strada: «Questa è una delle mie preferite - racconta O'Plerou Denis Grebet a Repubblica - Quando ero piccolo mi ricordo le donne che la vendevano vicino all’asilo. La compravo sempre».

O'Plerou disegna da quando era bambino. Alla fine del liceo decise che da grande voleva fare il designer e si è iscritto alla Fine Arts School di Abidjian. La guerra civile in Costa d’Avorio lo ha sfiorato appena. Aveva 13 anni e la fortuna di vivere in una famiglia benestante della capitale,  il luogo che meno ha risentito di un conflitto che in cinque mesi ha provocato più di 300 morti. «La gente si è lentamente rimboccata le maniche, cercando di tornare alla normalità. Abbiamo un modo di dire in Costa d’Avorio che riassume lo spirito del mio popolo: ‘La mancanza di speranza non è ivoriana’».

E sicuramente ivoriana è l’allegra figurina danzante, che ritrae il folklore dei Gouro: una gonna di raffia, il mantello in tessuto, la fronte bombata e il tipico nasino alla francese. Le maschere di questo popolo, che due secoli fa arrivò in Costa d’Avorio dal Mali del Sud, sono uno dei tesori più raffinati e preziosi di tutta l’Africa occidentale.  La frase molesta “te l’avevo detto io”, è un altro smiley molto caro al suo creatore: “Questa emoji riempie un gap nella comunicazione digitale degli africani. E’ un’espressione che usiamo molto”. Lo smiley è una faccina con un dito che preme la parte inferiore dell’occhio che si apre leggermente. Gli altri 360 sticker spaziano dagli utensili della tradizione alle vivaci acconciature dei capelli ribelli delle bimbe.

Tutto è cominciato con una chat: «Era da tempo che cercavo un modo per promuovere in stile contemporaneo la bellezza africana. Stavo chattando con un amico su Whatsapp, quando guardando quelle faccine mi sono detto che avrei potuto crearne qualcuna per valorizzare il continente: sono colorate e popolari, un modo efficace per condividere le nostre culture».  L’idea di creare delle emoji tutte ivoriane, ha motivato O'Plerou a lavorare instancabilmente, facendosi aiutare da un tutorial su YouTube. «Ho deciso di pubblicarne una al giorno su Instagram per tutti i giorni dell’anno. Mi ci sono volute 2-5 ore di lavoro per ciascuna».

L’idea è stata vincente: duemila follower solo nella prima settimana.  Ma non era ancora abbastanza. O'Plerou voleva che le sue icone entrassero a fare parte della comunicazione quotidiana.  E’ nata così nel 2018, l’app Zouzoukwa, ‘immagini’ nella lingua locale bête, che contiene tutti gli smiley già postati su Instagram: «L’app è davvero importante per il mio obiettivo: far sì che tutti possano usare il mio lavoro nelle loro conversazioni. E questi sticker corrispondono alla loro realtà quotidiana della gente». O'Plerou ha grandi progetti: « Viaggerò in altri Paesi africani per imparare le loro culture, creare altre emoji e includere quanta più gente possibile». Quest’anno la sua app è stata nominata tra le migliori dell’anno agli African Talents Awards. Non ha vinto, ma questo giovane ivoriano di 22 anni, ha conquistato qualcosa di più prezioso di un premio: l’amore per le proprie origini.