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Non solo droga, i narcos puntano sull’avocado

L'export verso gli Usa vale quasi 2 miliardi all'anno. Per il Super Bowl ne arriveranno 127 mila tonnellate
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IL 9 agosto del 2019, gli abitanti di Uruapan, nel sud ovest del Messico, si sono svegliati nell'orrore: i corpi di cinque persone erano stati appesi a un cavalcavia, altri sette erano stati fatti a pezzi e scaricati in una strada vicina. Gli omicidi legati al traffico di droga sono frequenti in tutto il Messico, e lo stato di Michoacán, dove si trova Uruapan, non fa eccezione: il porto di Lázaro Cárdenas è stato per anni il principale punto di esportazione delle metanfetamine verso gli Stati Uniti prima che il governo lo militarizzasse.

Ma la mattanza di agosto potrebbe essere legata anche a un'altra guerra in corso tra i cartelli messicani: quella per il controllo del mercato dell'avocado e di altre materie prime. Dal Michoacán ogni anno parte circa l'80% dell'avocado che viene esportato negli Stati Uniti, parliamo di un mercato che frutta quasi 2 miliardi di dollari. La domanda è aumentata, i prezzi sono cresciuti e i c…
IL 9 agosto del 2019, gli abitanti di Uruapan, nel sud ovest del Messico, si sono svegliati nell'orrore: i corpi di cinque persone erano stati appesi a un cavalcavia, altri sette erano stati fatti a pezzi e scaricati in una strada vicina. Gli omicidi legati al traffico di droga sono frequenti in tutto il Messico, e lo stato di Michoacán, dove si trova Uruapan, non fa eccezione: il porto di Lázaro Cárdenas è stato per anni il principale punto di esportazione delle metanfetamine verso gli Stati Uniti prima che il governo lo militarizzasse.

Ma la mattanza di agosto potrebbe essere legata anche a un'altra guerra in corso tra i cartelli messicani: quella per il controllo del mercato dell'avocado e di altre materie prime. Dal Michoacán ogni anno parte circa l'80% dell'avocado che viene esportato negli Stati Uniti, parliamo di un mercato che frutta quasi 2 miliardi di dollari. La domanda è aumentata, i prezzi sono cresciuti e i cartelli hanno fiutato l'affare: se nel 2010 il consumo pro capite di avocado degli americani era di 0,7 chilogrammi all'anno, nel 2019 è stato di 3,6 chilogrammi. Per il Super Bowl, il principale evento sportivo degli Stati Uniti, oggi, si prevede che dal Messico arriveranno 127 mila tonnellate di avocado: servirà per il guacamole che per tradizione viene mangiato durante la competizione insieme ai nachos.

L'interesse dei narcos per questa industria per la verità non è nuovo, risale ad "almeno 10 anni fa e fa parte di una mutazione più generale dei cartelli, che hanno cominciato a diversificare dal traffico di droga puntando su altri settori per fare soldi, quelli in cui lo Stato non è stato in grado di garantire la sicurezza", dice Falko Ernst, senior analyst per il Messico dell'International Crisis Group. Il Michoacán produce l'80% dell'avocado messicano, ma i gruppi criminali hanno messo le mani anche "su altre materie prime come il lime, o sulle miniere: sono business più facili e più sicuri, in cui il tasso di impunità è di circa il 90%".

Estorsioni, minacce, rapimenti, omicidi. Diversi contadini di Michoacan hanno denunciato che sono costretti a pagare un pizzo mensile in base alla grandezza dell'orto e della produzione. A San Juan Parangaricutiro, alcuni piccoli coltivatori di avocado si sono organizzati in gruppi armati per proteggere i raccolti e il trasporto.

Il procuratore generale dello Stato ha dichiarato che ci sono quattro grandi cartelli in lotta per il controllo del mercato: Jalisco New Generation (Cjng), la famiglia New Michoacán, il cartello Tepalcatepec e lo Zicuiran, ma per Ernst - che ha intervistato decine di coltivatori e membri delle gang - le cose sono più complicate. "Negli ultimi 15 anni i grandi cartelli si sono frammentati in migliaia di gruppi", spiega. Paradossalmente, questa è stata una conseguenza della lotta dello Stato messicano contro i narcos: "Hanno eliminato o arrestato i leader dei cartelli più grandi, che si sono dissolti, ma la frammentazione ha fatto aumentare la violenza nella lotta per il potere e per il controllo dei mercati".