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(ansa)

Iraq, il voltafaccia di Moqtada al Sadr: continuano gli scontri anti-regime

Da dieci giorni il leader radicale sciita invia i famigerati berretti blu contro i ragazzi che occupano i centri di molte città irachene. E ieri un attivista anti-governativo è stato ucciso a coltellate
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UN doppio tradimento. È quello che i manifestanti anti-governativi iracheni dicono di aver subìto da parte di Moqtada al Sadr. Infatti, se inizialmente il leader radicale sciita si era presentato come un sostenitore del movimento di rivolta contro la corruzione e contro la presenza iraniana nel Paese, sabato scorso con il suo gruppo parlamentare ha approvato la nomina del nuovo premier Muhammad Allawi, inviso alle piazze perché troppo colluso con il regime.

Allawi è stato incaricato di formare il nuovo esecutivo due mesi dopo le dimissioni del suo predecessore, Adel Abdel Mahdi, costretto a lasciare a causa delle forti pressioni della rivolta.
 
Da dieci giorni, Moqtada al Sadr invia i suoi squadristi, i famigerati berretti blu, contro i ragazzi che occupano i centri di molte città irachene. E ieri, un attivista anti-governativo è stato ucciso a coltellate nel sud dell'Iraq, mentre venerdì scorso le milizie sadriste hanno sgom…
UN doppio tradimento. È quello che i manifestanti anti-governativi iracheni dicono di aver subìto da parte di Moqtada al Sadr. Infatti, se inizialmente il leader radicale sciita si era presentato come un sostenitore del movimento di rivolta contro la corruzione e contro la presenza iraniana nel Paese, sabato scorso con il suo gruppo parlamentare ha approvato la nomina del nuovo premier Muhammad Allawi, inviso alle piazze perché troppo colluso con il regime.

Allawi è stato incaricato di formare il nuovo esecutivo due mesi dopo le dimissioni del suo predecessore, Adel Abdel Mahdi, costretto a lasciare a causa delle forti pressioni della rivolta.
 
Da dieci giorni, Moqtada al Sadr invia i suoi squadristi, i famigerati berretti blu, contro i ragazzi che occupano i centri di molte città irachene. E ieri, un attivista anti-governativo è stato ucciso a coltellate nel sud dell'Iraq, mentre venerdì scorso le milizie sadriste hanno sgomberato provocando diversi feriti il "ristorante turco", il palazzo che da piazza Tahrir affaccia sul Tigri, occupato dallo scorso novembre e simbolo delle proteste a Bagdad.
 
Dietro il repentino cambio di rotta del leader sciita, e dietro la sua decisione di scagliare i berretti blu contro i manifestanti c'è senz'altro il fallimento della "marcia del milione" convocata il 24 gennaio contro la presenza americana in Iraq e alla quale hanno partecipato soltanto poche centinaia di persone.

Ma c'è anche, scrivono alcuni giornali di Bagdad, la sua verosimile nomina da parte di Teheran a rappresentante degli interessi iraniani in Iraq. Nomina che sarebbe stata esplicitata in un incontro avvenuto nella città santa di Qom tra al Sadr e gli ayatollah iraniani, pochi giorni dopo l'esecuzione del generale Qassem Soleimani all'aeroporto di Bagdad, il 3 gennaio scorso.

Ora, buona parte degli attivisti e manifestanti anti-governativi iracheni sono sciiti, ed è curioso che ad Sadr non abbia colto la loro crescente avversione nei confronti dell'Iran.
 
Il movimento contro il regime è tornato a protestare anche stamani, nelle principali città del sud sciita, a Nassiriya, Hilla, Kut, Najaf e Karbala. A Nassiriya i manifestanti hanno di nuovo interrotto le principali strade della città a sud di Bagdad. E scontri tra manifestanti e seguaci sadristi si sono verificati anche a Bagdad, provocando almeno quindici feriti.

Secondo l'attendibile Amnesty International sono circa 600 i manifestanti uccisi da ottobre nella repressione e nelle uccisioni attribuite sia alle forze di sicurezza sia a miliziani pro-iraniani.