ROMA - Vestita in uno spento arancione, stralunata, così Maesaiah Thabane, moglie del premier del Lesotho Thomas Thabane, ora libera su cauzione, è apparsa davanti alla corte che l'ha incriminata per aver ordinato l'uccisione di Lipolelo Thabane, prima moglie di Thabane, nel 2017, quand'era separata e in attesa di divorzio. Per evitare la condanna, lo scorso mese Maesaiah era fuggita: si è arresa soltanto con l'intercessione di un avvocato e di un poliziotto.
Dall'inizio dell'anno nelle strade di Maseru - capitale di un piccolo Stato dentro un altro Stato, il Sudafrica - non si parla d'altro e, come in un buon poliziesco, i colpi di scena finora non sono mancati.
Lipolelo Thabane, 58 anni, ex moglie del primo ministro Thomas Thabane, già al governo dal 2012 al 2015, venne uccisa il 14 giugno del 2017, due giorni prima del suo secondo giuramento. La separazione tra i due, sei anni prima, era stata burrascosa. Thomas Thabane, che oggi ha 80 anni, aveva un'amante, Maesaiah, nata Liabiloe Ramoholi, oggi quarantaduenne, che trattava come se fosse già sua moglie. Lipolelo, silenziosa e schiva, si rivolse ai giudici. La corte stabilì che non ci sarebbero stati appannaggi di nessun tipo per Maesaiah: fino al divorzio la first lady sarebbe stata Lipolelo.
Un'umiliazione per Thomas Thabane. Maesaiah era furente. Si pensa che fu allora che scattò il piano. Lipolelo fu ammazzata vicino alla sua abitazione fuori dalla capitale, Maseru. Un suo amico però si salvò.
Il Lesotho - uno Stato tranquillo, 2 milioni e mezzo di anime, di cui 500mila alle prese con la fame per la siccità - da sempre ha un alto tasso di omicidi politici. Lo stesso Thabane si era rifugiato in Sudafrica, dal 2015 per due anni, dopo aver perso le elezioni, dicendo di essere in pericolo.
Con ingredienti simili a una "crime story", questo giallo ha il successo assicurato. I poliziotti hanno lavorato oltre tre anni prima di concludere le indagini con la collaborazione dell'amico di Lipolelo. "I tabulati ci hanno rivelato che il giorno dell'uccisione di Lipolelo ci fu una serie di telefonate... Il numero chiamato era il suo", ha detto Holomo Molibeli, capo della polizia, mettendo al muro il premier il 23 dicembre. Probabilmente c'è stata qualche genere di trattativa, poi, il 10 gennaio, è stato firmato il mandato di cattura per Maesaiah. Nel frattempo lei ha cercato di scappare.
Molibeli non ha dubbi: "È un caso complesso e pericoloso. Non mi era successo in 32 anni di vita nella polizia". Tom Thabane è stato sentito almeno due volte e per adesso i giudici non hanno intenzione di incriminarlo. Lui ha dichiarato che le sue dimissioni verranno discusse dal partito, ma non ha detto quando. Nelle strade però ora, invece di parlare dell'uccisione di una donna riservata ed amata, si protesta contro il primo ministro.
Dall'inizio dell'anno nelle strade di Maseru - capitale di un piccolo Stato dentro un altro Stato, il Sudafrica - non si parla d'altro e, come in un buon poliziesco, i colpi di scena finora non sono mancati.
Lipolelo Thabane, 58 anni, ex moglie del primo ministro Thomas Thabane, già al governo dal 2012 al 2015, venne uccisa il 14 giugno del 2017, due giorni prima del suo secondo giuramento. La separazione tra i due, sei anni prima, era stata burrascosa. Thomas Thabane, che oggi ha 80 anni, aveva un'amante, Maesaiah, nata Liabiloe Ramoholi, oggi quarantaduenne, che trattava come se fosse già sua moglie. Lipolelo, silenziosa e schiva, si rivolse ai giudici. La corte stabilì che non ci sarebbero stati appannaggi di nessun tipo per Maesaiah: fino al divorzio la first lady sarebbe stata Lipolelo.
Un'umiliazione per Thomas Thabane. Maesaiah era furente. Si pensa che fu allora che scattò il piano. Lipolelo fu ammazzata vicino alla sua abitazione fuori dalla capitale, Maseru. Un suo amico però si salvò.
Il Lesotho - uno Stato tranquillo, 2 milioni e mezzo di anime, di cui 500mila alle prese con la fame per la siccità - da sempre ha un alto tasso di omicidi politici. Lo stesso Thabane si era rifugiato in Sudafrica, dal 2015 per due anni, dopo aver perso le elezioni, dicendo di essere in pericolo.
Con ingredienti simili a una "crime story", questo giallo ha il successo assicurato. I poliziotti hanno lavorato oltre tre anni prima di concludere le indagini con la collaborazione dell'amico di Lipolelo. "I tabulati ci hanno rivelato che il giorno dell'uccisione di Lipolelo ci fu una serie di telefonate... Il numero chiamato era il suo", ha detto Holomo Molibeli, capo della polizia, mettendo al muro il premier il 23 dicembre. Probabilmente c'è stata qualche genere di trattativa, poi, il 10 gennaio, è stato firmato il mandato di cattura per Maesaiah. Nel frattempo lei ha cercato di scappare.
Molibeli non ha dubbi: "È un caso complesso e pericoloso. Non mi era successo in 32 anni di vita nella polizia". Tom Thabane è stato sentito almeno due volte e per adesso i giudici non hanno intenzione di incriminarlo. Lui ha dichiarato che le sue dimissioni verranno discusse dal partito, ma non ha detto quando. Nelle strade però ora, invece di parlare dell'uccisione di una donna riservata ed amata, si protesta contro il primo ministro.