Esteri

Coronavirus, quarantena in diretta. La crociera del contagio diventa un reality

 I passeggeri in quarantena della Diamond Princess (afp)
Giappone, i passeggeri della Diamond Princess postano sul web le loro giornate. Pianti, risate e scherzi. E i follower si moltiplicano: "Siete meglio di Netflix"
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Ridono e piangono in lunghe dirette su Facebook. Si distraggono recensendo il "rancio" quotidiano su Twitter. Postano su Youtube la rosa di San Valentino, i panni stesi, le mascherine col filtro, i termometri con le istruzioni in giapponese. E l'immagine sfocata dell'altoparlante che diffonde la voce del capitano Gennaro Arma scandire la conta dei contagiati. La quarantena dei passeggeri della Diamond Princess, prigionieri del contagio nel penitenziario di lusso ancorato al porto di Yokohama da undici giorni, va in onda sui social. E trova dall'altra parte migliaia di persone a sbirciare dalla serratura l'effetto che fa il contagio globale. Un reality show galleggiante, di quelli che fanno paura. Perché è tutto vero. E peggiora. 

Video / La vita a bordo della Diamond Princess


La conta dei contagiati a bordo era salita ieri a 286 passeggeri sui 3.700 che ormai quasi un mese fa s'erano imbarcati felici per una crociera in Asia. La quarantena doveva finire il 19 febbraio, ma ieri l'hashtag twitter #hangintherediamondprincess (resistete sulla Diamond Princess), ha diffuso l'audio del capitano che rettifica: l'ora d'aria si riduce da 90 a 60 minuti e l'isolamento potrebbe durare di più. Perché i giapponesi hanno messo a punto un nuovo test diagnostico che sarà disponibile solo dal 18 febbraio, e che ha bisogno di tre giorni per il risultato. Questo vuol dire che i tempi s'allungano. Anche se non per tutti. Gli Stati Uniti andranno a prendere i loro connazionali. Seguiranno gli australiani. Il ministro Luigi Di Maio ha detto che gli italiani a bordo, 35 in tutto, non verranno lasciati soli.

Ma non a tutti va così bene. David e Sally Abel sono due britannici di 74 e 70 anni. La Gran Bretagna non ha ancora fatto sapere se e come andrà a recuperare i connazionali. "The Abels" come sono stati soprannominati dagli oltre 40 mila che seguono le loro dirette quotidiane di un'ora su Facebook, hanno fatto appello al magnate della Virgin Sir Richard Bronson: "Siamo ottanta britannici a bordo. Manda un aereo, salvaci tu". In undici giorni di confino, i due hanno raccolto una community di fan che li tratta come internet celebrities, li segue ogni giorno e li incita a continuare anche da casa a postare: "Siete meglio di Netflix", "Quando tornate sarete famosi, sorridete". Tanto famosi che qualcuno ha ripostato i loro video su Youtube, per monetizzare la loro sventura.Loro hanno resisisto per giorni: "Quando parliamo con voi siamo più felici". Il proprietario della compagnia navale ha persino spedito a Dave una bottiglia di Talisker whisky, per ringraziarli di tenere alto il morale della ciurma.

Video / I passeggeri raccontano le loro giornate sui social


La realtà, dietro sorrisi e battute per esorcizzare virus e sfortuna, bussa però alla porta. Dave e Sally rischiano di essere separati, se uno dei due risulterà positivo al test. Erano sulla nave per festeggiare il loro 50esimo anniversario di matrimonio e ieri si sono commossi, nella "puntata" quotidiana della loro vita, per la paura di restare soli. Si fa più fatica a sorridere pensando a chi aspetta a casa. Ai sette nipoti. Ai cani Honey e Pudding. Al prossimo viaggio. E pure la community che li sostiene vacilla: "Questo non è uno show" osserva qualcuno. 

Anche se spesso lo sembra, tra la voglia di intrattenere e di intrattenersi. L'americano Matthew Smith, su Twitter, ha giocato a recensire pranzi e cene sulla nave infestata dal virus, definendole "avventure culinarie della quarantena". Tanti nuovi follower sono arrivati ad applaudirlo. Gli australiani Jan e Dave Binskin, aggiornano ogni giorno la cronaca del loro soggiorno su Facebook, e il 9 febbraio hanno persino ordinato al Naked Wine Club due bottiglie di Pinot Noir, portate nella loro cabina da un drone. Tutti sono finiti sui giornali d'oltreoceano, tanto che tra i commenti c'è chi fa battute: "Vale la pena andare in crociera, per finire sui notiziari". Va bene anche così, pur di farsi un sorriso. Va bene pure lamentarsi per essere finiti sul lato sbagliato della nave, quella che dà sul porto di Yokohama, dove il via e vai di ambulanze fa salire l'ansia, invece che sul lato che guarda il mare, dove puoi fingere d'essere ancora in vacanza . Va bene tutto, per allontanare la sventura, a costo di rischiare di dimenticarla. 

Un prezzo troppo alto forse per l'Allegra Viandante, alias Roberta, unica italiana ad aggiungere la sua voce al racconto collettivo della Diamond Princess. Roberta negli ultimi giorni ha reso privato il suo profilo. Invisibile al pubblico. Forse anche per sottrarlo allo sguardo di chi assiste da lontano e, postato l'ultimo cuore, può sempre cambiar canale.