BRUXELLES - La parola del giorno a Bruxelles è "Sovranità digitale europea". Per recuperare l'abissale distanza che separa il nostro continente da Stati Uniti e Cina quando si parla di intelligenza artificiale e raccolta dei dati, fondamentali per la crescita economica e per migliorare la vita dei cittadini. Ma anche perché gli algoritmi portano rischi e dunque non dovranno essere usati per danneggiare l'essere umano, per schedature di massa tipiche dei regimi autoritari o per evitare che prendano decisioni discriminatorie legate a sesso, razza o classe sociale dei cittadini. Tanto che l'intelligenza artificiale usata in Europa dovrà essere umano-centrica, "nutrita" solo con dati compatibili con i diritti fondamentali.
È ambizioso il piano "Shaping Europe digital future" approvato ieri dalla Commissione Ue guidata da Ursula von der Leyen, la priorità strategica di Bruxelles dei prossimi anni insieme a…
È ambizioso il piano "Shaping Europe digital future" approvato ieri dalla Commissione Ue guidata da Ursula von der Leyen, la priorità strategica di Bruxelles dei prossimi anni insieme a…
BRUXELLES - La parola del giorno a Bruxelles è "Sovranità digitale europea". Per recuperare l'abissale distanza che separa il nostro continente da Stati Uniti e Cina quando si parla di intelligenza artificiale e raccolta dei dati, fondamentali per la crescita economica e per migliorare la vita dei cittadini. Ma anche perché gli algoritmi portano rischi e dunque non dovranno essere usati per danneggiare l'essere umano, per schedature di massa tipiche dei regimi autoritari o per evitare che prendano decisioni discriminatorie legate a sesso, razza o classe sociale dei cittadini. Tanto che l'intelligenza artificiale usata in Europa dovrà essere umano-centrica, "nutrita" solo con dati compatibili con i diritti fondamentali.
È ambizioso il piano "Shaping Europe digital future" approvato ieri dalla Commissione Ue guidata da Ursula von der Leyen, la priorità strategica di Bruxelles dei prossimi anni insieme al Green deal. L'Eurogoverno mira a raccogliere 200 miliardi nel prossimo decennio tra soldi pubblici e privati per digitalizzare (e rilanciare) la nostra economia. Così come si punta a riprendere il controllo dei nostri dati disseminati in Rete sfruttando il passaggio dall'attuale "Internet delle persone" (social network, applicazioni e commercio dove Usa e Cina sono leader) all'"Internet delle cose" (elettrodomestici connessi o auto a guida autonoma).
"L'Europa deve diventare tecnologicamente sovrana", ha affermato Ursula von der Leyen prima di lasciare la parola ai due autori del piano, la sua vice Margrethe Vestager e il commissario Ue Thierry Breton. Oggi i nostri dati, fondamentali per costruire l'intelligenza artificiale e creare crescita economica, sono in mano ai giganti della Silicon Valley e di Pechino, che non sempre ne fanno un uso corretto e che li usano per arricchirsi. Per uscire dalla morsa la Ue punta a diventare un centro autonomo di stoccaggio lanciando un cloud pubblico europeo e una serie di "big data factories".
Il nostro diventa anche il primo continente a introdurre regole obbligatorie sull'intelligenza artificiale incorporando il codice etico finora non vincolante. Gli algoritmi non potranno "ragionare" in modo razzista o discriminatorio: se quelli importati da fuori (ad esempio dalla Cina) si dimostreranno basati su dati che incorporano valori contrari ai diritti fondamentali, dovranno essere azzerati e reimpostati. Inoltre i sistemi di intelligenza artificiale dovranno essere "trasparenti, tracciabili e garantire il controllo umano" in settori ad alto rischio come salute (decisioni letali per i pazienti), polizia (arresti preventivi o armi che si attivano autonomamente) e trasporti (guida autonoma).
Bruxelles punta anche a proibire il riconoscimento facciale di massa: potrà essere ammesso solo in casi eccezionali, giustificati dai governi con criteri definiti dopo un dibattito pubblico europeo. La nuova strategia digitale incrocerà il Green deal, con l'intelligenza artificiale tra gli strumenti chiave per abbassare le emissioni inquinanti. Non solo ottimizzando i consumi energetici, ma anche con progetti di ricerca: tra questi Destination Earth, la creazione di una copia digitale della terra per prevedere gli sviluppi climatici e testare l'impatto sul clima delle decisioni politiche e industriali. Bruxelles punta anche a sviluppare Super Computer, Quantum computing e una serie di centri d'eccellenza, con l'Italia che ospiterà uno dei calcolatori più potenti del mondo a Bologna ("Leonardo") e si candida per creare a L'Aquila (sede altamente simbolica) un'intelligenza artificiale leader nella prevenzione di eventi estremi.
È ambizioso il piano "Shaping Europe digital future" approvato ieri dalla Commissione Ue guidata da Ursula von der Leyen, la priorità strategica di Bruxelles dei prossimi anni insieme al Green deal. L'Eurogoverno mira a raccogliere 200 miliardi nel prossimo decennio tra soldi pubblici e privati per digitalizzare (e rilanciare) la nostra economia. Così come si punta a riprendere il controllo dei nostri dati disseminati in Rete sfruttando il passaggio dall'attuale "Internet delle persone" (social network, applicazioni e commercio dove Usa e Cina sono leader) all'"Internet delle cose" (elettrodomestici connessi o auto a guida autonoma).
"L'Europa deve diventare tecnologicamente sovrana", ha affermato Ursula von der Leyen prima di lasciare la parola ai due autori del piano, la sua vice Margrethe Vestager e il commissario Ue Thierry Breton. Oggi i nostri dati, fondamentali per costruire l'intelligenza artificiale e creare crescita economica, sono in mano ai giganti della Silicon Valley e di Pechino, che non sempre ne fanno un uso corretto e che li usano per arricchirsi. Per uscire dalla morsa la Ue punta a diventare un centro autonomo di stoccaggio lanciando un cloud pubblico europeo e una serie di "big data factories".
Il nostro diventa anche il primo continente a introdurre regole obbligatorie sull'intelligenza artificiale incorporando il codice etico finora non vincolante. Gli algoritmi non potranno "ragionare" in modo razzista o discriminatorio: se quelli importati da fuori (ad esempio dalla Cina) si dimostreranno basati su dati che incorporano valori contrari ai diritti fondamentali, dovranno essere azzerati e reimpostati. Inoltre i sistemi di intelligenza artificiale dovranno essere "trasparenti, tracciabili e garantire il controllo umano" in settori ad alto rischio come salute (decisioni letali per i pazienti), polizia (arresti preventivi o armi che si attivano autonomamente) e trasporti (guida autonoma).
Bruxelles punta anche a proibire il riconoscimento facciale di massa: potrà essere ammesso solo in casi eccezionali, giustificati dai governi con criteri definiti dopo un dibattito pubblico europeo. La nuova strategia digitale incrocerà il Green deal, con l'intelligenza artificiale tra gli strumenti chiave per abbassare le emissioni inquinanti. Non solo ottimizzando i consumi energetici, ma anche con progetti di ricerca: tra questi Destination Earth, la creazione di una copia digitale della terra per prevedere gli sviluppi climatici e testare l'impatto sul clima delle decisioni politiche e industriali. Bruxelles punta anche a sviluppare Super Computer, Quantum computing e una serie di centri d'eccellenza, con l'Italia che ospiterà uno dei calcolatori più potenti del mondo a Bologna ("Leonardo") e si candida per creare a L'Aquila (sede altamente simbolica) un'intelligenza artificiale leader nella prevenzione di eventi estremi.