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Iran, 58 milioni al voto per le parlamentari nel giorno dell'allarme coronavirus: bassa affluenza

(ansa)
Avvantaggiato dall'astensionismo il fronte conservatore che potrebbe riprendere il controllo del Majlis, l'Assemblea legislativa. La tv di Stato annuncia l'estensione delle operazioni di voto per permettere ai ritardatari di partecipare. Risultati sabato
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TEHERAN - Sono stati aperti stamane alle 8 ora locale in Iran (le 5:30 in Italia) i seggi per le elezioni parlamentari. Gli iraniani a eleggere il nuovo Majlis, il Parlamento della Repubblica islamica, sono quasi 58 milioni. Le operazioni di voto sono state prolungate di quattro ore, sarebbero dovute durare dieci ore, l'affluenza è stata molto bassa. Il voto avviene al termine di una campagna elettorale svogliata per il disinteresse soprattutto dell'elettorato riformista.

Una bassa affluenza, secondo gli analisti, è destinata ad avvantaggiare il fronte conservatore che potrebbe riprendere il controllo del Majlis, l'Assemblea legislativa, in un momento cruciale per la vita politica del Paese con le presidenziali fissate il prossimo anno e il sempre annoso tema della successione alla Guida suprema, l'ayatollah Ali Khamenei.

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Si vota il giorno in cui crescono le misure di prevenzione da parte di Paesi vicini dopo l'aggravamento del focolaio di Coronavirus (Covid-19): oggi l'Iraq ha annunciato la chiusura temporanea delle sue frontiere con la Repubblica islamica, mentre la compagnia di bandiera del Kuwait ha sospeso i voli verso l'Iran. Anche l'Armenia sta pensando a misure restrittive. Stamani, il ministero della Salute di Teheran ha aggiornato il bilancio ufficiale con altre 2 vittime, che portano a 4 il totale, e altri 13 contagi, che si aggiungono ai 5 confermati in precedenza. Il Ministero della Salute ha invitato gli iraniani alla calma, ma gli appelli alle misure di prevenzione sono continui su tv e siti.

Nella capitale Teheran, in cui risiede un quinto degli 83 milioni di iraniani, è lontano il clima di entusiasmo in cui si erano svolte le legislative del 2016 o le presidenziali del 2017, che avevano consegnato a Hassan Rouhani la guida del governo, sull'onda delle speranze di aperture e progresso portate dalla firma dell'accordo sul nucleare.

Primo a votare tra tutti gli alti funzionari, in un seggio blindato all'interno del compound governativo nella zona Pastor di Teheran, Khamenei ha ribadito l'appello a recarsi presto e in massa al voto, definendolo un "dovere religioso".

La delusione in seguito alla repressione delle proteste di novembre contro il caro benzina e l'abbattimento "per errore" del volo di linea ucraino a Teheran, i primi di gennaio e in cui sono morte 176 persone per lo più iraniani, hanno portato le persone a un grave disinteresse. Per questo, da più parti, si sono susseguiti quotidianamente appelli a recarsi alle urne. Rouhani ha fatto leva sulla resistenza all'America, presentando il voto come uno strumento per "rompere l'embargo e l'assedio dell'Iran". L'immagine di Qassem Soleimani, ucciso in un raid americano a Bagdad, spicca tra i pochi manifesti elettorali di Teheran.

La tv di Stato ha annunciato l'estensione delle operazioni di voto per permettere ai ritardatari di partecipare. A metà pomeriggio, il ministero dell'Interno aveva fatto sapere che ad avere votato erano stati circa 11 milioni sui circa 58 milioni di aventi diritto. Il Consiglio dei Guardiani, l'organismo che vaglia le candidature e che ha lasciato fuori dalla corsa elettorale oltre 7mila aspiranti candidati, aveva previsto un'affluenza di almeno il 50%.

"L'affluenza alle urne in Iran non è mai stata sotto il 50% e mi aspetto che non sia di meno in queste elezioni", ha detto il portavoce del Consiglio dei Guardiani, Abbas Ali Kadkhodaei, nell'ultimo giorno di campagna elettorale. Nelle precedenti legislative, del 2016, il dato era stato del 62%.

L'alta affluenza alle urne "dispiacerà ai nostri nemici" e sarà una "fonte di orgoglio" per Teheran, ha dichiarato il presidente iraniano Rouhani al centro di monitoraggio del voto al ministero degli Interni di Teheran: "Se Dio vuole, la nostra nazione creerà una nuova fonte di orgoglio e i nostri nemici resteranno delusi più che mai".