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(afp)

Biden, la sfida Texas: comizio last minute per il Supermartedì

Coi suoi 228 delegati da assegnare, d'altronde, lo stato Stato meridionale è il secondo premio più ambito della giornata, dopo la California che ne esprime 415. E l'aumento della popolazione censita quest'anno che gli farà guadagnare almeno 3 nuovi collegi elettorali, lo ha già trasformato in campo di battaglia cruciale alle presidenziali
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AUSTIN (TEXAS) "Tio Bernie va a ganar", zio Bernie vincerà. Carlos Sousa, 35 anni, l'ha scritto pure sulla maglietta. Animatore della pagina social Viva Bernie! dedicata ai suoi sostenitori latinos di Sanders, non ha dubbi: "Gli altri parlano di resistenza, il ritorno all'era pre-Trump. Noi vogliamo la rivoluzione: cambiare il futuro".

Una rivoluzione che passa pure da questo ranch al 4926 di Cesar Chavez Street, periferia di Austin, dove il senatore del Vermont ha il suo quartier generale locale. "Tio Bernie cambierà il Texas. Darà voce ai 3,8 milioni di poveri che abbiamo qui, agli 11,1 milioni di latinos, al milione di clandestini, proprio come uno zio è spesso la voce della famiglia" dice. Scagliandosi poi contro l'establishment dem: "O lui o è la rivolta. Se il partito lo ferma lo riterremo responsabile della nuova vittoria di Trump".

Alla vigilia del SuperTuesday, il Supermartedì in c…

AUSTIN (TEXAS) "Tio Bernie va a ganar", zio Bernie vincerà. Carlos Sousa, 35 anni, l'ha scritto pure sulla maglietta. Animatore della pagina social Viva Bernie! dedicata ai suoi sostenitori latinos di Sanders, non ha dubbi: "Gli altri parlano di resistenza, il ritorno all'era pre-Trump. Noi vogliamo la rivoluzione: cambiare il futuro".

Una rivoluzione che passa pure da questo ranch al 4926 di Cesar Chavez Street, periferia di Austin, dove il senatore del Vermont ha il suo quartier generale locale. "Tio Bernie cambierà il Texas. Darà voce ai 3,8 milioni di poveri che abbiamo qui, agli 11,1 milioni di latinos, al milione di clandestini, proprio come uno zio è spesso la voce della famiglia" dice. Scagliandosi poi contro l'establishment dem: "O lui o è la rivolta. Se il partito lo ferma lo riterremo responsabile della nuova vittoria di Trump".

Alla vigilia del SuperTuesday, il Supermartedì in cui si votano le primarie in ben 14 stati contemporaneamente - in palio 1357 delegati su 3979, un terzo del totale -, a sorpresa gli ultimi sondaggi danno il candidato "socialista" in vantaggio anche qui: nel "Lone State" tutto chiese e pistole, solidamente repubblicano da un quarto di secolo ma che alle elezioni del 2018 ha premiato i dem. Sostenuto dai latinos, Sanders è al 30 per cento.

Joe Biden, pur rinvigorito dalla vittoria in Carolina del Sud, lo insegue col 26. Il fatto è che l'ex vice di Obama qui pensava di vincere facile, è s'è visto poco: e ieri è stato costretto a organizzare un comizio last minute a Dallas, nella speranza di accaparrarsi il tesoretto del 6% delle preferenze attribuite a Pete Buttigieg, ritiratosi domenica, e il 4 di Amy Klobuchar, che ieri lo ha raggiunto sul palco.

Coi suoi 228 delegati da assegnare, d'altronde, il Texas è il secondo premio più ambito della giornata, dopo la California che ne esprime 415. E l'aumento della popolazione censita quest'anno che gli farà guadagnare almeno 3 nuovi collegi elettorali, lo ha già trasformato in campo di battaglia cruciale alle presidenziali. Ecco perché nelle stesse ore, al Bernie-Ranch è arrivata perfino la scrittrice Naomi Klein, autrice di quel No Logo già Bibbia No global, e de Il mondo in fiamme: contro il capitalismo per salvare il clima. Arringa una piccola folla di giovani sulla necessità di sostenere il senatore, "speranza dell'ambiente". Mentre Eva Ensler, la femminista dei Monologhi della Vagina, li scalda promettendo case abbordabili per tutti. "Votate di mattina, nel pomeriggio è atteso un uragano" esorta.

Chi sperava in Michael Bloomberg, rischia di restare deluso: il miliardario ha scommesso tutto sul SuperTuesday, investendo 50 milioni di dollari in spot, 4 solo in Texas. Entra in gara oggi, ma è fermo al 13% e sta battendo lo Stato palmo a palmo. Al comizio di domenica a San Antonio c'erano solo 600 persone: poche per chi qui ha investito in 19 uffici. "La strada per battere Trump parte dal Texas. Scriverete voi il futuro d'America" ha esordito l'ex sindaco di New York con voce impacciata. "È possibile che il Texas divenga la chiave della Casa Bianca" chiosa lo scrittore Wright. "Ma ricordiamocelo: alle primarie votano solo i democratici e prevalere non vuol dire poi vincere le elezioni. "Tio Bernie" volerà pure fra i latinos, però quando si tratta di votare, qui si presenta solo il 42 % degli elettori. Servirebbe un candidato unificante: ma Sanders non lo permetterà".