Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu con la moglie Sara (afp)
Il partito 'Blu e Bianco' di Benny Gantz assieme ai laburisti cerca alleati per impedire a chiunque sia sotto processo di diventare primo ministro. Il premier dal 17 marzo entrerà in tribunale per 3 inchieste. La reazione del premier: "Una proposta che mina la democrazia". Il ministro della Difesa Bennet: "A due giorni dalle elezioni è come sputare in faccia al popolo"
1 minuti di lettura
ROMA - Il partito Blu e Bianco di Benny Gantz assieme all'alleanza di sinistra fra laburisti, Meretz e Ghesher, sta preparando una legge da presentare al più presto alla Knesset per stabilire che nessuno che sia sotto giudizio in un tribunale di Israele possa diventare primo ministro.
La legge è diretta chiaramente contro Benjamin Netanyahu: il premier uscente ha vinto le elezioni di lunedì, ma la coalizione che lo sostiene non ha i numeri (61 seggi su 120) per votare un nuovo governo.
E allora le opposizioni stanno decidendo se iniziare a giocare pesante. In Israele un ministro sotto inchiesta o in giudizio in tribunale è costretto a rassegnare le dimissioni. Ma la norma non è così chiara per i primi ministri. E quindi il tentativo è quello di renderla esplicita, per impedire che Netanyahu sia ancora primo ministro mentre è sotto processo per corruzione e frode.
"Nella Knesset avremo una maggioranza per far passare una legge che blocca la possibilità che un primo ministro sia in servizio mentre è a giudizio", dice al quotidiano Haaretz il leader di Meretz, Nitzan Horowitz.
In effetti guardando ai numeri, il blocco contrario a Netanyahu ha la forza per far passare una legge del genere. Un governo alternativo è quasi impossibile, perché politicamente i deputati ebraici non accettano di fare maggioranza con i deputati arabi. Ma una legge del genere potrebbe essere votata.
Netanyahu ha reagito immediatamente: "La mossa di Gantz mina le basi della democrazia, gli elettori dato a me più voti di qualunque altro candidato". Naftali Bennet, ministro della Difesa e capo del partito di estrema destra Yamina, ha detto che "due giorni fa il popolo ha votato e questi già sono partiti per fare una legge che equivale a sputare in faccia al popolo, un'iniziativa anti-democratica".
Anche il leader del partito religioso ultra-ortodosso Shas, Arye Dery, dice che "far passare una legge confezionata apposta contro Netanyahu dopo che gli elettori si sono espressi è una disgrazia che danneggia le regole della democrazia". Lo scontro andrà avanti. In queste condizioni in ogni caso è molto difficile che Netanyahu possa far passare quella che in Israele chiamano la "legge francese". Ovvero una legge che congeli i processi penali ai premier in carica, con il suo processo che inizierà il 17 marzo.
In attesa dei risultati finali
Al momento sono questi, con il partito di Netanyahu che avrebbe perso un seggio e Blu e Bianco che ne ha guadagnato uno: Likud: 36 (forse 35); Blu e Bianco: 33; Lista unita araba: 15; Shas: 9; United Torah Judaism: 7; Yisrael Beiteinu (Lieberman): 7; Labor-Gesher-Meretz: 7; Yamina: 6; Otzma Yehudit (Kahanisti): 0