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Fincantieri rischia il veto Ue sull’acquisizione francese

Il gruppo italiano non modifica i termini dell’acquisto dei cantieri navali di Saint Nazaire La commissaria europea Vestager: “Resta un caso aperto, decisione finale il 17 aprile
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BRUXELLES - Con una mossa che stupisce la stessa Commissione europea, Fincantieri sceglie di non presentare nessuna correzione all’acquisizione dei Cantieri navali di Saint Nazaire. Ora l’operazione, una delle più rilevanti degli ultimi anni per l’industria italiana, rischia seriamente di incappare in una bocciatura da parte dell’Antitrust Ue guidato da Margrethe Vestager. Almeno così scrive l’agenzia Reuters citando fonti vicine al dossier. D’altra parte lo scorso 21 dicembre Bruxelles aveva già comunicato all’azienda che secondo la sua «conclusione preliminare l’operazione è incompatibile» con le regole europee. La Commissione aveva dato tempo fino al 31 gennaio per rispondere ai rilievi e fino alla mezzanotte dell’altro ieri per presentare i “rimedi” con cui correggere l’impatto dell’acquisizione sul mercato interno dell’Unione.

Fincantieri — spiegano f…
BRUXELLES - Con una mossa che stupisce la stessa Commissione europea, Fincantieri sceglie di non presentare nessuna correzione all’acquisizione dei Cantieri navali di Saint Nazaire. Ora l’operazione, una delle più rilevanti degli ultimi anni per l’industria italiana, rischia seriamente di incappare in una bocciatura da parte dell’Antitrust Ue guidato da Margrethe Vestager. Almeno così scrive l’agenzia Reuters citando fonti vicine al dossier. D’altra parte lo scorso 21 dicembre Bruxelles aveva già comunicato all’azienda che secondo la sua «conclusione preliminare l’operazione è incompatibile» con le regole europee. La Commissione aveva dato tempo fino al 31 gennaio per rispondere ai rilievi e fino alla mezzanotte dell’altro ieri per presentare i “rimedi” con cui correggere l’impatto dell’acquisizione sul mercato interno dell’Unione.

Fincantieri — spiegano fonti europee — ha però preferito far passare la scadenza senza offrire correzioni, scegliendo una linea non negoziale continuando a trincerarsi dietro l’argomentazione secondo la quale Bruxelles nell’analisi antitrust dovrebbe prendere in considerazione il mercato globale, non solo quello dell’Unione, per favorire la nascita di un campione europeo della cantieristica navale. Anticipando di fatto la riforma delle regole sulla concorrenza Ue al momento in preparazione. Una scelta che ha sorpreso gli addetti ai lavori e chi a Bruxelles sta seguendo il dossier.

Nella lettera di dicembre, scritta dalla Commissione al termine dell’indagine approfondita di tre mesi, Vestager aveva chiaramente sentenziato che così com’è stata presentata l’acquisizione di Stx da parte di Fincantieri — due colossi del mercato navale — porterebbe ad «un aumento dei prezzi per la costruzione delle navi, nonché una riduzione della scelta e della loro qualità». Oltre agli armatori, danneggerebbe anche i consumatori — in particolare chi sceglie di passare una vacanza in crociera — che «sarebbero direttamente colpiti in termini effettivi negativi sulla scelta, sulla qualità e sull’innovazione» di navi e servizi sul mercato.

Ieri Vestager ha affermato che Fincantieri-Chantiers de l’Atlantique «resta un caso aperto, la decisione arriverà a fine aprile». In effetti il verdetto finale di Bruxelles è previsto per il 17 aprile. Tuttavia secondo l’agenzia Reuters, che ha interpellato fonti vicine al dossier, «Fincantieri rischia il veto» europeo. Sensazione che nella capitale europea circola in diversi ambienti. Tuttavia Fincantieri immagina ancora di convincere l’Unione a non procedere con una bocciatura che sarebbe clamorosa quanto quella dello scorso anno della fusione tra Alstom e Siemens.

In particolare, il gruppo italiano ora spera che la crisi economica innescata dal coronavirus possa ammorbidire l’analisi dell’Antitrust europeo o portare a una sospensione del giudizio, che poi riprenderebbe più avanti, quando forse le condizioni e gli equilibri del mercato saranno cambiati proprio a causa dei danni economici del Covid-19. Insomma, una bocciatura certa in una situazione normale ora potrebbe essere evitata. Interpellato in merito, un portavoce della Commissione ha risposto: «Non commentiamo le investigazioni in corso, nella nostra analisi teniamo in conto tutti i fattori rilevanti per la concorrenza».