"Nei secoli passati le chiese hanno sempre offerto ricovero agli ammalati durante le epidemie. Certo, per noi è una novità. Ma rientra nelle funzioni di una cattedrale". Parola del reverendo Clifton Daniel III, decano di St. John the Divine, la cattedrale episcopale di New York, situata su Amsterdam Avenue, a Morningside Heights, Manhattan, non lontano da Columbia University, che dalla settimana prossima sarà trasformata in un ospedale da campo: ospitando fra le sue immense navate - lunga 180 metri e alta 70 è fra le chiese protestanti più grandi del mondo - ben nove tende a clima controllato, dove troveranno spazi almeno 200 malati di coronavirus.
Nella New York vero focolaio del virus in America, con 120mila positivi, 5mila morti e già 16mila ospedalizzati, le strutture sanitarie della città sono al limite: nonostante il picco della malattia sia ancora in là da venire, previsto forse fra due settimane. Così, oltre ai mille posti letto della nave ospedale attraccata a Lower Manhattan, i tremila posti ricavati nel centro Congressi Javits Center, i 70 in un ospedale da campo allestito a Central Park, ora arrivano i duecento della cattedrale nell'Upper West Side. Occupata per intero, visto che perfino la cripta, accessibile attraverso una ripida scala a chiocciola, sarà usata come "area ristoro" dal personale medico. Ieri sono stati consegnati i letti e montate le prime tre tende nella speranza di rendere operativo il nuovo spazio entro la fine settimana. La cattedrale darà manforte al vicino Mount Sinai Morningside Hospital, che manderà lì i suoi pazienti in eccesso.