Coronavirus, da Trump le regole per gli aiuti all'Italia
Federico Rampini , dal nostro corrispondente FEDERICO RAMPINIDopo le denunce di ritardi negli aiuti, la Casa Bianca diffonde un memorandum con le norme per assistere la sanità italiana
NEW YORK – Donald Trump rilancia un’offensiva diplomatica verso l’Italia, rispondendo alle accuse sugli aiuti promessi e non consegnati. Alla vigilia di Pasqua la Casa Bianca diffonde un “Memorandum sugli aiuti all’Italia”, trasmesso a diversi ministeri competenti: dal Dipartimento di Stato (cioè gli Esteri) al Tesoro, dalla Difesa alla Sanità al Commercio estero. Il Memorandum firmato dal presidente degli Stati Uniti contiene un elenco dettagliato di direttive per assistere "la Repubblica italiana, uno dei nostri alleati più antichi e più stretti, devastata dal Covid19".
Nella premessa si descrive un’Italia il cui sistema sanitario "è sull’orlo del collasso", e la cui economia "è minacciata da una profonda recessione". Fin dai primi paragrafi, il documento della Casa Bianca è molto esplicito sulla finalità di questo annuncio, si vuole "dimostrare…
Nella premessa si descrive un’Italia il cui sistema sanitario "è sull’orlo del collasso", e la cui economia "è minacciata da una profonda recessione". Fin dai primi paragrafi, il documento della Casa Bianca è molto esplicito sulla finalità di questo annuncio, si vuole "dimostrare…
NEW YORK – Donald Trump rilancia un’offensiva diplomatica verso l’Italia, rispondendo alle accuse sugli aiuti promessi e non consegnati. Alla vigilia di Pasqua la Casa Bianca diffonde un “Memorandum sugli aiuti all’Italia”, trasmesso a diversi ministeri competenti: dal Dipartimento di Stato (cioè gli Esteri) al Tesoro, dalla Difesa alla Sanità al Commercio estero. Il Memorandum firmato dal presidente degli Stati Uniti contiene un elenco dettagliato di direttive per assistere "la Repubblica italiana, uno dei nostri alleati più antichi e più stretti, devastata dal Covid19".
Nella premessa si descrive un’Italia il cui sistema sanitario "è sull’orlo del collasso", e la cui economia "è minacciata da una profonda recessione". Fin dai primi paragrafi, il documento della Casa Bianca è molto esplicito sulla finalità di questo annuncio, si vuole "dimostrare la leadership degli Stati Uniti, a fronte delle campagne di disinformazione di Cina e Russia". L’Amministrazione Trump riconosce di avere un problema d’immagine nei confronti di uno dei propri alleati storici, e lo attribuisce prevalentemente alla propaganda delle due potenze rivali. Il Memorandum arriva 48 ore dopo un articolo su Repubblica (“Trump e le promesse all’Italia. Ma gli aiuti non sono arrivati”, venerdì 10 aprile) sui ritardi nel consegnare l’assistenza promessa, tra cui 100 milioni di dollari.
Il Memorandum non contiene annunci su aumenti significativi. Non menziona l’esborso di nuovi aiuti economici, e non contiene cifre o quantitativi sull’invio di apparecchiature mediche, mascherine, farmaci. E’ una sorta di direttiva-quadro che vuole facilitare le esportazioni biomediche da parte di aziende private dagli Stati Uniti, e gli aiuti umanitari da parte del settore associativo, delle ong, delle organizzazioni religiose. La novità principale riguarda le basi militari americane in Italia, con i loro 30.000 addetti fra soldati e personale civile. Queste strutture ricevono l’ordine di assistere la sanità italiana in vari modi: dai ricoveri e cure negli ospedali militari, al trasporto, alla telemedicina. Infine c’è la promessa di aiuti economici e umanitari da parte della banca pubblica che finanzia l’import-export e dell’agenzia federale Usaid, uno sportello per l’erogazione di finanziamenti a fondo perduto a paesi alleati. Nonché la promessa di assistenza tecnica fra autorità sanitarie. E’ un documento abbastanza generico che lascia alle strutture competenti una certa flessibilità per applicare la direttiva. C’è una limitazione precisa, però: gli aiuti e in particolare le forniture di personale medico non devono sottrarre nulla ai bisogni della popolazione americana. Questo è in linea con il “protezionismo medico” che tutti stanno applicando, anche nei rapporti tra nazioni dell’Unione europea.
L’Amministrazione Trump ha voluto reagire alle accuse che non vengono solo da La Repubblica. L’establishment di politica estera negli Stati Uniti – ivi comprese alcune voci dal partito repubblicano – denuncia le occasioni perdute per esercitare una leadership americana di fronte alla pandemia. La sintesi più recente di queste accuse è in un articolo pubblicato oggi sul Washington Post, “Foreign policy challenges persist for a distracted US”, di Karen DeYoung. Il personale diplomatico americano, sia a Washington che nelle ambasciate di tutto il mondo, preme sul governo federale perché reagisca all’offensiva geopolitica della Cina, che sta usando il coronavirus per presentarsi come la superpotenza più “estroversa”, generosa di aiuti, portatrice di un modello vincente per contenere e sconfiggere il contagio. Il Memorandum dedicato all’Italia è un gesto che fa parte di una controffensiva americana. Aggressiva nei toni, modesta nella sostanza.
Nella premessa si descrive un’Italia il cui sistema sanitario "è sull’orlo del collasso", e la cui economia "è minacciata da una profonda recessione". Fin dai primi paragrafi, il documento della Casa Bianca è molto esplicito sulla finalità di questo annuncio, si vuole "dimostrare la leadership degli Stati Uniti, a fronte delle campagne di disinformazione di Cina e Russia". L’Amministrazione Trump riconosce di avere un problema d’immagine nei confronti di uno dei propri alleati storici, e lo attribuisce prevalentemente alla propaganda delle due potenze rivali. Il Memorandum arriva 48 ore dopo un articolo su Repubblica (“Trump e le promesse all’Italia. Ma gli aiuti non sono arrivati”, venerdì 10 aprile) sui ritardi nel consegnare l’assistenza promessa, tra cui 100 milioni di dollari.
Il Memorandum non contiene annunci su aumenti significativi. Non menziona l’esborso di nuovi aiuti economici, e non contiene cifre o quantitativi sull’invio di apparecchiature mediche, mascherine, farmaci. E’ una sorta di direttiva-quadro che vuole facilitare le esportazioni biomediche da parte di aziende private dagli Stati Uniti, e gli aiuti umanitari da parte del settore associativo, delle ong, delle organizzazioni religiose. La novità principale riguarda le basi militari americane in Italia, con i loro 30.000 addetti fra soldati e personale civile. Queste strutture ricevono l’ordine di assistere la sanità italiana in vari modi: dai ricoveri e cure negli ospedali militari, al trasporto, alla telemedicina. Infine c’è la promessa di aiuti economici e umanitari da parte della banca pubblica che finanzia l’import-export e dell’agenzia federale Usaid, uno sportello per l’erogazione di finanziamenti a fondo perduto a paesi alleati. Nonché la promessa di assistenza tecnica fra autorità sanitarie. E’ un documento abbastanza generico che lascia alle strutture competenti una certa flessibilità per applicare la direttiva. C’è una limitazione precisa, però: gli aiuti e in particolare le forniture di personale medico non devono sottrarre nulla ai bisogni della popolazione americana. Questo è in linea con il “protezionismo medico” che tutti stanno applicando, anche nei rapporti tra nazioni dell’Unione europea.
L’Amministrazione Trump ha voluto reagire alle accuse che non vengono solo da La Repubblica. L’establishment di politica estera negli Stati Uniti – ivi comprese alcune voci dal partito repubblicano – denuncia le occasioni perdute per esercitare una leadership americana di fronte alla pandemia. La sintesi più recente di queste accuse è in un articolo pubblicato oggi sul Washington Post, “Foreign policy challenges persist for a distracted US”, di Karen DeYoung. Il personale diplomatico americano, sia a Washington che nelle ambasciate di tutto il mondo, preme sul governo federale perché reagisca all’offensiva geopolitica della Cina, che sta usando il coronavirus per presentarsi come la superpotenza più “estroversa”, generosa di aiuti, portatrice di un modello vincente per contenere e sconfiggere il contagio. Il Memorandum dedicato all’Italia è un gesto che fa parte di una controffensiva americana. Aggressiva nei toni, modesta nella sostanza.