Sylvia, 109 anni: storia della vecchietta sopravvissuta alla spagnola e al coronavirus
Federico Rampini , dal nostro corrispondente FEDERICO RAMPINILa signora Goldsholl è stata contagiata in una casa di riposo del New Jersey, uno degli Stati più colpiti degli Usa: ma dopo due settimane di cure è fuori pericolo
NEW YORK - Non sapremo mai se fu contagiata dalla Spagnola del 1918, perché di test non se ne facevano abbastanza, a quell'epoca. Di certo l'ha scampata allora. E poi di nuovo, adesso; stavolta con la certezza che il coronavirus se lo era preso. Ha quasi 109 anni la più longeva delle sopravvissute al covid-19. Si chiama Sylvia Goldsholl, figlia di immigrati russi che già la salvarono dagli stenti successivi alla rivoluzione bolscevica, vive in un ricovero per anziani ad Allendale nel New Jersey.
Adiacente a New York, quello Stato è uno dei focolai più colpiti d'America. E le case di riposo per anziani sono il luogo più vulnerabile, dove l'incidenza delle vittime è stato massimo: un terzo dei decessi nel New Jersey si concentra negli ospizi. "Ma io avevo deciso di cavarmela", ha detto la Goldsholl alla televisione locale, News12-New Jersey: da lì la sua storia è finita su tutti i media nazionali. …
Adiacente a New York, quello Stato è uno dei focolai più colpiti d'America. E le case di riposo per anziani sono il luogo più vulnerabile, dove l'incidenza delle vittime è stato massimo: un terzo dei decessi nel New Jersey si concentra negli ospizi. "Ma io avevo deciso di cavarmela", ha detto la Goldsholl alla televisione locale, News12-New Jersey: da lì la sua storia è finita su tutti i media nazionali. …
NEW YORK - Non sapremo mai se fu contagiata dalla Spagnola del 1918, perché di test non se ne facevano abbastanza, a quell'epoca. Di certo l'ha scampata allora. E poi di nuovo, adesso; stavolta con la certezza che il coronavirus se lo era preso. Ha quasi 109 anni la più longeva delle sopravvissute al covid-19. Si chiama Sylvia Goldsholl, figlia di immigrati russi che già la salvarono dagli stenti successivi alla rivoluzione bolscevica, vive in un ricovero per anziani ad Allendale nel New Jersey.
Adiacente a New York, quello Stato è uno dei focolai più colpiti d'America. E le case di riposo per anziani sono il luogo più vulnerabile, dove l'incidenza delle vittime è stato massimo: un terzo dei decessi nel New Jersey si concentra negli ospizi. "Ma io avevo deciso di cavarmela", ha detto la Goldsholl alla televisione locale, News12-New Jersey: da lì la sua storia è finita su tutti i media nazionali. Tra i parenti e conoscenti ormai la chiamano "Forrest Gump", dal nome del personaggio interpretato da Tom Hanks che attraversa la storia d'America senza che le catastrofi lo sfiorino.
La Goldsholl non è proprio l'unica, neppure negli Stati Uniti, perché si segnala un suo coetaneo di 108 anni nel New Mexico, anche lui guarito dopo essersi preso il coronavirus. Qualcuno dovrebbe studiarsi i loro Dna, c'è sicuramente qualcosa da imparare. L'ultracentenaria fu trovata positiva al test del covid-19 a marzo, e subito messa in isolamento nella "Allendale Community for Senior Living", dove vive dal 2007. Le sono bastate due settimane per essere dichiarata guarita e fuori pericolo.
Nata il 29 dicembre 1911, Sylvia Goldsholl nell'intervista televisiva si descrive come "la maggiore di quattro bambini, e la più sveglia del gruppo". Del coronavirus dice che "è molto pericoloso, ma io ero determinata". La sua storia fa riflettere anche su come siamo cambiati dall'ultima pandemia globale. Si sa che la Spagnola fece dai 50 ai 100 milioni di morti, e già questo margine d'incertezza sul bilancio la dice lunga. In parte era dovuto alla coincidenza con l'ecatombe sui campi di battaglia della prima guerra mondiale. In parte l'epidemiologia e i censimenti statistici sulle cause dei decessi non erano del tutto affidabili. Ma giocava anche un diverso rapporto con il rischio, con la morte; non c'erano l'illusione della sicurezza, la cultura del salutismo, tutto ciò che nel XXI secolo sconfina con una sorta di "hybris" dell'immortalità. Quella bambina che i genitori avevano fatto nascere negli Stati Uniti evitandole le privazioni della Russia di Lenin, era cresciuta in un mondo che di lì a poco sarebbe entrato nella Grande Depressione. I flagelli, naturali o fabbricati dall'uomo, erano parte del paesaggio.
Adiacente a New York, quello Stato è uno dei focolai più colpiti d'America. E le case di riposo per anziani sono il luogo più vulnerabile, dove l'incidenza delle vittime è stato massimo: un terzo dei decessi nel New Jersey si concentra negli ospizi. "Ma io avevo deciso di cavarmela", ha detto la Goldsholl alla televisione locale, News12-New Jersey: da lì la sua storia è finita su tutti i media nazionali. Tra i parenti e conoscenti ormai la chiamano "Forrest Gump", dal nome del personaggio interpretato da Tom Hanks che attraversa la storia d'America senza che le catastrofi lo sfiorino.
La Goldsholl non è proprio l'unica, neppure negli Stati Uniti, perché si segnala un suo coetaneo di 108 anni nel New Mexico, anche lui guarito dopo essersi preso il coronavirus. Qualcuno dovrebbe studiarsi i loro Dna, c'è sicuramente qualcosa da imparare. L'ultracentenaria fu trovata positiva al test del covid-19 a marzo, e subito messa in isolamento nella "Allendale Community for Senior Living", dove vive dal 2007. Le sono bastate due settimane per essere dichiarata guarita e fuori pericolo.
Nata il 29 dicembre 1911, Sylvia Goldsholl nell'intervista televisiva si descrive come "la maggiore di quattro bambini, e la più sveglia del gruppo". Del coronavirus dice che "è molto pericoloso, ma io ero determinata". La sua storia fa riflettere anche su come siamo cambiati dall'ultima pandemia globale. Si sa che la Spagnola fece dai 50 ai 100 milioni di morti, e già questo margine d'incertezza sul bilancio la dice lunga. In parte era dovuto alla coincidenza con l'ecatombe sui campi di battaglia della prima guerra mondiale. In parte l'epidemiologia e i censimenti statistici sulle cause dei decessi non erano del tutto affidabili. Ma giocava anche un diverso rapporto con il rischio, con la morte; non c'erano l'illusione della sicurezza, la cultura del salutismo, tutto ciò che nel XXI secolo sconfina con una sorta di "hybris" dell'immortalità. Quella bambina che i genitori avevano fatto nascere negli Stati Uniti evitandole le privazioni della Russia di Lenin, era cresciuta in un mondo che di lì a poco sarebbe entrato nella Grande Depressione. I flagelli, naturali o fabbricati dall'uomo, erano parte del paesaggio.