IL CAIRO - In Egitto un padre è stato incriminato per aver sottoposto con l'inganno le figlie minorenni a mutilazioni genitali femminili. Insieme a lui, è stato accusato anche il medico che ha operato sulle ragazze dopo averle narcotizzate. Le mutilazioni genitali femminili sono illegali in Egitto dal 2008 e perseguibili penalmente dal 2016 ma restano diffuse, viste come un rito di passaggio e un modo per promuovere la castità.
Secondo quanto riferito dal procuratore generale egiziano, l'uomo ha annunciato alle figlie che sarebbero state 'vaccinatè per il coronavirus; il medico si è presentato a casa, le ha narcotizzate e poi mutilate. "Hanno perso conoscenza e quando si sono risvegliate erano scioccate di trovare le loro gambe legate e una sensazione di dolore ai genitali", ha riferito il procuratore. Le ragazze, tutte minorenni, hanno avvertito dell'accaduto la madre, che è divorziata dal marito, e questa ha sporto denuncia.
In Egitto il medico che pratica le mutilazioni genitali femminili rischia fino a sette anni di carcere e chi le chiede fino a tre, ma finora nessuno è stato condannato; gli attivisti denunciano "estrema indulgenza" da parte di giudici e forze dell'ordine.
Lo scorso gennaio il caso della 14enne Nada Abdel Maqsood, morta dissanguata, aveva suscitato l'indignazione popolare: i suoi genitori e il medico sono stati denunciati ma non è chiaro se il processo andrà avanti, ha sottolineato in un'intervista all'agenzia France Presse Reda el-Danbouki, direttore esecutivo del Women's Centre for Guidance and Legal Awareness.
Secondo le stime dell'Onu al mondo sono circa 200 milioni le donne che devono convivere con questo trauma che si traduce in estremo dolore, infezioni, problemi mestruali, infertilità e rischi durante la gravidanza e il parto. In Egitto, secondo uno studio del 2016 l'87% di giovani e donne tra 15 e 49 anni sono state sottoposte a questa pratica barbara
Secondo quanto riferito dal procuratore generale egiziano, l'uomo ha annunciato alle figlie che sarebbero state 'vaccinatè per il coronavirus; il medico si è presentato a casa, le ha narcotizzate e poi mutilate. "Hanno perso conoscenza e quando si sono risvegliate erano scioccate di trovare le loro gambe legate e una sensazione di dolore ai genitali", ha riferito il procuratore. Le ragazze, tutte minorenni, hanno avvertito dell'accaduto la madre, che è divorziata dal marito, e questa ha sporto denuncia.
In Egitto il medico che pratica le mutilazioni genitali femminili rischia fino a sette anni di carcere e chi le chiede fino a tre, ma finora nessuno è stato condannato; gli attivisti denunciano "estrema indulgenza" da parte di giudici e forze dell'ordine.
Lo scorso gennaio il caso della 14enne Nada Abdel Maqsood, morta dissanguata, aveva suscitato l'indignazione popolare: i suoi genitori e il medico sono stati denunciati ma non è chiaro se il processo andrà avanti, ha sottolineato in un'intervista all'agenzia France Presse Reda el-Danbouki, direttore esecutivo del Women's Centre for Guidance and Legal Awareness.
Secondo le stime dell'Onu al mondo sono circa 200 milioni le donne che devono convivere con questo trauma che si traduce in estremo dolore, infezioni, problemi mestruali, infertilità e rischi durante la gravidanza e il parto. In Egitto, secondo uno studio del 2016 l'87% di giovani e donne tra 15 e 49 anni sono state sottoposte a questa pratica barbara