Coronavirus, in Olanda abbattuti 10 mila visoni dopo casi di sospetta trasmissione del contagio all'uomo
di GABRIELLA COLARUSSOIndividuati casi di infezione tra gli animali in dieci fattorie del Paese. Respinto l'appello delle organizzazioni ambientaliste a bloccare l'abbattimento
La decisone è presa: l'Olanda abbatterà circa 10mila visoni da pelliccia dopo che sono stati individuati due possibili casi di trasmissione del virus Sars-CoC-2 dagli animali all'uomo.
Alla fine della scorsa settimana, gli allevamenti intensivi hanno già cominciato gli abbattimenti: casi di infezione tra gli animali sono stati trovati in dieci fattorie del Paese, secondo la Food&Wares authority olandese. "Tutte le fattorie di allevamento di visoni in cui vi è un'infezione saranno eliminate e le fattorie in cui non vi sono infezioni non lo saranno", ha spiegato la portavoce dell'agenzia.
Gli animalisti avevano cercato di bloccare l'abbattimento, ma il via libera è arrivato dopo che il tribunale di Amsterdam ha bloccato il ricorso presentato dalle associazioni. I primi casi di coronavirus negli allevamenti erano stati individuati ad aprile, a maggio il governo aveva comunicato due casi di trasmissione d…
Alla fine della scorsa settimana, gli allevamenti intensivi hanno già cominciato gli abbattimenti: casi di infezione tra gli animali sono stati trovati in dieci fattorie del Paese, secondo la Food&Wares authority olandese. "Tutte le fattorie di allevamento di visoni in cui vi è un'infezione saranno eliminate e le fattorie in cui non vi sono infezioni non lo saranno", ha spiegato la portavoce dell'agenzia.
Gli animalisti avevano cercato di bloccare l'abbattimento, ma il via libera è arrivato dopo che il tribunale di Amsterdam ha bloccato il ricorso presentato dalle associazioni. I primi casi di coronavirus negli allevamenti erano stati individuati ad aprile, a maggio il governo aveva comunicato due casi di trasmissione d…
La decisone è presa: l'Olanda abbatterà circa 10mila visoni da pelliccia dopo che sono stati individuati due possibili casi di trasmissione del virus Sars-CoC-2 dagli animali all'uomo.
Alla fine della scorsa settimana, gli allevamenti intensivi hanno già cominciato gli abbattimenti: casi di infezione tra gli animali sono stati trovati in dieci fattorie del Paese, secondo la Food&Wares authority olandese. "Tutte le fattorie di allevamento di visoni in cui vi è un'infezione saranno eliminate e le fattorie in cui non vi sono infezioni non lo saranno", ha spiegato la portavoce dell'agenzia.
Gli animalisti avevano cercato di bloccare l'abbattimento, ma il via libera è arrivato dopo che il tribunale di Amsterdam ha bloccato il ricorso presentato dalle associazioni. I primi casi di coronavirus negli allevamenti erano stati individuati ad aprile, a maggio il governo aveva comunicato due casi di trasmissione dagli animali all'uomo, i primi fuori dalla Cina.
I visoni, anche cuccioli, verranno abbattuti con il gas, i corpi smaltiti e le aziende sanificate. Le associazioni animaliste che si battono contro la produzione e il commercio di pellicce chiedono la chiusura degli stabilimenti produttivi: "Chiediamo ai 24 Paesi in tutto il mondo che consentono ancora l'allevamento di visoni di valutare molto rapidamente la situazione e le prove provenienti dai Paesi Bassi", ha dichiarato Claire Bass, direttore della Humane Society International del Regno Unito.
Secondo l'organizzazione, Cina, Danimarca e Polonia sono i maggiori produttori di visoni, ogni anno vengono abbattuti 60 milioni di esemplari per le pellicce. In Olanda, secondo i dati la Federazione olandese degli agricoltori Pelt riportati dalla Reuters, ci sono 140 allevamenti di visoni che esportano 90 milioni di euro di pellicce l'anno.
In Italia sulla vicenda è intervenuto Massimo Comparotto, presidente dell'Oipa, Organizzazione internazionale protezione animali: "Ci appelliamo al governo italiano affinché decida la chiusura di tutti gli allevamenti di animali da pelliccia in Italia, purtroppo ancora attivi in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Abruzzo, prevedendo il recupero e la riabilitazione degli animali", ha dichiarato. "In questi stabilimenti gli animali vivono per lo più in pessime condizioni igieniche e lo stress che subiscono dalla nascita all'uccisione è altissimo, costretti come sono a subire un'angusta cattività in scenari d'inferno".
Alla fine della scorsa settimana, gli allevamenti intensivi hanno già cominciato gli abbattimenti: casi di infezione tra gli animali sono stati trovati in dieci fattorie del Paese, secondo la Food&Wares authority olandese. "Tutte le fattorie di allevamento di visoni in cui vi è un'infezione saranno eliminate e le fattorie in cui non vi sono infezioni non lo saranno", ha spiegato la portavoce dell'agenzia.
Gli animalisti avevano cercato di bloccare l'abbattimento, ma il via libera è arrivato dopo che il tribunale di Amsterdam ha bloccato il ricorso presentato dalle associazioni. I primi casi di coronavirus negli allevamenti erano stati individuati ad aprile, a maggio il governo aveva comunicato due casi di trasmissione dagli animali all'uomo, i primi fuori dalla Cina.
I visoni, anche cuccioli, verranno abbattuti con il gas, i corpi smaltiti e le aziende sanificate. Le associazioni animaliste che si battono contro la produzione e il commercio di pellicce chiedono la chiusura degli stabilimenti produttivi: "Chiediamo ai 24 Paesi in tutto il mondo che consentono ancora l'allevamento di visoni di valutare molto rapidamente la situazione e le prove provenienti dai Paesi Bassi", ha dichiarato Claire Bass, direttore della Humane Society International del Regno Unito.
Secondo l'organizzazione, Cina, Danimarca e Polonia sono i maggiori produttori di visoni, ogni anno vengono abbattuti 60 milioni di esemplari per le pellicce. In Olanda, secondo i dati la Federazione olandese degli agricoltori Pelt riportati dalla Reuters, ci sono 140 allevamenti di visoni che esportano 90 milioni di euro di pellicce l'anno.
In Italia sulla vicenda è intervenuto Massimo Comparotto, presidente dell'Oipa, Organizzazione internazionale protezione animali: "Ci appelliamo al governo italiano affinché decida la chiusura di tutti gli allevamenti di animali da pelliccia in Italia, purtroppo ancora attivi in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Abruzzo, prevedendo il recupero e la riabilitazione degli animali", ha dichiarato. "In questi stabilimenti gli animali vivono per lo più in pessime condizioni igieniche e lo stress che subiscono dalla nascita all'uccisione è altissimo, costretti come sono a subire un'angusta cattività in scenari d'inferno".