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Svezia, chiusa inchiesta sull'omicidio Palme. Gli inquirenti: "Il sospetto principale è morto"

Olof Palme il giorno della vittoria dei socialdemocratici il 19 settembre del 1982 (agf)
Il premier fu ucciso nel 1986 a colpi di pistola mentre tornava a casa con la moglie
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STOCCOLMA - Chiusa con poche parole, troppi punti oscuri e troppi dubbi, dopo ben trent'anni, l'inchiesta svedese sull'assassinio di Olof Palme, il premier socialdemocratico padre del Modello nordico e assassinato in strada alle 23,21 del lontano venerdí 28 febbraio 1986 mentre passeggiava a Sveavägen, la via piú centrale di Stoccolma, a braccetto con la moglie Lisbet.

(ansa)

L'assassino è stato con ogni probabilità il sospetto iniziale, Stieg Engstrom, detto "mister Skandia" perché lavorava per quella grossa ditta svedese, etilista, dedito a droghe, addestrato all'uso di armi. Fu arrestato, poi scagionato, morì suicida nel 2000 ma due anni fa la vedova disse di sospettare ancora di lui.

Stamane alle 9,30 locali il procuratore generale Krister Petersson ha chiuso definitivamente il caso. Lasciando appunto troppe questioni aperte per l'opinione pubblica e i media svedesi e mondiali. Troppi silenzi e troppi dubbi.


Stieg Engstrom, alto e atletico, sparò a Palme un solo colpo mortale con una Magnum 357 di cui riuscí a disfarsi. Molti lo riconobbero nella folla, ma riuscí a fuggire. In un primo tempo non lui ma un piccolo criminale tossicodipendente fu accusato e condannato, poi scagionato e liberato per insufficienza di prove. I molti passanti che avevano visto e descritto il killer in modo preciso, con le sembianze di "Skandia man", non furono ascoltati né presi sul serio.

Quella sera lasciò la Svezia e tutto il Grande Nord in un trauma non rimarginabile. La polizia non riuscì a chiudere e isolare a tempo un'area sufficientemente vasta del centro e quindi l'assassino si dileguò e scomparì nel nulla. Palme era insieme alla moglie senza scorta per sua scelta, le forze dell'ordine non mobilitarono né cani addestrati né corpi speciali né elicotteri per le ricerche.
(ansa)
    
Il primo ad accusare Stieg Engstrom fu il giornalista Thomas Pettersson, e la polizia aprì un'indagine su "Skandia man" ben 18 anni dopo il suo suicidio. Inutilmente. E invano la vedova confessó i suoi sospetti al quotidiano Expressen.


La chisura dell'inchiesta non chiarisce poi due gravissimi sospetti vecchi di oltre trent'anni. Primo, che Engstrom sia stato convinto a uccidere Palme - che odiava per la sua politica di sinistra riformatrice sociale e pacifista - dai gruppi dell'estrema destra svedese e nordica, i progenitori del killer norvegese Anders Breivik.

Secondo, che i neonazi furono anche aiutati e addestrati da un commando di killer della famigerata polizia segreta del Sudafrica razzista, deciso a vendicarsi per lo stop e il veto posti da Palme alla fornitura di super armi svedesi alle forze armate del regime dell'Apartheid e per il suo appoggio all'African national congress, il movimento di liberazione guidato da Nelson Mandela.