LONDRA - L'ultima avanzata iconoclasta non ha risparmiato neanche Penny Lane, strada-santuario dei Beatles e targa di Liverpool, nell'area dove crebbero Paul McCartney e John Lennon che poi nel 1967 dedicarono proprio a Penny Lane un'indimenticabile canzone. Perché qualcuno oggi, nella città del Merseyside, ha pensato di censurare quel Penny con lo spray nero, imbrattandolo con la scritta "racist", "razzista".
Sdegno e sgomento da parte degli abitanti, diversi dei quali parlano di gesto "idiota", e delle autorità. Una guida turistica, Jackie Spencer, ha detto alla Bbc: "Sono furioso, questa è pura ignoranza". Sempre alla tv pubblica britannica, il sindaco Joe Anderson ha dichiarato di essere "arrabbiato per il vandalismo contro le insegne delle nostre strade. Questo gesto non aggiunge nulla né alla causa di Black Lives Matter a Liverpool, né al dibattito".
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Ma, al di là della azione illegale per le autorità, profana per i "beatlesiani" e sconvolgente per i residenti, non è mai stato storicamente accertato che Penny Lane fosse in onore di James Penny, famigerato trafficante di schiavi del XVIII secolo di Liverpool, città portuale che, nei secoli scorsi, è stata la "capitale" dello schiavismo in Inghilterra. Il legame tra Penny Lane e James Penny è ancora molto nebuloso. Tanto che persino l'International Slavery Museum definisce incerte le origini del nome Penny Lane: "Non ci sono prove a riguardo". Ma ciò non ha impedito a uno sconosciuto di vandalizzare persino Penny Lane dei Beatles.