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(ansa)

Il sindaco di Varsavia: “Le elezioni in Polonia sono un test per la democrazia europea”

Rafal Trzaskowski è in corsa per la presidenza. "La mia sfida al sovranista Duda è una battaglia di valori con chi vuole dividere la società"
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BERLINO - "Le elezioni presidenziali polacche sono decisive per salvare nel nostro Paese la democrazia che il PiS vuole smantellare. Ma anche per lo scontro in atto in tutta Europa: o vincono europeisti liberal democratici, o leader che puntano sulla spaccatura della società come fa Donald Trump negli Usa". Così parla Rafal Trzaskowski, sindaco di successo della capitale polacca Varsavia, booming city dell'Europa di mezzo e candidato dell'opposizione europeista Koalicja Obywatelska al voto a suffragio universale del 28 prossimo per il nuovo capo dello Stato. Suo rivale è il presidente sovranista in carica Andrzej Duda che promette di "difendere la Polonia e i suoi bimbi e giovani dalla minaccia della cultura Lgbt".

Qual'è la differenza tra lei e il suo avversario in carica?
"Prima di tutto, assicurare che la Polonia continui a essere una democrazia. È in gioco il futuro della Polonia, l'attuale maggioranza st…
BERLINO - "Le elezioni presidenziali polacche sono decisive per salvare nel nostro Paese la democrazia che il PiS vuole smantellare. Ma anche per lo scontro in atto in tutta Europa: o vincono europeisti liberal democratici, o leader che puntano sulla spaccatura della società come fa Donald Trump negli Usa". Così parla Rafal Trzaskowski, sindaco di successo della capitale polacca Varsavia, booming city dell'Europa di mezzo e candidato dell'opposizione europeista Koalicja Obywatelska al voto a suffragio universale del 28 prossimo per il nuovo capo dello Stato. Suo rivale è il presidente sovranista in carica Andrzej Duda che promette di "difendere la Polonia e i suoi bimbi e giovani dalla minaccia della cultura Lgbt".

Qual'è la differenza tra lei e il suo avversario in carica?
"Prima di tutto, assicurare che la Polonia continui a essere una democrazia. È in gioco il futuro della Polonia, l'attuale maggioranza sta cercando ogni giorno di fare a pezzi le nostre tradizioni e istituzioni democratiche. Siamo ancora una democrazia, ma questa maggioranza mette lo Stato di diritto in pericolo. Poi è in gioco la nostra posizione in Europa: questa maggioranza ci emargina nella Ue su tutti i temi, siamo sempre più marginalizzati e direi quasi balcanizzati, quando eravamo al governo noi liberal europeisti eravamo membro e partner attivo e attendibile nella Ue. Oggi non è più così, con conseguenze negative anche per l'economia".

Quali priorità si porrà se vincerà?
"Uscire dalla crisi economica, rilanciare gli investimenti privati e dei governi locali, combattuti dalla maggioranza perché molti di loro sono in mano all'opposizione e negoziano la loro politica economica con la gente, con la società civile. Vincere per fare la nostra parte contro il pericolo di vittorie populiste, sovraniste in altri paesi europei, specie i più importanti, dall'Italia alla Francia dove una Marine Le Pen presidente avrebbe potere anche sulle bombe atomiche. Rilanciare il sistema sanitario le cui debolezze sono state mostrate dalla pandemia, e pensare a una politica solidale per i meno abbienti".

Qual'è la differenza se vincerà lei o Duda per la Ue?
"Se vince Duda distruggeranno i governi locali, nemico numero uno perché in maggioranza liberal ed europeisti. E aumenteranno la marginalizzazione della Polonia in Europa, dallo Stato di diritto alla difesa del clima alla politica monetaria. Temo la balcanizzazione, insisto, l'hanno già avviata. Temo una frammentazione dell'Europa per colpa dei sovranisti, sarebbe un disastro per tutti".

Ma il PiS in Polonia e Orbán in Ungheria sono fortissimi anche grazie alle loro politiche autoritarie,  non è troppo tardi per batterli?
"Al tempo, in Polonia nei sondaggi io sono al 49% contro il 51 di Duda, si può vincere. E' diverso dall'Ungheria: la società civile urbana è viva e resiste agli autocrati, capisce che la promessa del PiS di uno Stato forte è una menzogna, che il PiS non mantiene le sue promesse. Perdono consensi una settimana dopo l'altra".

Ma come mobilitare gli europeisti contro la maggioranza sovranista che comunque appare salda al potere?
"La gente si mobilita già, ormai anche nelle campagne, non più solo nelle grandi città. In pochi giorni ho potuto raccogliere 2 milioni di firme per la mia candidatura, anni fa sarebbe stato inimmaginabile".

Trump col suo stile autoritario ha dominato le news mondiali nelle ultime settimane. Quanto conta ciò da voi con PiS e Orbán che lodano Trump?
"Le immagini dagli Usa fanno paura, ci dicono cosa accade quando il potere, come da noi o in Ungheria, cerca di dividere la società. Trump lo fa a modo suo, i sovranisti nostri e ungheresi nel loro stile, la strategia è analoga. Ci accusano di voler snaturare il Paese occidentalizzandolo per dividere la società tra noi e loro. O con noi o contro di noi è la strategia del PiS e di Orbán, ricorda i decenni del comunismo stalinista in salsa di destra".

Insomma Trump o Boris Johnson sarebbero secondo lei i loro modelli?
"Sì, per dividere la gente tra buoni e cattivi, tra veri patrioti e nemici della patria, tra bianchi e no, e anche a volte da noi tra famiglie e Lgbt dipinti come pericolosi e amorali. Mi accusano di voler importare i valori liberali che non sono veri valori polacchi, bugiardi".

Quanto è pericolosa la loro campagna omofoba?
"Usano ogni tema e argomento per dividere la gente, siamo sempre là. Ed è ovviamente una campagna di attacco contro l'uguaglianza".

Gli altri partiti democratici europei capiscono l'importanza dello scontro politico in Polonia o vi sentite lasciati soli?
"Dobbiamo sempre ricordare che è una lotta comune contro nemici comuni, ma non ci sentiamo soli. E non vogliamo che i sovranisti ci accusino di essere agenti stranieri. Siamo forti, quasi tutti i sindaci sono nostri, io sono alleato dei sindaci europeisti di Praga, Budapest e Bratislava. Non ci dia per perdenti".

Ma due visioni si scontrano nell'intera Ue: l'europeismo stile Merkel-Macron contro il populismo di Salvini, Le Pen, del PiS e di Orbán. Non è questa la posta in gioco per tutti gli europei?
"Sì, assolutamente. Lo scontro è in atto in ogni paese, Le Pen è ancora in campo solo per un esempio. C´è anche la AfD contro Merkel in Germania. Per questo sfondo globale le elezioni polacche sono importanti: sarà una vittoria nostra o loro in tutta la Ue. La Polonia è ancora una democrazia, la società civile è molto forte, ma siamo sotto attacco come altre democrazie europee. La democrazia polacca non è danneggiata come in Ungheria o Serbia. Quello polacco è uno scontro esistenziale per tutta l´Europa, e purtroppo la maggioranza della Chiesa è schierata col potere sovranista".

La pandemia ha aiutato o danneggiato i vostri sovranisti?
"All'inizio se ne sono avvantaggiati come chiunque sia al potere, ma ora la gente vede le loro incapacità di fermare la pandemia".