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Coronavirus, focolai nei mattatoi della Westfalia: sotto accusa il patron della carne

Impiegati in quarantena di un mattatoio della compagnia tedesca Toennies (afp)
Oltre 1.300 positivi. Il governatore minaccia il lockdown della più popolosa regione tedesca. Clemens Toennies, proprietario dell'azienda, si scusa, ma il leader dei Verdi chiede che paghi i danni con il suo patrimonio personale
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BERLINO - Una fiammata di infezioni da coronavirus in un gigantesco mattatoio del Nordreno-Westfalia ha indotto il governatore, Armin Laschet a minacciare il lockdown nella più popolosa regione tedesca. Sono oltre 1.300 i contagiati accertati nello stabilimento di Rheda-Wiedenbrück del gigante della lavorazione della carne Toennies. E Laschet ha ricordato che nell'area "abbiamo chiuso le scuole e gli asili: è la prima parte di un lockdown. E analizzeremo ulteriori passi in questi giorni". Il politico cristianodemocratico ha aggiunto: "potrei anche immaginare di reintrodurre le restrizioni nei contatti che valevano durante il lockdown", ossia il divieto di circolare in più di due persone.

Salde il rischio di contagio

A causa dell'esplosione del virus nell'ennesimo macello tedesco, il tasso di riproduzione del Covid 19 è salito in Germania nel fine settimane a 2,88. In altre parole, una persona ne contagia in …
BERLINO - Una fiammata di infezioni da coronavirus in un gigantesco mattatoio del Nordreno-Westfalia ha indotto il governatore, Armin Laschet a minacciare il lockdown nella più popolosa regione tedesca. Sono oltre 1.300 i contagiati accertati nello stabilimento di Rheda-Wiedenbrück del gigante della lavorazione della carne Toennies. E Laschet ha ricordato che nell'area "abbiamo chiuso le scuole e gli asili: è la prima parte di un lockdown. E analizzeremo ulteriori passi in questi giorni". Il politico cristianodemocratico ha aggiunto: "potrei anche immaginare di reintrodurre le restrizioni nei contatti che valevano durante il lockdown", ossia il divieto di circolare in più di due persone.

Salde il rischio di contagio

A causa dell'esplosione del virus nell'ennesimo macello tedesco, il tasso di riproduzione del Covid 19 è salito in Germania nel fine settimane a 2,88. In altre parole, una persona ne contagia in media quasi tre. Ma è un puro valore matematico e non può essere preso mai da solo a riferimento per capire la dinamica della malattia, come sottolinea a ogni piè sospinto l'Istituto Koch, l'istituto governativo che centralizza i dati sulla sanità tedesca.


L'andamento della pandemia nel mondo


È un numero che oscilla poco quando i contagi quotidiani sono alti, come nei picchi delle pandemie. Mentre in questa fase discendente, il tasso è iper sensibile ai cambiamenti. Ovvio: un conto è se si infettano 10 persone in più in una fase in cui si ammalano mediamente 100 persone al giorno; un conto è se quelle 10 persone si aggiungono a migliaia di contagi quotidiani. Il tasso di riproduzione va preso dunque con enorme cautela, nell'attuale fase. E l'Istituto Koch infatti sostiene che "l'evoluzione va osservata nei prossimi giorni, concentrandosi soprattutto sulla dinamica fuori dai focolai, per capire se l'epidemia accelera".

Critice e polemiche 


Intanto i nuovi focolai scoperti nei grandi macelli della Westfalia stanno sollevando una bufera politica. Il ministro del Lavoro, Hubertus Heil ha annunciato che chiederà al colosso delle carni Toennies di pagare i costi: "Dovremmo esaminare la responsabilità civile dell'azienda" ha annunciato alla tv tedesca Ard. Il politico socialdemocratico ha anche minacciato misure severe per risolvere il problema delle disumane condizioni di lavoro nei mattatoi: indagini e "cambiamenti nel sistema". Già nelle settimane scorse Heil aveva sostenuto di voler vietare subappalti, contratti capestro e sfruttamenti.

Sabato il patron dell'azienda Clemens Toennies si è scusato pubblicamente per lo scoppio dell'epidemia a Rheda-Wiedenbrück. Ma il leader dei Verdi, Anton Hofreiter, ha chiesto che paghi con il suo patrimonio personale per i danni. E il numero uno della Spd, Norbert Walter-Borjans, ha chiesto prezzi più alti per la carne. Uno dei motivi per le condizioni di lavoro massacranti nei mattatoi è la necessità di calmierarli in un Paese ad alto consumo di carne come la Germania.