Bubba Wallace, non è razzismo: il cappio era nel suo box da un anno
Bubba Wallace (afp)
L'Fbi ha concluso l'indagine dopo la denuncia del pilota afroamericano del campionato Nascar ricostruendo la verità grazie a foto e filmati d'archivio
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WASHINGTON - Il pilota automobilistico Bubba Wallace, l'unico afroamericano che corre nel campionato Nascar, non è stato bersaglio di un atto razzista. Lo ha accertato l'Fbi al termine dell'indagine avviata dopo la scoperta di una corda appesa e con nodo da impiccagione domenica nel garage di Wallace. L'annuncio viene dalla stessa Nascar, riferendo che secondo l'Fbi "la corda appesa alla porta del garage a forma di nodo era stata collocata lì già lo scorso autunno".
Le indagini sono state condotte sul circuito Superspeedway di Talladega (Alabama), le prove fotografiche - ha comunicato la Nascar - confermano che la corda alla porta del garage è stata messa lì quasi un anno fa. Domenica scorsa la Nascar aveva riferito che la corda era stata trovata nel garage di Wallace nelle ore precedenti la gara dell'Alabama, una scoperta che aveva scosso il mondo dello sport americano e ha indotto le indagini dell'Fbi. Il simbolo del cappio richiama alla memoria i linciaggi della popolazione afroamericana durante il periodo dello schiavismo e della segregazione razziale. "Non mi piegheranno", era stata la reazione di Bubba Wallace alla scoperta di quella corda interpretata come una provocazione razzista. "Non rinuncerò , non mi tirerò indietro".
Wallace è uno dei tanti atleti americani che si erano radunati per protestare contro l'omicidio dell'afroamericano George Floyd per mano di un ufficiale di polizia bianco, avvenuto a Minneapolis il 25 maggio, ed è stato una figura chiave nel convincere la Nascar a vietare la bandiera confederata sui suoi circuiti e strutture.