Esteri

Primo turno delle presidenziali in Polonia. In testa nei sondaggi il presidente sovranista

Rafal Trzaskowski e la moglie (ansa)
È in corso da stamane in Polonia, il più grande ricco e potente membro orientale di Unione europea e Alleanza atlantica, il primo turno delle elezioni presidenziali a suffragio universale. Il battottaggio si terrà tra due settimane
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BERLINO - Prova decisiva per il futuro dell'Europa tra scelte nazionaliste-sovraniste o pro-integrazione. È in corso da stamane in Polonia, il più grande ricco e potente membro orientale di Unione europea e Alleanza atlantica, il primo turno delle elezioni presidenziali a suffragio universale. Il voto si tiene proprio nel 50esimo anniversario del Gay Pride, questione spinosa nel Paese. Il battottaggio che molti ritengono scontato si terrà tra due settimane, secondo un sistema elettorale che ricorda quello francese. Il presidente sovranista, il giovane Andrzej Duda, è in testa negli ultimi sondaggi con circa il 40 per cento delle intenzioni di voto. Secondo è il rivale liberalconvservatore europeista Rafal Trzaskowski, il giovane popolare ed efficientissimo sindaco della booming city d'Europa, la capitale Varsavia. Un secondo turno al momento appare inevitabile data la presenza di diversi altri candidati, e secondo i sondaggi il ballotaggio potrebbe essere un testa a testa.  Nelle intenzioni di voto dichiarate oggi Duda avrebbe il 48,7 e Trzaskowski il 47,5. Dalle 21 locali e italiane avremo i primi exit polls e sondaggi attendibili in questo scontro dall'esito vitale per l'intera Ue, e non è possibile escludere quasi nulla.
Una vittoria dei sovranisti renderebbe la fiera Polonia dalla coraggiosa società civile sempre più simile all'Ungheria dove Orbán schiaccia le libertà, chiude le università occidentali e apre una università cinese vicinissima al regime di Pechino, combatte ogni media libero e raccomanda all'intero gruppo di Viségrad (Polonia Cechia Slovacchia Ungheria) di costruire nuovi rapporti strategici con la Turchia di Erdogan e con la Cina. Orbán ha anche ottimi rapporti con Putin i quali però per ovvie ragioni storiche sarebbero inaccettabili per qualsiasi polacco.

Nelle ultime settimane della campagna Duda e il PiS (Prawo i Soprawiedlywosc cioè diritto e giustizia il partito amico di Salvini che lo sostiene) hanno condotto una campagna brutale pur di non perdere il potere. Con un viaggio-lampo in realtà servito a poco di Duda alla Casa Bianca dove Donald Trump lo ha elogiato. E soprattutto appoggiandosi anche a fake news sistematicamente diffuse dalla tv pubblica, secondo la quale il rivale Trzaskowski vorrebbe "asservire la Patria polacca alla lobby mondiale Lgbtq e a George Soros, e magari anche alla Germania". Trzaskowski ha subito sporto denuncia per vie legali, ma Duda e i suoi non si sono fermati a calunnie personali.
Il leitmotiv della loro campagna è che il voto sarebbe una scelta tra una Polonia coi colori nazionali, "capace di difendere i suoi figli dalla perversa demoniaca ideologia Lgbtq e dai pederasti stupratori", e una Polonia asservita appunto alla immaginaria mafia dei diversi. Ormai la maggioranza sovranista parla degi Lgbtq quasi come Goebbels parlava degli ebrei. E ancora, citando il capo dello Stato in carica: "Le opposizioni per il nostro Paese sono ancora più pericolose del Coronavirus".

Gli altri candidati e liste da tenere d'occhio sono l'ex conduttore tv laico e riformista Szymon Holownia, che spera di finire almeno terzo oggi al primo turno, l'anticlericale gay dichiarato Robert Biedron, e Konfederacja, l´estrema destra dichiaratamente antieuropea antitedesca omofoba e antisemita vicina al suo veterano, Corwin-Mikke. A un secondo turno i voti di questi fascisti dichiarati potrebbero salvare Duda ritenuto da loro male minore rispetto a Trzaskowski. Ma c'è un problema ai loro occhi: la moglie del capo dello Stato in carica è ebrea.