Esteri

Cina-India: Pechino invia esperti di arti marziali alla frontiera sull'Himalaya

Niente armi, solo corpo a corpo, così combattono lungo il confine della Galwan Valley, nel territorio conteso di Ladakh, soldati indiani e militari di frontiera cinesi. I 20 combattenti di arti marziali miste (Mma) sono già a Lhasa, la capitale della regione autonoma del Tibet: "Se il Paese ha bisogno di noi, l'Enbo Fight Club si impegnerà con tutto il cuore"
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Niente armi o esplosivi - vietati da un accordo tra Cina e India del 1996 - ma calci, pugni, lanci di sassi, colpi con bastoni chiodati. Così lungo il confine della Galwan Valley, nel territorio conteso di Ladakh sulle alture dell'Himalaya, hanno combattuto a metà giugno soldati indiani e militari di frontiera cinesi. Una serie di scontri violentissimi, tra i più sanguinosi degli ultimi 45 anni. Decine le vittime, anche se i due Paesi non confermano il numero ma si accusano di reciproche imboscate.

Ora la Cina ha deciso di rafforzare il suo esercito e inviato 20 esperti di arti marziali per addestrare, sostengono i media locali, le forze distaccate nella regione. Uno squadrone letale di campioni di arti marziali miste (Mma).

Secondo quanto riporta l'emittente cinese Cctv, mostrando lo squadrone già arrivato sulle alture, i campioni di arti marziali "miglioreranno notevolmente l'organizzazione e la forza di mobilitazione" delle truppe, nonché la loro "rapidità di reazione". La Cina non ha fornito informazioni sul numero dei feriti o delle vittime riportate durante gli scontri di metà giugno ma secondo le autorità di Nuova Delhi, nonostante Pechino neghi, avrebbe perso almeno 40 soldati. I feriti da parte indiana, sarebbero 76, una ventina le vittime.
Lo squadrone dei campioni Mma 

I 20 combattenti dell'Mma fanno pate dell'Enbo Fight Club, arrivano dalla provincia del Sichuan, nel sud-ovest del Paese, e saranno i "Mastini tibetani della Resistenza dell'Altopiano". Si alleneranno e vivranno a Lhasa, la capitale della regione autonoma del Tibet.

Il club forma campioni in grado di competere in diversi tornei internazionali come l'Ultimate Fighting Championship (Ufc) degli Stati Uniti, nota per i suoi combattimenti senza esclusione di colpi e per la brutalità di pugni, calci, ginocchiate, testate che i lottatori s'infliggono reciprocamente. In Cina il dibattito sulla virtù dello stile ibrido delle arti marziali miste o quello tradizionale del kung fu, è costantemente aperto.

"Se il Paese ha bisogno di noi, l'Enbo Fight Club si impegnerà con tutto il cuore. Non so se i nostri combattenti abbiano preso o meno parte al conflitto qualche giorno fa, non chiedetemelo", ha detto il proprietario del club Enbo intervistato dal South China Morning Post.

Le nuove truppe sono state reclutate con l'obiettivo di "rafforzare il confine e stabilizzare il Tibet", ha dichiarato il China National Defence News che non ammette alcuna correlazione diretta con gli scontri con l'India nella regione dell'Himalaya. I due Paesi combattono al confine dal 1962.
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