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(afp)

Conte: “Non riapriamo la trattativa. Se salta il Recovery fund, salta tutto”

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Il premier a Madrid: "La proposta da 750 miliardi è costruita con equilibrio. Le opposizioni mi ricordano il Nanni Moretti di Ecce Bombo: mi si nota di più se vado o se non vado?"
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MADRID - Guai ad accettare un compromesso al ribasso in Europa. Sarebbe a rischio la chiusura dell'accordo e l'intero Recovery fund, perfino il "mercato unico". Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte non nasconde tutta la sua preoccupazione a una settimana dal Consiglio europeo decisivo sulle sorti dei prestiti e dei sussidi da Bruxelles. Seconda tappa del mini tour europeo. Ha appena salutato il premier spagnolo Pedro Sanchez, il sorriso dei due sotto il quadro del Guernica al museo Reina Sofia ha una carica simbolica che va oltre il patto, anzi, l'asse anti-falchi ormai consolidato col lungo colloquio alla Moncloa, il palazzo presidenziale.

Il "socialista" e "l'avvocato" rappresentano i Paesi che hanno pagato il più alto tributo al Covid19 in Europa, quelli che ora rischiano di essere travolti dall'epidemia economica altrettanto devastante.

La notizia che Angela Merkel torni a parlare di 500 e non più 750 miliardi…
MADRID - Guai ad accettare un compromesso al ribasso in Europa. Sarebbe a rischio la chiusura dell'accordo e l'intero Recovery fund, perfino il "mercato unico". Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte non nasconde tutta la sua preoccupazione a una settimana dal Consiglio europeo decisivo sulle sorti dei prestiti e dei sussidi da Bruxelles. Seconda tappa del mini tour europeo. Ha appena salutato il premier spagnolo Pedro Sanchez, il sorriso dei due sotto il quadro del Guernica al museo Reina Sofia ha una carica simbolica che va oltre il patto, anzi, l'asse anti-falchi ormai consolidato col lungo colloquio alla Moncloa, il palazzo presidenziale.

Il "socialista" e "l'avvocato" rappresentano i Paesi che hanno pagato il più alto tributo al Covid19 in Europa, quelli che ora rischiano di essere travolti dall'epidemia economica altrettanto devastante.

La notizia che Angela Merkel torni a parlare di 500 e non più 750 miliardi per il Recovery fund precipita come una doccia fredda sul premier italiano quando raggiunge lo sfarzoso palazzo dell'ambasciata nell'elegante quartiere di Salamanca. Nel colloquio con i giornalisti cerca di ostentare ottimismo. "Di voci se ne rincorrono tante e altre ne sentiremo a pochi giorni dall'appuntamento a Bruxelles. Ma attenzione - avverte, seduto in una poltrona del salotto al fianco del portavoce Rocco Casalino - C'è una proposta, che è quella della Commissione Von der Leyen (da 750 miliardi, 172 dei quali destinati all'Italia, ndr), che è stata costruita con equilibrio e ragionevolezza. Andarla a smontare vorrebbe dire aprire un vaso di Pandora dalle conseguenze imprevedibili". Quali? "Si potrebbe bloccare l'intero negoziato, interrompendo il percorso avviato".

L'Italia non intende far valere il veto sul bilancio pluriennale come deterrente. "Ma il rischio è tale che tutti i leader europei, ne sono certo - avverte Conte - sapranno condividere la necessità di portare a termine il negoziato sulla proposta della Commissione". Che poi vuol dire, come aggiunge, mantenere "l'ammontare previsto, la combinazione tra prestiti e sussidi, la necessità di mettere a disposizione le risorse in tempi rapidi".

Blindato il patto col portoghese Costa a Lisbona e con Sanchez a Madrid, il premier italiano volerà a Berlino lunedì. "Non credo che Angela Merkel abbia abbassato le sue pretese. Confido nel suo coraggio e nella sua visione politica. Ho l'ottimismo della ragione". Domani la visita, all'Aja, al "duro" Mark Rutte, il 16 a Macron a Parigi, pur di chiudere l'accordo "entro luglio".

Sul nodo Mes, che è un cruccio solo italiano e certo non in Spagna ("Lo useremo se riprenderà l'epidemia, ma non bisogna vergognarsi ad attivarlo", dice Sanchez al fianco del collega), Conte taglia corto come sempre. "Sarebbe ideologico dire ora che lo prendiamo o meno. Quando sarà chiuso il negoziato europeo - spiega al termine della visita a Madrid - valuteremo ciò che conviene o meno all'Italia: a quel punto, porteremo una proposta in Parlamento".

Di questo e di tanto altro e soprattutto della crisi economica vorrebbe parlare con i leader dell'opposizione. La risposta dei tre all'invito per oggi pomeriggio a Palazzo Chigi (Meloni che riceve per prima la chiamata e vuole lo streaming, Salvini indispettito che lo riceve per ultimo e dice sì ma non per oggi) lo ha sorpreso. Prima il no a Villa Pamphili per gli Stati generali, ora il rinvio alla prossima settimana. "Mi ricordano un po' il Nanni Moretti di "Ecce Bombo": Mi si nota di più se vado o non vado".

Poi l'avvocato si fa più serio: "Se fossi un elettore di Lega e Fratelli d'Italia, non dico Forza Italia perché mi pare che abbia maggiore disponibilità, io pretenderei che il mio capo politico andasse a un incontro con il presidente del Consiglio. Faccio appello al loro senso di responsabilità, non sono un leader di partito, sono il premier".

Certo, la notizia che il governo modificherà i decreti sicurezza che sono stati le stellette sul petto dello "sceriffo" Salvini, non ha giovato al clima. "Non è uno schiaffo al leader dell'opposizione - afferma Conte - Le mie perplessità a riguardo erano note. Resto convinto che le politiche dell'immigrazione non si risolvano nel dualismo porti aperti/porti chiusi, le modifiche erano nel programma, i partiti di maggioranza sono già al lavoro col ministro dell'Interno Lamorgese per introdurre dei cambiamenti in linea con le osservazioni del capo dello Stato e per disciplinare meglio l'intera materia".

Un'ultima domanda, quando il presidente del Consiglio è già in piedi, riguarda la discussa visita di Davide Casaleggio a Palazzo Chigi. Erano proprio necessarie quelle due ore abbondanti con il presidente della Casaleggio Associati? "Intanto non erano due ore, perché ha fatto una lunga anticamera - tiene a precisare Conte mentre rimette la mascherina blu - E poi l'incontro me lo ha chiesto lui". Ma a che titolo era lì? "A titolo di Davide Casaleggio". Saluta e va via.