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La foto del volantino rilasciata dall'ufficio stampa presidenziale turco con il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan e sua moglie Emine in posa nella moschea di Santa Sofia a Istanbul (afp)

Padre Monge: "Santa Sofia è lo sfregio di un leader in crisi di consenso"

"Danno culturale e artistico. L'Occidente però non ceda alla logica dei crociati"
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CITTÀ DEL VATICANO - "Lo sfregio di Erdogan è più che altro a Santa Sofia in quanto meraviglia architettonico-artistica, testimonianza tangibile di una storia complessa e stratificata, colpita anche come inesauribile fabbrica di ricerca, crocevia di arti, fedi e culture. Il resto è retorica propagandistica che usa strumentalmente il sacro e i suoi simboli suscitando reazioni emozionali, che alimentano una polarizzazione Islam-Occidente (sottinteso cristiano), che è una volgare semplificazione". Padre Claudio Monge, 52 anni, vive a Istanbul da 17 anni ed è responsabile del Centro domenicano per il Dialogo interreligioso e culturale.

Padre, ritiene che le lenti con le quali in Occidente si guarda a Santa Sofia siano sbagliate?
"In buona parte. Molti sono caduti nella trappola della strumentalizzazione religiosa. Una grossa fetta di Islam in Oriente e Occidente ha condannato l'iniziativa. Chi parla di sfregio alla cristianit&a…
CITTÀ DEL VATICANO - "Lo sfregio di Erdogan è più che altro a Santa Sofia in quanto meraviglia architettonico-artistica, testimonianza tangibile di una storia complessa e stratificata, colpita anche come inesauribile fabbrica di ricerca, crocevia di arti, fedi e culture. Il resto è retorica propagandistica che usa strumentalmente il sacro e i suoi simboli suscitando reazioni emozionali, che alimentano una polarizzazione Islam-Occidente (sottinteso cristiano), che è una volgare semplificazione". Padre Claudio Monge, 52 anni, vive a Istanbul da 17 anni ed è responsabile del Centro domenicano per il Dialogo interreligioso e culturale.

Padre, ritiene che le lenti con le quali in Occidente si guarda a Santa Sofia siano sbagliate?
"In buona parte. Molti sono caduti nella trappola della strumentalizzazione religiosa. Una grossa fetta di Islam in Oriente e Occidente ha condannato l'iniziativa. Chi parla di sfregio alla cristianità sembra non avere la più pallida idea che a Santa Sofia e relativamente a essa, i cristiani si sono aspramente combattuti tra di loro per secoli".

Dobbiamo preferire una chiave di lettura politico-strategica?
"Senz'altro ben più che religiosa, anche se il discorso politico di Erdogan si è sempre nutrito anche di retorica islamista. Sullo sfondo della sfida all'Occidente, la necessità di ricompattare una base elettorale che si assottiglia (anche se è più il partito che non la sua persona a soffrire un calo di consenso), distogliendo l'attenzione da dossier ben più cruciali, come la situazione economica già difficile e resa drammatica dalla pandemia. Erdogan gioca la carta della "fierezza sovranista", accentuando la polarizzazione identitaria del "noi contro tutti", che non ammette ingerenze. E trova una sponda perfetta in un certo Occidente dove sono più che mai vive le logiche da crociata, da tifoseria, facilmente eccitabili con l'ostentazione blasfema dei simboli religiosi usati come spade da brandire! È lo stesso meccanismo in salsa islamica o cristiana".

Nell'Islam in molti sembrano avere capito questa logica.
"Semplicemente, è un mondo tutt'altro che monolitico e allineato. Intendiamoci, le fazioni rispondono, anche qui, prima di tutto a logiche politico strategiche, oltre che allo storico sospetto che un certo mondo arabo ha sempre nutrito nei confronti dell'"egemonia turco-ottomana". Ma la censura che arriva dal Cairo e da Riad sa anche rivestirsi di motivazioni più 'teologiche': essa infrangerebbe la sacralità di un luogo di culto dei fedeli delle Religioni del Libro, che il Profeta dell'Islam ha intimato di rispettare".

I vescovi americani hanno indetto una giornata di lutto.
"Sono sorpreso che abbiano il tempo di occuparsi di ciò visto i problemi rilevanti che sta attraversando il loro Paese. Vorrei far notare che da 560 anni Santa Sofia non è luogo di preghiera cristiana! Non mi risulta abbiano fatto suonare campane per attirare l'attenzione sulla tragedia dei rifugiati, soprattutto siriani, bastonati tra la frontiera turca e quella greca".

Per il Vangelo il tempio del Signore è lo Spirito.
"È così. Capisco cosa possa rappresentare per Atene e per il mondo ortodosso la decisione di Erdogan. Ma se andiamo a un livello di fede, la grande domanda che resta è cosa sono i credenti: sono guardiani del tempio o testimoni di una fede viva?".

C'è chi ha detto che Santa Sofia che diviene moschea è il fallimento di Abu Dhabi.
"Francesco sa bene che non c'è dialogo senza fratellanza e fratellanza senza conoscenza reciproca. Il dialogo non può essere invalidato dall'uso strumentale dei simboli religiosi e la vicenda di Santa Sofia evidenzia la necessità di più rispetto della complessa storia di ciascuno per poter convivere".