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Il consolato Usa a Chengdu (afp)

La talpa di Singapore che ha svelato all'Fbi la rete di spie cinesi

Il finto consulente lavorava per Pechino ma nel 2019 dopo l'arresto, iniziò a collaborare con gli 007 americani. Quattro giorni fa gli Usa hanno ordinato alla Cina di chiudere il consolato di Houston. I cinesi hanno fatto lo stesso con quello Usa a Chengdu
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LA guerra delle spie tra Cina e Stati Uniti inizia sotto traccia in un giorno di novembre dello scorso anno, quando - tornando negli Stati Uniti dopo un viaggio in Asia - Jun Wei Yeo, cittadino di Singapore residente negli Usa, viene arrestato all'aeroporto di Washington. Wei, che in America si fa chiamare Dickson Yeo, ha confessato di avere lavorato per lo spionaggio di Pechino dal 2015 al 2019.

"Sì, Vostro Onore, sono colpevole". Durante l'udienza davanti al giudice Tanya S. Chutkan, Yeo ha ammesso - in una deposizione di sette pagine - di essere un "agente illegale cinese" avendo come copertura una società di consulenza politica. Grazie a questo lavoro è riuscito ad entrare in contatto con funzionari del governo Usa e con alti ufficiali militari. La vera copertura era però la sua nazionalità. Al controspionaggio americano, che da anni ha messo sotto la lente di ingrandimento tutti i cinesi che lavorano negli Stati Unit…
LA guerra delle spie tra Cina e Stati Uniti inizia sotto traccia in un giorno di novembre dello scorso anno, quando - tornando negli Stati Uniti dopo un viaggio in Asia - Jun Wei Yeo, cittadino di Singapore residente negli Usa, viene arrestato all'aeroporto di Washington. Wei, che in America si fa chiamare Dickson Yeo, ha confessato di avere lavorato per lo spionaggio di Pechino dal 2015 al 2019.

"Sì, Vostro Onore, sono colpevole". Durante l'udienza davanti al giudice Tanya S. Chutkan, Yeo ha ammesso - in una deposizione di sette pagine - di essere un "agente illegale cinese" avendo come copertura una società di consulenza politica. Grazie a questo lavoro è riuscito ad entrare in contatto con funzionari del governo Usa e con alti ufficiali militari. La vera copertura era però la sua nazionalità. Al controspionaggio americano, che da anni ha messo sotto la lente di ingrandimento tutti i cinesi che lavorano negli Stati Uniti in aziende ad alta tecnologia, in istituti finanziari o che insegnano nelle università, non era mai passato per la mente di controllare cittadini di Singapore (uno degli alleati più stretti e fidati di Washington in Asia).

La sua carriera al soldo della Cina inizia nel 2015, quando dottorando (un po' attempato, visto che oggi ha 39 anni) alla Lee Kuan Yew School of Public Policy di Singapore venne avvicinato da funzionari cinesi. Reclutato con la promessa di facili guadagni venne incaricato di fornire ai cinesi informazioni sulle relazioni politiche, economiche e diplomatiche internazionali. Negli Usa ha iniziato a viaggiare per "ricerche accademiche" fino a quando, durante uno dei suoi incontri in una stanza d'albergo della capitale con agenti cinesi venne incaricato di ottenere "informazioni non pubbliche" su Intelligenza Artificiale e sulla "guerra commerciale" tra Cina e Stati Uniti.

Nel 2018 il grande salto. Gli viene ordinato di trasferirsi stabilmente negli Stati Uniti. Obiettivo del suo lavoro di intelligence era "individuare e valutare gli americani che hanno accesso a preziose informazioni non pubbliche, compresi i militari statunitensi e i dipendenti del governo con autorizzazioni di sicurezza di alto livello". Nel giro di due mesi riesce ad ottenere 400 curricula e riesce a inserire nella sua società di copertura importanti militari dell'esercito e dell'aeronautica americana, funzionari del Dipartimento di Stato e lobbisti di società appaltatrici nella Difesa. Tutti venivano remunerati con assegni di mille e duemila dollari a consulenza.

Grazie al patteggiamento raggiunto con il tribunale federale, Yeo riceverà (il 9 ottobre) una sentenza mite. Meno dei dieci anni previsti per queste accuse e la probabile espulsione dagli Usa. Perché è stato grazie a lui che gli agenti Fbi hanno iniziato a smantellare la rete di spie nei consolati cinesi, in aziende e università. Ultimo arresto quello di Juan Tang, biologa cinese di 37 anni, accusata di frode. Era stata fotografata mentre indossa l'uniforme di cadetto dell'esercito popolare cinese.