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(afp)

Israele-Libano, scintille al confine. Respinto un attacco di Hezbollah

L'ipotesi di una rappresaglia per l'uccisione a Damasco di un esponente del movimento sciita
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TEL AVIV - I residenti dell'Alta Galilea hanno passato un pomeriggio di fuoco ieri, tra cortine di fumo e rumori di spari a ridosso del confine con il Libano. Per poco più di un'ora sono stati istruiti dall'esercito a rimanere in casa, quando un commando di cinque uomini di Hezbollah ha tentato di infiltrarsi in territorio israeliano dall'avamposto militare Har Dov, nell'area delle Fattorie di Shebaa, su cui ancora permane un contezioso tra Israele e Libano.

Secondo il portavoce dell'esercito, gli incursori hanno aperto il fuoco contro soldati israeliani, che hanno risposto. Lo scontro è stato riportato subito anche dall'emittente filo-Hezbollah Al-Mayadin, che sosteneva che Hezbollah avesse lanciato un missile contro un carro armato israeliano, notizia smentita dagli israeliani.

Israele ha interpretato l'episodio come una rappresaglia per l'attacco del 20 luglio, attributo all'aviazione israeliana, all'aeroporto di Damasco, …
TEL AVIV - I residenti dell'Alta Galilea hanno passato un pomeriggio di fuoco ieri, tra cortine di fumo e rumori di spari a ridosso del confine con il Libano. Per poco più di un'ora sono stati istruiti dall'esercito a rimanere in casa, quando un commando di cinque uomini di Hezbollah ha tentato di infiltrarsi in territorio israeliano dall'avamposto militare Har Dov, nell'area delle Fattorie di Shebaa, su cui ancora permane un contezioso tra Israele e Libano.

Secondo il portavoce dell'esercito, gli incursori hanno aperto il fuoco contro soldati israeliani, che hanno risposto. Lo scontro è stato riportato subito anche dall'emittente filo-Hezbollah Al-Mayadin, che sosteneva che Hezbollah avesse lanciato un missile contro un carro armato israeliano, notizia smentita dagli israeliani.

Israele ha interpretato l'episodio come una rappresaglia per l'attacco del 20 luglio, attributo all'aviazione israeliana, all'aeroporto di Damasco, che ha colpito una cellula che trasportava armi iraniane, in cui è rimasto ucciso un uomo di Hezbollah, Ali Kamel Mohsen. Ma ieri in serata è arrivata una smentita del movimento sciita: "Non ci sono stati spari da parte nostra. La risposta all'uccisione di Mohsen arriverà. I sionisti si aspettino la punizione per i loro crimini".

A sostegno della tesi che il tentativo di attacco sia stato una rappresaglia per l'uccisione di Mohsen vi è anche il fatto che i suoi famigliari hanno organizzato ieri un evento tra bandiere di Hezbollah e distribuzione di dolci, in apprezzamento al gesto della milizia sciita che ha vendicato il martire.

In Israele interpretano la smentita di Hezbollah come un modo di guadagnare tempo di fronte all'insuccesso dell'operazione. "La finestra per la rappresaglia è ancora aperta" spiega Amos Yadlin, già a capo dell'intelligence militare. "Questo genere di operazioni sono volte innanzitutto a creare una deterrenza. Ora Nasrallah deve decidere se portare avanti un'altra azione, probabilmente contenuta, contro obiettivi militari, o se accontentarsi di avere creato dei momenti di panico".

I cittadini sono tornati alla routine, ma l'esercito mantiene alto lo stato di allerta. Il ministro della Difesa, Benny Gantz, venerdì ha dichiarato che Israele non è interessato a un'escalation. Pare anche che, tramite l'Unifil, l'esercito abbia cercato di calmare gli animi facendo recapitare un messaggio a Hezbollah per dire che Mohsen "non era un obiettivo". Il comandante di Unifil, il generale italiano Stefano Del Col, è intervenuto oggi per invitare le parti a mantenere il controllo.

"Né Hezbollah né Israele hanno interesse a un confronto esteso" dice Orna Mizrahi, ricercatrice dell'Institute of National Security Studies. "Israele monitora la nuova generazione di missili ad alta precisione che Hezbollah sta sviluppando con l'aiuto iraniano. L'occhio è puntato su questo progetto, che è la vera linea rossa per Israele".

E che lo sguardo sia puntato a Teheran è stato confermato nella brevissima conferenza stampa congiunta tra Netanyahu e Gantz. Il premier è stato lapidario: "Israele continuerà a contrastare i tentativi dell'Iran di posizionarsi militarmente lungo il nostro confine".