L'oro del calcio a Parigi: il Bahrein vuole imitare il Paris Saint Germain col Paris FC
di ENRICO SISTIIl 20% delle azioni di una delle tre squadre della capitale ceduto al fondo d’investimento del Paese del golfo. Tra i soci fondatori Jean-Paul Belmondo, ma ora l'obiettivo è risalire dalla B alla Champions
Altri soldi arabi, altra Parigi. Il 20% delle azioni del Paris Fc, una delle tre squadre della capitale insieme con Psg e Red Star, è stato ceduto al fondo d’investimento sovrano del Bahrein. Come l’acqua, a quanto pare il petrolio trova sempre una strada. Il Paris Fc, sempre di proprietà di Pierre Ferracci, è nato alla fine degli anni Sessanta per l’impellente bisogno, percepito soprattutto dalla federcalcio francese, di regalare a Parigi una squadra di pallone, visto e considerato che il Red Star, che pure venne fondato nientemeno che da Jules Rimet, aveva la sua sede legale a Saint-Ouen e dunque agli occhi della borghesia cittadina non possedeva tutti i requisiti per rappresentare Parigi (tantomeno se si considera che aveva una forte connotazione politica di sinistra, da banlieue arrabbiata). Tra i soci fondatori del Paris Fc c’erano anche delle personalità di un certo rilievo mediatico (per l’epoca), come Jean-Paul Belmondo…
Altri soldi arabi, altra Parigi. Il 20% delle azioni del Paris Fc, una delle tre squadre della capitale insieme con Psg e Red Star, è stato ceduto al fondo d’investimento sovrano del Bahrein. Come l’acqua, a quanto pare il petrolio trova sempre una strada. Il Paris Fc, sempre di proprietà di Pierre Ferracci, è nato alla fine degli anni Sessanta per l’impellente bisogno, percepito soprattutto dalla federcalcio francese, di regalare a Parigi una squadra di pallone, visto e considerato che il Red Star, che pure venne fondato nientemeno che da Jules Rimet, aveva la sua sede legale a Saint-Ouen e dunque agli occhi della borghesia cittadina non possedeva tutti i requisiti per rappresentare Parigi (tantomeno se si considera che aveva una forte connotazione politica di sinistra, da banlieue arrabbiata). Tra i soci fondatori del Paris Fc c’erano anche delle personalità di un certo rilievo mediatico (per l’epoca), come Jean-Paul Belmondo e Sacha Distel. Alla chiamata risposero 17.400 persone, ognuna delle quali si dichiarava disposta a diventare socia del futuro club. Il Psg non esisteva ancora. Il Paris Fc giocava nello Stadio Charlety, dove è stata adesso anche riposizionata la tappa della Diamond League di atletica (quest’anno però cancellata a causa della pandemia). E all’inizio convogliò quasi 20 mila persone, cosa inaudita per Parigi, città che ha sempre avuto un rapporto controverso, non chiarissimo, col calcio. Paradosso volle che per un breve periodo, a seguito della fusione con lo Stade Saint-Germain, il Paris Fc cambiasse il proprio nome in Paris Saint-Germain. Ma durò pochi mesi, il tempo che impiegò il consiglio comunale di Parigi a indignarsi e quelli dello Stade Saint-Germain a offendersi, cancellando la fusione e ripartendo dalla terza serie. Per arrivare dove sappiamo, a Neymar e al sogno Champions, col nome di Psg (l’avversaria nei quarti di Lisbona sarà l’Atalanta).
Paris Fc e Psg si incontrarono, o meglio si scontrarono per una stagione in Ligue 2. Il Psg tornò in Ligue 1 e, forte dei soldi della promozione, acquistò il Parco dei Principi. Mentre il Paris Fc ha sempre combattuto contro le avversarie e contro i suoi demoni, senza mai trovare pace o grandi soddisfazioni. Ora il Paris Fc sogna di tornare nella massima serie con lo stesse tecniche, arabe, dell’onnipotente Psg, però con il denaro del Bahrein, da sempre rivale del Qatar, che in pratica possiede il Psg. Due modi di dire ricchezza. Per il fondo del Bahrein, quella che possiamo definire “Operazione Parigi” è un progetto a lungo termine. Ma estremamente chiaro. Vogliono anzitutto tornare in Ligue 1, dove il Paris Fc manca da quarant’anni. Dapprima, ossia per la prossima stagione, il Bahrein sarà lo sponsor principale: sulle maglie come “jersey sponsorship” apparirà il nome dell’ente turistico del Paese. Il Paris Fc inizierà il campionato di Ligue 2 con un budget sproporzionato, il più alto nella storia della seconda divisione francese. Se le cose funzioneranno, grazie ai quattrini e si spera a un decorosa ascesa tecnica, il Bahrein si è già impegnato a diventare azionista di maggioranza, rilevando il pacchetto a Pierre Ferracci, l’industriale presidente del gruppo Alpha e uomo vicino a Macron che a inizio pandemia era stato uno dei più convinti sostenitori della chiusura anticipata dei campionati.
Paris Fc e Psg si incontrarono, o meglio si scontrarono per una stagione in Ligue 2. Il Psg tornò in Ligue 1 e, forte dei soldi della promozione, acquistò il Parco dei Principi. Mentre il Paris Fc ha sempre combattuto contro le avversarie e contro i suoi demoni, senza mai trovare pace o grandi soddisfazioni. Ora il Paris Fc sogna di tornare nella massima serie con lo stesse tecniche, arabe, dell’onnipotente Psg, però con il denaro del Bahrein, da sempre rivale del Qatar, che in pratica possiede il Psg. Due modi di dire ricchezza. Per il fondo del Bahrein, quella che possiamo definire “Operazione Parigi” è un progetto a lungo termine. Ma estremamente chiaro. Vogliono anzitutto tornare in Ligue 1, dove il Paris Fc manca da quarant’anni. Dapprima, ossia per la prossima stagione, il Bahrein sarà lo sponsor principale: sulle maglie come “jersey sponsorship” apparirà il nome dell’ente turistico del Paese. Il Paris Fc inizierà il campionato di Ligue 2 con un budget sproporzionato, il più alto nella storia della seconda divisione francese. Se le cose funzioneranno, grazie ai quattrini e si spera a un decorosa ascesa tecnica, il Bahrein si è già impegnato a diventare azionista di maggioranza, rilevando il pacchetto a Pierre Ferracci, l’industriale presidente del gruppo Alpha e uomo vicino a Macron che a inizio pandemia era stato uno dei più convinti sostenitori della chiusura anticipata dei campionati.