In Egitto anche gli aquiloni finiscono al bando: "Pericolo per la sicurezza nazionale"
di GABRIELLA COLARUSSOLa decisione del governatore di Alessandria per il timore che vengano usati per installare telecamere nascoste. E così il semplice passatempo può portare a fermi e multe
Certe sere, al tramonto, interi pezzi di cielo al Cairo si riempiono di aquiloni. Si alzano dal ponte di Abbas o da quello dell’Università, dove si radunano i più giovani e le famiglie con bambini, ma anche dai tetti dei quartieri popolari e operai di Giza, come Imbaba, a ovest della capitale.
Per gli egiziani non è una passione nuova, ma il lockdown di tre mesi deciso dal governo di Fattah al Sisi per bloccare la diffusione del Covid19, con le scuole e i caffè chiusi, ha risvegliato l’interesse di molti per questo passatempo.
La sua diffusione è guardata con sospetto dall’autoritario governo egiziano, che monitora tutti i raduni pubblici non autorizzati e che negli ultimi sette anni, dal colpo di Stato che ha portato al potere il generale al Sisi, ha varato una serie di provvedimenti repressivi che hanno fiaccato la vita sociale e culturale del Paese.
Alla fine di giugno un parlamentare del comitato Difesa e sicurezza, Kha…
Per gli egiziani non è una passione nuova, ma il lockdown di tre mesi deciso dal governo di Fattah al Sisi per bloccare la diffusione del Covid19, con le scuole e i caffè chiusi, ha risvegliato l’interesse di molti per questo passatempo.
La sua diffusione è guardata con sospetto dall’autoritario governo egiziano, che monitora tutti i raduni pubblici non autorizzati e che negli ultimi sette anni, dal colpo di Stato che ha portato al potere il generale al Sisi, ha varato una serie di provvedimenti repressivi che hanno fiaccato la vita sociale e culturale del Paese.
Alla fine di giugno un parlamentare del comitato Difesa e sicurezza, Kha…
Certe sere, al tramonto, interi pezzi di cielo al Cairo si riempiono di aquiloni. Si alzano dal ponte di Abbas o da quello dell’Università, dove si radunano i più giovani e le famiglie con bambini, ma anche dai tetti dei quartieri popolari e operai di Giza, come Imbaba, a ovest della capitale.
Per gli egiziani non è una passione nuova, ma il lockdown di tre mesi deciso dal governo di Fattah al Sisi per bloccare la diffusione del Covid19, con le scuole e i caffè chiusi, ha risvegliato l’interesse di molti per questo passatempo.
La sua diffusione è guardata con sospetto dall’autoritario governo egiziano, che monitora tutti i raduni pubblici non autorizzati e che negli ultimi sette anni, dal colpo di Stato che ha portato al potere il generale al Sisi, ha varato una serie di provvedimenti repressivi che hanno fiaccato la vita sociale e culturale del Paese.
Alla fine di giugno un parlamentare del comitato Difesa e sicurezza, Khaled Abu Talib, ha sollevato per la prima volta la questione degli aquiloni sostenendo che potevano essere un pericolo per la sicurezza nazionale se qualcuno li avesse utilizzati per impiantarci telecamere nascoste.
Agli inizi di luglio, il generale Mohamed el Sherif, il governatore di Alessandria che come quasi tutti i governatori nominati da al Sisi ha un passato nell’intelligence o militare, ha messo al bando gli aquiloni citando ragioni di sicurezza, perché avrebbero causato diversi incidenti, e annunciato multe che possono arrivare anche fino a 50 euro per chi viola le regole.
Il divieto non è arrivato al Cairo, ma il governo ha avvertito i cittadini di non usare gli aquiloni nelle strade perché potrebbero provocare incidenti. Nei giorni scorsi sono circolate anche notizie di arresti e fermi di giovanissimi, trattenuti per alcune ore nei commissariati, ma non ci sono conferme. Quello che i servizi di sicurezza hanno reso noto invece sono i fermi di 16 “produttori e venditori” di aquiloni che avrebbero operato fuori dalle regole in almeno cinque città, Alessandria, Cairo, Suez, Helwan e Menofia.
Nonostante la pressione delle autorità, intorno a quest’hobby al Cairo è fiorita una rete di spazi creativi, con laboratori per imparare a fare gli aquiloni, e anche una sottocultura urbana competitiva. Le maratone di aquiloni sui tetti sono sempre più frequenti e attirano decine di ragazzi.
“Quest’hobby era diffuso nelle strade del Cairo già 30 anni fa, con la pandemia molte persone chiuse in casa l’hanno riscoperto, soprattutto i giovani che vanno sui tetti per giocarci”, ci racconta Mohamed el Morshedi, un giovane filmaker cairota che ha dedicato un breve film a uno dei più noti guidatori di aquiloni del Cairo, il 17enne al Andaleeb che viene dal quartiere popolare di al Munib.
“Andaleeb è considerato il miglior designer di aquiloni della regione, ha costruito il più largo mai creato, credo fosse di tre metri. Come lui, molti giovani egiziani dei quartieri popolari preferiscono costruirseli da soli anziché comprarli”.
Per gli egiziani non è una passione nuova, ma il lockdown di tre mesi deciso dal governo di Fattah al Sisi per bloccare la diffusione del Covid19, con le scuole e i caffè chiusi, ha risvegliato l’interesse di molti per questo passatempo.
La sua diffusione è guardata con sospetto dall’autoritario governo egiziano, che monitora tutti i raduni pubblici non autorizzati e che negli ultimi sette anni, dal colpo di Stato che ha portato al potere il generale al Sisi, ha varato una serie di provvedimenti repressivi che hanno fiaccato la vita sociale e culturale del Paese.
Alla fine di giugno un parlamentare del comitato Difesa e sicurezza, Khaled Abu Talib, ha sollevato per la prima volta la questione degli aquiloni sostenendo che potevano essere un pericolo per la sicurezza nazionale se qualcuno li avesse utilizzati per impiantarci telecamere nascoste.
Agli inizi di luglio, il generale Mohamed el Sherif, il governatore di Alessandria che come quasi tutti i governatori nominati da al Sisi ha un passato nell’intelligence o militare, ha messo al bando gli aquiloni citando ragioni di sicurezza, perché avrebbero causato diversi incidenti, e annunciato multe che possono arrivare anche fino a 50 euro per chi viola le regole.
Il divieto non è arrivato al Cairo, ma il governo ha avvertito i cittadini di non usare gli aquiloni nelle strade perché potrebbero provocare incidenti. Nei giorni scorsi sono circolate anche notizie di arresti e fermi di giovanissimi, trattenuti per alcune ore nei commissariati, ma non ci sono conferme. Quello che i servizi di sicurezza hanno reso noto invece sono i fermi di 16 “produttori e venditori” di aquiloni che avrebbero operato fuori dalle regole in almeno cinque città, Alessandria, Cairo, Suez, Helwan e Menofia.
Nonostante la pressione delle autorità, intorno a quest’hobby al Cairo è fiorita una rete di spazi creativi, con laboratori per imparare a fare gli aquiloni, e anche una sottocultura urbana competitiva. Le maratone di aquiloni sui tetti sono sempre più frequenti e attirano decine di ragazzi.
“Quest’hobby era diffuso nelle strade del Cairo già 30 anni fa, con la pandemia molte persone chiuse in casa l’hanno riscoperto, soprattutto i giovani che vanno sui tetti per giocarci”, ci racconta Mohamed el Morshedi, un giovane filmaker cairota che ha dedicato un breve film a uno dei più noti guidatori di aquiloni del Cairo, il 17enne al Andaleeb che viene dal quartiere popolare di al Munib.
“Andaleeb è considerato il miglior designer di aquiloni della regione, ha costruito il più largo mai creato, credo fosse di tre metri. Come lui, molti giovani egiziani dei quartieri popolari preferiscono costruirseli da soli anziché comprarli”.