Beirut, morti e feriti per due forti esplosioni al porto: fiamme e fumo nella zona devastata
Case distrutte, macerie ovunque e fiumi di vetri nelle strade: si presenta così la zona del porto di Beirut dove, nel pomeriggio del 4 agosto, si sono verificate due esplosioni, una dopo l'altra. Il ministro della Sanità libanese, Hassan Hamad, ha dichiarato la morte di 78 persone, mentre i feriti sono migliaia. Coinvolto nell'esplosione un team della missione Unifil. Un militare italiano del contingente ha riportato lievi ferite ed è stato lo stesso militare a informare direttamente i familiari sul suo stato di salute. Le esplosioni hanno fatto crollare anche un edificio di tre piani e si cercano persone intrappolate sotto le macerie. In molti sono stati travolti mentre passavano in strada. "Beirut è una città distrutta", e le esplosioni di oggi "sembravano Hiroshima", ha detto ad una emittente libanese, trattenendo a stento le lacrime, il governatore di Beirut, Marwan Aboud, definendo quanto accaduto "un disastro nazionale senza precedenti". Aboud si è recato sul luogo dell'esplosione e ha dichiarato che tra i dispersi vi sarebbero numerosi vigili del fuoco accorsi sul posto per spegnere l'incendio conseguente alla prima esplosione. La Farnesina, attraverso l'Unità di Crisi e l'Ambasciata in Libano, si è attivata per prestare ogni possibile assistenza ai connazionali presenti nel Paese e continua a monitorare la situazione