Beirut, la rabbia dei libanesi contro le autorità: "Niente rimarrà impunito"
di FRANCESCA CAFERRI
Foto dal Daily Star/Mohamed Azakir
Nei quartieri della città centinaia di giovani libanesi hanno imbracciato scope e altri attrezzi per spazzare via i detriti in assenza di un'operazione di pulizia sponsorizzata dallo Stato
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"HANNO fatto esplodere Beirut. Letteralmente e in maniera deliberata. L'hanno fatta esplodere e i nostri cuori con essa", scrive Rima Majed, sociologa di Beirut. "Non lasceremo che questo passi senza punizioni, per rispetto alle vittime di questo crimine. Basta con la resilienza e l'istinto di sopravvivenza. Devono cadere teste pesanti" le fa eco Halim Shbaya, analista politico. Due voci su migliaia.
Da ieri mattina la rabbia dei libanesi impegnati a ripulire le loro strade, seppellire i morti, cercare oggetti nelle case devastate, corre sul web. Ci sono le immagini dei cittadini che spazzano le strade senza alcun aiuto dalle autorità cittadine da quelle dello Stato. E le foto dei pompieri morti accorrendo per spegnere un incendio che credevano normale: senza che nessuno li avvertisse del pericolo.
"Questa tragedia deve essere una svolta. Dobbiamo tornare in strada. Non possiamo lasciarci fermare ancora una volta", sitentizza al telefono Jean Kassir, caporedattore di Megaphone, una piattaforma media indipendente che in questi mesi è stata la voce della società civile libanese. Kassir è scampato alla morte per un soffio: era accorso con la telecamera a filmare la prima colonna di fumo quando c'è stata l'esplosione principale. E da allora non si è più fermato: "Non posso - racconta - se chiudo gli occhi vedo cadaveri e sangue. Meglio scrivere".
Per lui, come per migliaia di altri libanesi, quello che è accaduto martedì è la fotografia di un Paese già a pezzi, ora arrivato a un punto di non ritorno. "È triste pensare che le persone siano state lasciate a rischiare così, per anni. Che tutti sapessero e nessuno ha agito. Ma questa immobilità, questa corruzione va avanti da anni ed è quella che ha portato il Paese al collasso. E le immagini di queste ore ne sono la fotografia perfetta", analizza dalla sua scrivania Emilie Sueur, direttrice di Orient le Jour, il giornale in lingua francese del Libano.
Anche Karl Sharro, il più famoso degli umoristi libanesi, capace di fare ironia su qualunque cosa, per una volta non vuole far sorridere: "Le teorie cospirazioniste sull'esplosione stanno soltanto togliendo l'attenzione dai veri responsabili, le autorità competenti, criminali che hanno rovinato centinaia di migliaia di vite e lasciato dietro di sè una città in rovina", ha scritto stamane su Twitter.
The conspiracy theories about the Beirut explosion are only deflecting attention from the real culprits, the criminally incompetent authorities that have ruined hundreds of thousands of lives and left a city in ruins.
— Karl Sharro ***** ***** ***** **** (@KarlreMarks) August 6, 2020
In meno di un'ora le sue parole sono state rilanciate migliaia di volte. La voce di un Paese che non ha più nulla per cui sorridere.