Esteri

Libia: Italia, Francia e Germania pronte a sanzionare chi viola l'embargo sulle armi

Migranti africani salvati dalla guardia costiera libica sbarcati nel porto di Tripoli 
Nel mirino imprese turche, giordane e kazake e due cittadini libici
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BERLINO - Italia, Francia e Germania preparano sanzioni contro tre imprese turche, giordane e kazake e due cittadini libici, rei di aver violato l’embargo Onu contro le forniture di armi alla Libia. La notizia è stata anticipata dall’agenzia di stampa Dpa. Dopo il fallimento di ogni tentativo di pacificare i fronti in conflitto in Libia, i tre Paesi starebbero cercando di aumentare la pressione anche per la preoccupazione che il caos possa alimentare i flussi migratori verso l’Europa. 

Le sanzioni europee erano state già minacciate a luglio. L'embargo del 2011 continua ad essere totalmente ignorato soprattutto dalle potenze straniere immischiate nel conflitto tra Tripoli e Bengasi. Adesso, secondo fonti Ue, Roma, Parigi e Berlino avrebbero consegnato la lista ai partner europei perché ne discutano alle prossime riunioni. 

A voler accelerare sulla necessità di rispondere alle continue lesioni del divieto di fornire armi sembra sia stato Macron, soprattutto dopo un incidente con la Turchia sfiorato nel Mediterraneo. All'inizio di giugno una nave da guerra turca aveva impedito ad una fregata francese di controllare un mercantile sospettato di trasportare materiale bellico, persino puntandole contro le armi.

La Turchia aveva smentito, ma la Francia aveva sollevato la questione anche in seno alla Nato, che si è impegnata a indagare sull’incidente.