"L'Europa appoggi il movimento democratico in Bielorussia. Altrimenti Putin vincerà la partita"
Andrea Tarquini , di ANDREA TARQUINIRyszard Czarnecki, consigliere del presidente polacco Duda: "Ue e Usa devono convincere Lukashenko a rispettare i diritti umani. Con lui è meglio negoziare: sbattendogli la porta in faccia lo avviceneremmo alla Russia"
BERLINO - "L'Europa e la Nato, il mondo libero, devono reagire. Aiutare la coraggiosa lotta per la libertà della società civile bielorussa, le audaci leader, le ong democratiche. E attenti: il pericolo è un confronto con la Russia di Putin. Guai se nella Ue passa una linea di riconciliazione come quella di chi nel settembre 1939 diceva di non morire per Danzica". Così parla Ryszard Czarnecki, consigliere di politica estera ed europea del presidente polacco Andrzej Duda e del leader storico sovranista polacco Jaroslaw Kaczynski.
Cosa chiedete agli alleati Nato e Ue?
"La Polonia è parte in campo. Abbiamo proposto un vertice Ue straordinario e alla Ue come alla Nato chiediamo di lavorare insieme come famiglia comune europea e atlantica in nome di identità e valori comuni. Verso la Bielorussia non possiamo chiudere la porta. Dovremmo aprirle le porte dell'Europa. Altrimenti faremo solo un regalo a Putin. Allo stesso tempo d…
Cosa chiedete agli alleati Nato e Ue?
"La Polonia è parte in campo. Abbiamo proposto un vertice Ue straordinario e alla Ue come alla Nato chiediamo di lavorare insieme come famiglia comune europea e atlantica in nome di identità e valori comuni. Verso la Bielorussia non possiamo chiudere la porta. Dovremmo aprirle le porte dell'Europa. Altrimenti faremo solo un regalo a Putin. Allo stesso tempo d…
BERLINO - "L'Europa e la Nato, il mondo libero, devono reagire. Aiutare la coraggiosa lotta per la libertà della società civile bielorussa, le audaci leader, le ong democratiche. E attenti: il pericolo è un confronto con la Russia di Putin. Guai se nella Ue passa una linea di riconciliazione come quella di chi nel settembre 1939 diceva di non morire per Danzica". Così parla Ryszard Czarnecki, consigliere di politica estera ed europea del presidente polacco Andrzej Duda e del leader storico sovranista polacco Jaroslaw Kaczynski.
Cosa chiedete agli alleati Nato e Ue?
"La Polonia è parte in campo. Abbiamo proposto un vertice Ue straordinario e alla Ue come alla Nato chiediamo di lavorare insieme come famiglia comune europea e atlantica in nome di identità e valori comuni. Verso la Bielorussia non possiamo chiudere la porta. Dovremmo aprirle le porte dell'Europa. Altrimenti faremo solo un regalo a Putin. Allo stesso tempo dobbiamo fare di tutto per promuovere standard europei nel rispetto dei diritti umani in Bielorussia. E, terzo, dovremo promuovere investimenti in Bielorussia e appoggiare il movimento perseguitato da Lukashenko”.
Che mix di bastone e carota proponete a Ue e Nato?
"Bisogna esigere dalla Bielorussia il rispetto dei valori dei diritti umani e insieme mantenere la porta aperta per un dialogo se queste richieste verranno ascoltate. Altrimenti getteremo la Bielorussia nelle braccia di Putin".
Quindi che cosa proponete al segretario di Stato americano Mike Pompeo?
"Di lavorare insieme sul caso Bielorussia secondo i principi della nostra relazione speciale, ribadita dal presidente Duda mesi fa a Washington. Penso che la Bielorussia sia parte dell'Europa, ma ovviamente pensiamo che gli Usa verso Putin debbano usare la stessa tattica usata nel caso Ucraina".
Ma il governo ucraino dialoga, Lukashenko accusa il mondo libero di "fomentare gli agitatori", ha anche arrestato e torturato giornalisti polacchi oltre che migliaia di suoi cittadini. Non servirebbe una strategia di cambio regime?
"In Bielorussia dobbiamo aiutare la società civile, i democratici, le Ong, i giornalisti indipendenti. Ma chiudere del tutto la porta a un dialogo col governo creerebbe uno scenario vantaggioso solo per la Russia. Non possiamo fare questo regalo a Putin. Dobbiamo convincere Lukashenko a rispettare i diritti umani e a stabilire una road map verso la democrazia e i rapporti economici, una svolta passo dopo passo. Sbattendo porte in faccia, lo avvicineremmo alla Russia e alla sua eterna politica imperiale aggressiva".
Come si può trattare con Lukashenko quando insulta Paesi europei come la Cechia calunniandoli come sobillatori dell'opposizione?
"Credo sia possibile negoziare. Abbiamo bisogno di una Bielorussia che diventi società aperta e stato democratico. La Bielorussia con Lukashenko è diventata un caso speciale inaccettabile. Dobbiamo fare pressioni su di lui perché salvaguardi le libertà. È un confronto geopolitico: Minsk è nell'ombra russa, è interesse di tutta la Ue che la Bielorussia si liberi passo dopo passo da quell'abbraccio mortale e si avvicini alla Ue. Bisogna seguire politiche analoghe a quelle europee verso Georgia e Ucraina".
Basteranno le sanzioni concordate venerdì dai ministri degli Esteri europei?
"Dobbiamo fare pressione su Lukashenko se necessario anche cosí per convincerlo ad accettare i valori europei. Dobbiamo giocare molto bene questa partita geopolitica. O vince la Ue o la Russia".
Lukashenko capisce solo il linguaggio duro di sanzioni?
"Dovremmo pensare a creare un equilibrio di potere. Reazioni europee troppo dure possono essere utili alla Russia. Dobbiamo promuovere il dialogo in Bielorussia con un pressing preciso e molto forte".
Quant'è grave il pericolo di un confronto Occidente-Russia nel caso Bielorussia?
"Osserviamo dalle aggressioni a Georgia e Ucraina che il Cremlino cerca ancora di ricreare l´Impero pre-1989. Con pressing politici economici e militari e ora anche ventilando un intervento militare. È inaccettabile. Ovunque, dalla Bielorussia alla Moldavia. La Russia resta sempre la stessa: come ai tempi degli zar, come la Russia sovietica. Il suo obiettivo storico resta un vasto impero dominante euroasiatico".
La Polonia ricorda bene secoli di sofferenze e oppressione e minacce russe. Cento anni fa solo Pilsudski fermò l'Armata rossa in marcia verso Berlino. L'Europa occidentale condivide tali vostre percezioni o no?
"Abbiamo divergenze con Francia e Germania, ma spero che manterremo una politica comune europea verso la Russia e le sue aggressive provocazioni. In Francia o Italia o altrove in Europa ci sono orecchie più sensibili al canto delle sirene della Russia di Putin".
Teme un riavvicinamento con la Russia o la Cina?
"Adesso i Paesi europei comprendono la minaccia e le nostre preoccupazioni meglio rispetto ad anni fa. Le sanzioni dopo l'aggressione all'Ucraina le abbiamo decise insieme, continuiamo così".
Quant'è grossa la minaccia d'interferenze militari e di una cyberwar russa in Bielorussia?
"Osserviamo molte attività russe in vari Paesi europei, da noi in Polonia e in Europa occidentale: spionaggio, provocazioni militari, spaventoso riarmo offensivo, cyberguerra. Se appoggeremo la lotta dei bielorussi per la libertà tenendo la porta aperta al dialogo con Minsk, la nostra tattica potrà essere migliore di quella russa".
Non teme che si risvegli verso Mosca lo spirito di chi nel settembre 1939 diceva di non voler morire per Danzica?
"Paragone ben azzeccato. L'Europa non deve dimenticare che la Russia è un pericolo per la Ue intera, non solo per noi qui nel CentroEst. È una minaccia per Varsavia, Riga, Tallinn, ma anche per Stoccolma, Helsinki, Berlino, Roma. Dobbiamo rispondere insieme alla sfida di Putin, tra tante polemiche che ci dividono è interesse prioritario comune".
Cosa chiedete agli alleati Nato e Ue?
"La Polonia è parte in campo. Abbiamo proposto un vertice Ue straordinario e alla Ue come alla Nato chiediamo di lavorare insieme come famiglia comune europea e atlantica in nome di identità e valori comuni. Verso la Bielorussia non possiamo chiudere la porta. Dovremmo aprirle le porte dell'Europa. Altrimenti faremo solo un regalo a Putin. Allo stesso tempo dobbiamo fare di tutto per promuovere standard europei nel rispetto dei diritti umani in Bielorussia. E, terzo, dovremo promuovere investimenti in Bielorussia e appoggiare il movimento perseguitato da Lukashenko”.
Che mix di bastone e carota proponete a Ue e Nato?
"Bisogna esigere dalla Bielorussia il rispetto dei valori dei diritti umani e insieme mantenere la porta aperta per un dialogo se queste richieste verranno ascoltate. Altrimenti getteremo la Bielorussia nelle braccia di Putin".
Quindi che cosa proponete al segretario di Stato americano Mike Pompeo?
"Di lavorare insieme sul caso Bielorussia secondo i principi della nostra relazione speciale, ribadita dal presidente Duda mesi fa a Washington. Penso che la Bielorussia sia parte dell'Europa, ma ovviamente pensiamo che gli Usa verso Putin debbano usare la stessa tattica usata nel caso Ucraina".
Ma il governo ucraino dialoga, Lukashenko accusa il mondo libero di "fomentare gli agitatori", ha anche arrestato e torturato giornalisti polacchi oltre che migliaia di suoi cittadini. Non servirebbe una strategia di cambio regime?
"In Bielorussia dobbiamo aiutare la società civile, i democratici, le Ong, i giornalisti indipendenti. Ma chiudere del tutto la porta a un dialogo col governo creerebbe uno scenario vantaggioso solo per la Russia. Non possiamo fare questo regalo a Putin. Dobbiamo convincere Lukashenko a rispettare i diritti umani e a stabilire una road map verso la democrazia e i rapporti economici, una svolta passo dopo passo. Sbattendo porte in faccia, lo avvicineremmo alla Russia e alla sua eterna politica imperiale aggressiva".
Come si può trattare con Lukashenko quando insulta Paesi europei come la Cechia calunniandoli come sobillatori dell'opposizione?
"Credo sia possibile negoziare. Abbiamo bisogno di una Bielorussia che diventi società aperta e stato democratico. La Bielorussia con Lukashenko è diventata un caso speciale inaccettabile. Dobbiamo fare pressioni su di lui perché salvaguardi le libertà. È un confronto geopolitico: Minsk è nell'ombra russa, è interesse di tutta la Ue che la Bielorussia si liberi passo dopo passo da quell'abbraccio mortale e si avvicini alla Ue. Bisogna seguire politiche analoghe a quelle europee verso Georgia e Ucraina".
Basteranno le sanzioni concordate venerdì dai ministri degli Esteri europei?
"Dobbiamo fare pressione su Lukashenko se necessario anche cosí per convincerlo ad accettare i valori europei. Dobbiamo giocare molto bene questa partita geopolitica. O vince la Ue o la Russia".
Lukashenko capisce solo il linguaggio duro di sanzioni?
"Dovremmo pensare a creare un equilibrio di potere. Reazioni europee troppo dure possono essere utili alla Russia. Dobbiamo promuovere il dialogo in Bielorussia con un pressing preciso e molto forte".
Quant'è grave il pericolo di un confronto Occidente-Russia nel caso Bielorussia?
"Osserviamo dalle aggressioni a Georgia e Ucraina che il Cremlino cerca ancora di ricreare l´Impero pre-1989. Con pressing politici economici e militari e ora anche ventilando un intervento militare. È inaccettabile. Ovunque, dalla Bielorussia alla Moldavia. La Russia resta sempre la stessa: come ai tempi degli zar, come la Russia sovietica. Il suo obiettivo storico resta un vasto impero dominante euroasiatico".
La Polonia ricorda bene secoli di sofferenze e oppressione e minacce russe. Cento anni fa solo Pilsudski fermò l'Armata rossa in marcia verso Berlino. L'Europa occidentale condivide tali vostre percezioni o no?
"Abbiamo divergenze con Francia e Germania, ma spero che manterremo una politica comune europea verso la Russia e le sue aggressive provocazioni. In Francia o Italia o altrove in Europa ci sono orecchie più sensibili al canto delle sirene della Russia di Putin".
Teme un riavvicinamento con la Russia o la Cina?
"Adesso i Paesi europei comprendono la minaccia e le nostre preoccupazioni meglio rispetto ad anni fa. Le sanzioni dopo l'aggressione all'Ucraina le abbiamo decise insieme, continuiamo così".
Quant'è grossa la minaccia d'interferenze militari e di una cyberwar russa in Bielorussia?
"Osserviamo molte attività russe in vari Paesi europei, da noi in Polonia e in Europa occidentale: spionaggio, provocazioni militari, spaventoso riarmo offensivo, cyberguerra. Se appoggeremo la lotta dei bielorussi per la libertà tenendo la porta aperta al dialogo con Minsk, la nostra tattica potrà essere migliore di quella russa".
Non teme che si risvegli verso Mosca lo spirito di chi nel settembre 1939 diceva di non voler morire per Danzica?
"Paragone ben azzeccato. L'Europa non deve dimenticare che la Russia è un pericolo per la Ue intera, non solo per noi qui nel CentroEst. È una minaccia per Varsavia, Riga, Tallinn, ma anche per Stoccolma, Helsinki, Berlino, Roma. Dobbiamo rispondere insieme alla sfida di Putin, tra tante polemiche che ci dividono è interesse prioritario comune".