Gli Usa estendono le sanzioni contro Huawei. Trump: "Ci spiano"
Colpite 38 filiali del gruppo in 21 Paesi
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WASHINGTON - "Huawei ci spia, non vogliamo la sua tecnologia". A dirlo durante un'intervista a Fox News è stato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Le parole di Trump hanno trovato conferma in quelle del segretario al commercio Wilbur Ross, che ha annunciato oggi il rafforzamento delle sanzioni Usa contro Huawei, estendendole a 38 sue filiali in 21 Paesi, per limitare l'accesso alle tecnologie americane. Huawei e le sue filiali hanno "accentuato i loro sforzi per ottenere semiconduttori avanzati o prodotti con programmi e tecnologie americane per realizzare gli obiettivi politici del partito comunista", ha accusato Ross.
L'Amministrazione Trump non ha neanche concesso una nuova licenza temporanea (l'ultima è scaduta il 13 agosto) per consentire alle aziende americane di fornire servizi destinati ai prodotti di Huawei già in commercio prima del maggio 2019, e cioè prima dell'iscrizione della società cinese nella lista nera del commercio statunitense. Gli smartphone Huawei a eccezione di quelli venduti in Cina e alcuni dei modelli più recenti, potrebbero non ricevere più gli aggiornamenti del sistema operativo Android e delle app di Google.
Il portavoce di Google Jose Castaneda ha affermato che era la licenza temporanea a consentire alla società di inviare quegli aggiornamenti. Un portavoce di Huawei ha dichiarato al Washington Post che la società sta "monitorando la situazione e valutando il potenziale impatto".