Francia, tentava di attraversare la Manica: migrante sudanese ritorvato morto sulla spiaggia di Calais
di BENEDETTA PERILLI
Gendarmi francesi in una spiaggia vicino Calais (afp)
Il 16enne era a bordo di una piccola imbarcazione. "Questo dramma insopportabile ci mobilita ancor più contro i trafficanti che approfittano della disperazione di esseri umani", ha commentato la ministra per la cittadinanza Marlène Schiappa
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PARIGI - Stava cercando di attraversare il canale della Manica per raggiungere il Regno Unito ma è morto annegando in mare. Il corpo di un migrante sudanese di 16 anni, identificato dalla polizia grazie ai documenti che aveva con sé, è stato rinvenuto in Francia, a Sangatte, su una spiaggia poco lontana da Calais. Con lui un coetaneo che è riuscito a salvarsi ed è ora ricoverato in ospedale. I due hanno tentato il passaggio da soli, a bordo di una piccola imbarcazione. Nella mattinata erano stati cinquanta i migranti, tra i quali sei bambini, tratti in salvo in cinque operazioni diverse della prefettura marina e dei vigili del fuoco.
Secondo diverse fonti giudiziarie il 16enne sarebbe il primo migrante rinvenuto morto dall'inizio del 2020 sul litorale della regione Nord-Pas-de-Calais. Una morte tragica che racconta una tragedia ancora più grave: dal 1° gennaio il Canale ha visto il passaggio di oltre 342 imbarcazioni, che hanno coinvolto quasi 5000 migranti, con un picco ad agosto di oltre 650 persone, contro i 203 tentativi di imbarco e i 2.294 migranti dell'intero 2019. Un aumento che nelle scorse settimane è diventato una difficile prova da superare per i due Paesi che gestiscono il traffico marino e che ora, dopo la morte del 16enne, diventa ancora più urgente.
"Questo dramma insopportabile ci mobilita ancor più contro i trafficanti che approfittano della disperazione di esseri umani", ha commentato la ministra per la cittadinanza Marlène Schiappa. "Questo orrendo incidente ci ricorda delle ripugnanti gang criminali e dei trafficanti che sfruttano persone vulnerabili", le ha risposto su Twitter la ministra britannica dell'Interno, Priti Patel, promettendo di lavorare assieme alla Francia per stroncare il traffico di esseri umani.
L'11 agosto il ministro per l'Immigrazione britannico, Chris Philp, era arrivato a Parigi per chiedere di intensificare gli sforzi per bloccare i flussi. "Le autorità francesi stanno facendo un grande lavoro, ma i numeri puri e semplici sui passaggi tramite il Canale sono del tutto inaccettabili, sia per la Francia che per la Gran Bretagna", aveva spiegato dopo un incontro con le autorità francesi, aggiungendo che i due Paesi sono al lavoro su un piano complessivo "con l'obiettivo di chiudere completamente questa rotta".
Il ministro britannico e la sua controparte francese, Gerald Darmanin, avevano già firmato il mese scorso un accordo per la creazione di una nuova unità congiunta di polizia e intelligence per combattere gli scafisti. Sui flussi si era espresso anche Boris Johnson definendoli "molto negativi, stupidi e pericolosi" e all'ipotesi di fare entrare in azione la Marina britannica aveva risposto Natacha Bouchart, sindaca di Calais, punto di imbarco principale per le piccole barche dei migranti che affrontano la Manica: "La considero chiaramente una dichiarazione di guerra marittima poichè è fuori questione che le navi da guerra entrino nelle acque territoriali francesi".
Il viceprocuratore di Boulougne-sur-Mer, altro comune francese nei pressi di Calais particolarmente coinvolto dal traffico dei migranti, ha chiarito nei giorni scorsi alcune dinamiche del passaggio spiegando che può arrivare a costare fino a 3.000 euro a persona e che avviene tramite gonfiabili acquistati online o imbarcazioni ancora più rudimentali. "Quando le condizioni meteorologiche lo consentono, gli scafisti portano l'imbarcazione sulla costa e quindi si assicurano che i loro clienti raggiungano il punto d'imbarco", spiega il magistrato, "è molto lucroso e molto facile da organizzare".