Bill Clinton accusa Donald Trump: quel che dà all’America è entertainment, non leadership. L’ex segretario di Stato John Kerry rincara: abbiamo bisogno di un presidente che all’estero venga ammirato e rispettato, non deriso perché scrive lettere d’amore ai dittatori (allusione a Kim Jong Un). Il coro democratico prende di mira il presidente con un’intenzione precisa: trasformare questa elezione in un referendum su di lui.
Colpisce che nella seconda serata ci sia stata quasi solo una voce – prevedibile: la moglie Jill Biden – a concentrarsi sulle qualità del candidato. In parte è normale che gli elettori siano chiamati soprattutto a pronunciarsi su chi ha governato; in parte è la conferma che Biden non è un nuovo Barack Obama, non fa sognare nessuno. E quando la conta dei delegati gli ha assegnato ufficialmente quella nomination che lui insegue dal 19…
Bill Clinton accusa Donald Trump: quel che dà all’America è entertainment, non leadership. L’ex segretario di Stato John Kerry rincara: abbiamo bisogno di un presidente che all’estero venga ammirato e rispettato, non deriso perché scrive lettere d’amore ai dittatori (allusione a Kim Jong Un). Il coro democratico prende di mira il presidente con un’intenzione precisa: trasformare questa elezione in un referendum su di lui.
Colpisce che nella seconda serata ci sia stata quasi solo una voce – prevedibile: la moglie Jill Biden – a concentrarsi sulle qualità del candidato. In parte è normale che gli elettori siano chiamati soprattutto a pronunciarsi su chi ha governato; in parte è la conferma che Biden non è un nuovo Barack Obama, non fa sognare nessuno. E quando la conta dei delegati gli ha assegnato ufficialmente quella nomination che lui insegue dal 1988, è parso un trionfo della sua perseveranza più che l’alba di una nuova era.
Benché ridotta a fare un breve “cameo” di 60 secondi, la pasionaria dell’estrema sinistra Alexandra Ocasio-Cortez rappresenta un’obiezione reale: un pezzo della base non si accontenta di puntare sul “ritorno alla normalità”.
Se l’elezione è un referendum su Trump, il vero sfondo della serata di ieri non è la deserta Milwaukee bensì Wall Street. Il controcanto ai democratici è l’indice di Borsa S&P 500 che segna nuovi record storici e cancella tutte le perdite da coronavirus: Trump se ne appropria come di un merito suo. Il messaggio dei mercati è un generico ottimismo sulla ripresa però i democratici non possono dimenticare che l’economia rimane l’unico terreno sul quale nei sondaggi Trump riscuote più fiducia dello sfidante.
Altra preoccupazione: l’audience della prima serata, 18,7 milioni di spettatori contri i 26 milioni che seguirono la prima notte della convention nel 2016. La performance di star come Michelle Obama e Bernie Sanders non è bastata a caldare un evento tutto virtuale. La notizia positiva invece è lo spazio dato alla sanità, tema forte per i democratici: i tentativi di Trump di smantellare la riforma di Obama hanno diviso perfino la base repubblicana.
