Bielorussia, timori per la Nobel Alexievich, convocata dalla polizia
La scrittrice dovrà deporre sul suo ruolo nel comitato creato dagli oppositori del presidente Lukashenko: altri due membri sono stati arrestati
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MINSK - La premio Nobel per la letteratura Svetlana Alexievich è stata convocata dal Comitato inquirente bielorusso come testimone nel procedimento penale che vede coinvolti diversi dissidenti accusati di minare "la sicurezza nazionale" per aver fondato il 'Consiglio di coordinamento' dell'opposizione, di cui la scrittrice fa parte.
Lo hanno reso noto i suoi compagni. Secondo questo "Consiglio" formato per promuovere una transizione politica in Bielorussia, Alexievich è stata convocata per mercoledì, come testimone nel caso avviato contro l'organismo accusato di "minaccia alla sicurezza nazionale".
Succede all'indomani di una gigantesca manifestazione che ha invaso il centro di Minsk per chiedere a gran voce le dimissioni dell' "ultimo dittatore d'Europa", come viene spesso descritto il presidente Alexander Lukashenko, da 26 anni al potere. Nemmeno le minacce di schierare l'esercito, allertato da Lukashenko che si è presentato in conferenza in divisa militare, hanno fermato la gente dallo scendere in piazza: giovani, anziani, famiglie con bambini. Diverse stazioni della metropolitana di Minsk sono state chiuse e il ministero della Difesa ha minacciato un intervento per proteggere i memoriali "sacri" della Seconda guerra mondiale, circondati con filo spinato per non far avvicinare i manifestanti.
La convocazione della premio Nobel segue l'arresto dei due esponenti del Consiglio di coordinamento, Olga Kovalkova e Sergei Dylevsky. Kovalkova è una stretta collaboratrice della candidata dell'opposizione alle elezioni presidenziali dello scorso 9 agosto, Svetlana Tikhanovskaya, e Dylevsky è il leader carismatico dello sciopero alla fabbrica dei trattori di Minsk (Mtz). Entrambi sono stati accusati di aver organizzato manifestazioni non autorizzate. L'arresto è avvenuto vicino alla fabbrica di Minsk dove avrebbero dovuto intervenire di fronte ai lavoratori.