James Higgins: "Ha mantenuto le promesse, per questo Trump vincerà"
di MARIO PLATEROParla l'intellettuale repubblicano, fondatore e animatore dei Monday Meetings a New York: "Molti elettori pensano che il presidente abbia tagliato le tasse e imposto una linea dura su immigrazione e Cina: così lo voteranno ancora"
NEW YORK - "Ce la può fare". Non c'è repubblicano sintonizzato con la Convention virtuale di Charlotte che la pensi diversamente: "Trump vincerà contro Joe Biden". Noi tutti, lettori di recenti cronache poco lusinghiere per l'immagine del presidente americano avremmo qualche dubbio. L'accusa (sincera) della sorella Maryanne di essere un uomo senza principi, l'arresto del suo ex fidato consigliere Steve Bannon, e ben altro, dovrebbe incrinare l'aurea di invincibilità. Ma Trump non fa una piega. La sua convention virtuale dalla Casa Bianca funziona, la base è in adorazione. Ne parliamo con James Higgins, fondatore e animatore dei Monday Meetings un cenacolo di repubblicani a New York. Higgins è un intellettuale repubblicano dell'Est. Molti di loro hanno abbandonato Trump. Lui no.
Come è possibile che i repubblicani appoggino ancora un "bugiardo senza princìpi" come dice la sor…
Come è possibile che i repubblicani appoggino ancora un "bugiardo senza princìpi" come dice la sor…
NEW YORK - "Ce la può fare". Non c'è repubblicano sintonizzato con la Convention virtuale di Charlotte che la pensi diversamente: "Trump vincerà contro Joe Biden". Noi tutti, lettori di recenti cronache poco lusinghiere per l'immagine del presidente americano avremmo qualche dubbio. L'accusa (sincera) della sorella Maryanne di essere un uomo senza principi, l'arresto del suo ex fidato consigliere Steve Bannon, e ben altro, dovrebbe incrinare l'aurea di invincibilità. Ma Trump non fa una piega. La sua convention virtuale dalla Casa Bianca funziona, la base è in adorazione. Ne parliamo con James Higgins, fondatore e animatore dei Monday Meetings un cenacolo di repubblicani a New York. Higgins è un intellettuale repubblicano dell'Est. Molti di loro hanno abbandonato Trump. Lui no.
Come è possibile che i repubblicani appoggino ancora un "bugiardo senza princìpi" come dice la sorella di Trump?
"Propaganda. Sappiamo distinguere. Per noi è un politico che ha mantenuto le promesse elettorali. Non si lasci distrarre dalla stampa "liberal", dalle bugie del New York Times. Al contrario dei suoi predecessori Trump ha mantenuto la maggioranza delle promesse fatte a chi l'ha votato: ha nominato i giudici giusti, è stato sempre coerente con la sua posizione pro life, sta costruendo il muro, ha deregolamentato, ha tagliato le tasse, ha spostato l'Ambasciata americana a Gerusalemme, ha alzato il tiro contro i soprusi economici della Cina. L'economia è cresciuta. Contano i fatti, il resto è fuffa".
Un fatto, grave, è il fallimento di Trump nel gestire la crisi Covid-19.
"Ha fatto quel che poteva considerando le circostanze. Parliamone fra due mesi, con l'economia in ripresa e un vaccino in arrivo".
Resta il fatto che Trump è in serie difficoltà.
"È vero, i sondaggi non sono favorevoli, ma da qui a novembre ce la farà. Quel che voi giornalisti non avete capito che in questo paese è in corso una guerra di classe. Trump rappresenta la classe dei lavoratori contro le élite, contro i poteri forti".
È la solita teoria del complotto priva di fondamento.
"Non per noi. Un esempio: quando Trump chiede una riforma sanitaria vera, contro i gruppi farmaceutici, che caricano prezzi esorbitanti per le medicine, tocca gli interessi di potenti lobby. Di un sistema economico corrotto. Moltiplichi questo per molti settori e capirà perché lo odiano. Certo c'è anche un fattore comportamentale: ma chi si scandalizza? Le élite. Non i lavoratori deila Middle America che lo adorano".
Mi sembra ci siano incrinature evidenti. David French, fra gli evangelisti - e i moltissimi "repubblicani per Biden".
"Moltissimi? Ma che dice? Qualunque sondaggio mirato dà a Trump il 96% del partito! Mai successo prima. E oltre l'80% degli evangelisti voterà per Trump come quattro anni fa. "Repubblicani per Biden"? Ho appena visto una lista, nessuno dice che la metà di loro sono lobbisti in difficoltà. Sono in una palude, non contano nulla e non se ne accorgono. Per non parlare del Lincoln Project: che George Conway, il marito di Kellyanne (consigliera di Trump) sia stato il fondatore del movimento mi dà il voltastomaco. In quanto a David French non metto in dubbio la sua buona fede, ma non fa l'interesse degli evangelisti".
In politica estera Trump sta minando alla base il sistema multilaterale, chiave per l'ascesa americana negli ultimi 70 anni.
"Al contrario, io vedo un Presidente americano che finalmente scuote l'immobilismo conformista anche in politica estera: con la Cina, con le organizzazioni multilaterali, dove pesano interessi politici contro l'America, e con la scelta di Gerusalemme come Capitale di Israele".
Non so come Trump, si difenderà nei dibattiti.
"Non sono sicuro che ci saranno. Ha visto che grandi manovre sono in corso? Si vogliono porre limiti e paletti, tutto per costringere alla rinuncia. Tom Friedman sul New York Times chiede che ci sia un controllore per verificare la veridicità istantanea delle risposte!! E' chiaro: hanno paura del confronto diretto perché Trump in un dibattito normale divorerebbe Biden".
Come è possibile che i repubblicani appoggino ancora un "bugiardo senza princìpi" come dice la sorella di Trump?
"Propaganda. Sappiamo distinguere. Per noi è un politico che ha mantenuto le promesse elettorali. Non si lasci distrarre dalla stampa "liberal", dalle bugie del New York Times. Al contrario dei suoi predecessori Trump ha mantenuto la maggioranza delle promesse fatte a chi l'ha votato: ha nominato i giudici giusti, è stato sempre coerente con la sua posizione pro life, sta costruendo il muro, ha deregolamentato, ha tagliato le tasse, ha spostato l'Ambasciata americana a Gerusalemme, ha alzato il tiro contro i soprusi economici della Cina. L'economia è cresciuta. Contano i fatti, il resto è fuffa".
Un fatto, grave, è il fallimento di Trump nel gestire la crisi Covid-19.
"Ha fatto quel che poteva considerando le circostanze. Parliamone fra due mesi, con l'economia in ripresa e un vaccino in arrivo".
Resta il fatto che Trump è in serie difficoltà.
"È vero, i sondaggi non sono favorevoli, ma da qui a novembre ce la farà. Quel che voi giornalisti non avete capito che in questo paese è in corso una guerra di classe. Trump rappresenta la classe dei lavoratori contro le élite, contro i poteri forti".
È la solita teoria del complotto priva di fondamento.
"Non per noi. Un esempio: quando Trump chiede una riforma sanitaria vera, contro i gruppi farmaceutici, che caricano prezzi esorbitanti per le medicine, tocca gli interessi di potenti lobby. Di un sistema economico corrotto. Moltiplichi questo per molti settori e capirà perché lo odiano. Certo c'è anche un fattore comportamentale: ma chi si scandalizza? Le élite. Non i lavoratori deila Middle America che lo adorano".
Mi sembra ci siano incrinature evidenti. David French, fra gli evangelisti - e i moltissimi "repubblicani per Biden".
"Moltissimi? Ma che dice? Qualunque sondaggio mirato dà a Trump il 96% del partito! Mai successo prima. E oltre l'80% degli evangelisti voterà per Trump come quattro anni fa. "Repubblicani per Biden"? Ho appena visto una lista, nessuno dice che la metà di loro sono lobbisti in difficoltà. Sono in una palude, non contano nulla e non se ne accorgono. Per non parlare del Lincoln Project: che George Conway, il marito di Kellyanne (consigliera di Trump) sia stato il fondatore del movimento mi dà il voltastomaco. In quanto a David French non metto in dubbio la sua buona fede, ma non fa l'interesse degli evangelisti".
In politica estera Trump sta minando alla base il sistema multilaterale, chiave per l'ascesa americana negli ultimi 70 anni.
"Al contrario, io vedo un Presidente americano che finalmente scuote l'immobilismo conformista anche in politica estera: con la Cina, con le organizzazioni multilaterali, dove pesano interessi politici contro l'America, e con la scelta di Gerusalemme come Capitale di Israele".
Non so come Trump, si difenderà nei dibattiti.
"Non sono sicuro che ci saranno. Ha visto che grandi manovre sono in corso? Si vogliono porre limiti e paletti, tutto per costringere alla rinuncia. Tom Friedman sul New York Times chiede che ci sia un controllore per verificare la veridicità istantanea delle risposte!! E' chiaro: hanno paura del confronto diretto perché Trump in un dibattito normale divorerebbe Biden".