Coronavirus: commissario al commercio Ue Hogan si dimette
di ENRICO FRANCESCHINIL'irlandese ha ammesso di aver violato le regole di blocco del coronavirus partecipando a una cena presso un golf club
LONDRA - L'Irlanda dà l'esempio ai politici di tutta Europa che non rispettano le regole sulla pandemia. L'irlandese Phil Hogan, commissario al commercio dell'Unione Europea, ha dato stasera le dimissioni dall'incarico dopo avere ammesso di avere partecipato a una cena con 80 persone presso un golf club del parlamento di Dublino, quando avrebbe dovuto osservare un periodo di quarantena per essere appena rientrato dal Belgio, nella lista dei paesi a rischio.
Per vari giorni, pur scusandosi per il suo "errore", Hogan si era rifiutato di lasciare l'incarico, giustificandosi con il fatto di essersi sottoposto a un tampone per il Covid-19 ed essere risultato negativo e di avere fatto "tutto il possibile" per evitare i contagi. Ma il primo ministro irlandese Micheàl Martin gli ha tolto la fiducia, dichiarando che il suo comportamento "ha minato l'intero approccio alla salute pubblica in Irlanda", e condanne analoghe s…
Per vari giorni, pur scusandosi per il suo "errore", Hogan si era rifiutato di lasciare l'incarico, giustificandosi con il fatto di essersi sottoposto a un tampone per il Covid-19 ed essere risultato negativo e di avere fatto "tutto il possibile" per evitare i contagi. Ma il primo ministro irlandese Micheàl Martin gli ha tolto la fiducia, dichiarando che il suo comportamento "ha minato l'intero approccio alla salute pubblica in Irlanda", e condanne analoghe s…
LONDRA - L'Irlanda dà l'esempio ai politici di tutta Europa che non rispettano le regole sulla pandemia. L'irlandese Phil Hogan, commissario al commercio dell'Unione Europea, ha dato stasera le dimissioni dall'incarico dopo avere ammesso di avere partecipato a una cena con 80 persone presso un golf club del parlamento di Dublino, quando avrebbe dovuto osservare un periodo di quarantena per essere appena rientrato dal Belgio, nella lista dei paesi a rischio.
Per vari giorni, pur scusandosi per il suo "errore", Hogan si era rifiutato di lasciare l'incarico, giustificandosi con il fatto di essersi sottoposto a un tampone per il Covid-19 ed essere risultato negativo e di avere fatto "tutto il possibile" per evitare i contagi. Ma il primo ministro irlandese Micheàl Martin gli ha tolto la fiducia, dichiarando che il suo comportamento "ha minato l'intero approccio alla salute pubblica in Irlanda", e condanne analoghe sono giunte da tutte le forze del governo di coalizione.
Ufficialmente la decisione sul futuro di Hogan sarebbe spettata alla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, che in effetti gli ha chiesto di presentare un dettagliato rapporto sui suoi spostamenti ma non aveva ancora annunciato provvedimenti nei suoi confronti, limitandosi a chiedergli di "considerare la sua posizione".
Ma le forti critiche da parte del proprio governo, che lo ha designato a rappresentare l'Irlanda nella Commissione Ue, hanno spinto Hogan a decidere lo stesso autonomamente di dimettersi, avendo compreso che la sua permanenza nella Commissione era diventata insostenibile.
Lo scandalo aveva già provocato le dimissioni di un ministro irlandese, Dara Calleay, presente alla cena al golf club, a cui ha preso parte anche un giudice della Corte Suprema di Dublino. La vicenda, ribattezzata "golfgate" dai giornali locali, ha dominato per una settimana il dibattito politico in Irlanda.
Le dimissioni del commissario al commercio Hogan, su cui la Ue ha competenza esclusiva, arrivano in un momento delicato per la presidente della Commissione von der Leyen, che perde così l'alto funzionario incaricato di stabilire nuovi rapporti commerciali con il Regno Unito dopo la Brexit, i cui negoziati sono giunti alla fase finale e devono risolversi entro fine ottobre, e che era impegnato anche nel ricucire le relazioni con gli Usa rese più difficili da Donald Trump.
Ma le sue dimissioni avranno probabilmente un'eco anche a Londra, dove qualche mese fa le violazioni del "lockdown" da parte di Dominic Cummings, il consigliere di Downing Street soprannominato il "Rasputin di Boris Johnson", non lo hanno portato a dimettersi, nonostante fortissime polemiche e richieste in tal senso da parte dell'opposizione laburista. Da Dublino viene in sostanza un messaggio a tutta l'Europa: i politici non possono sentirsi al di sopra delle regole, specie su una questione vitale come il coronavirus, e chi le viola deve lasciare il potere.
Per vari giorni, pur scusandosi per il suo "errore", Hogan si era rifiutato di lasciare l'incarico, giustificandosi con il fatto di essersi sottoposto a un tampone per il Covid-19 ed essere risultato negativo e di avere fatto "tutto il possibile" per evitare i contagi. Ma il primo ministro irlandese Micheàl Martin gli ha tolto la fiducia, dichiarando che il suo comportamento "ha minato l'intero approccio alla salute pubblica in Irlanda", e condanne analoghe sono giunte da tutte le forze del governo di coalizione.
Ufficialmente la decisione sul futuro di Hogan sarebbe spettata alla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, che in effetti gli ha chiesto di presentare un dettagliato rapporto sui suoi spostamenti ma non aveva ancora annunciato provvedimenti nei suoi confronti, limitandosi a chiedergli di "considerare la sua posizione".
Ma le forti critiche da parte del proprio governo, che lo ha designato a rappresentare l'Irlanda nella Commissione Ue, hanno spinto Hogan a decidere lo stesso autonomamente di dimettersi, avendo compreso che la sua permanenza nella Commissione era diventata insostenibile.
Lo scandalo aveva già provocato le dimissioni di un ministro irlandese, Dara Calleay, presente alla cena al golf club, a cui ha preso parte anche un giudice della Corte Suprema di Dublino. La vicenda, ribattezzata "golfgate" dai giornali locali, ha dominato per una settimana il dibattito politico in Irlanda.
Le dimissioni del commissario al commercio Hogan, su cui la Ue ha competenza esclusiva, arrivano in un momento delicato per la presidente della Commissione von der Leyen, che perde così l'alto funzionario incaricato di stabilire nuovi rapporti commerciali con il Regno Unito dopo la Brexit, i cui negoziati sono giunti alla fase finale e devono risolversi entro fine ottobre, e che era impegnato anche nel ricucire le relazioni con gli Usa rese più difficili da Donald Trump.
Ma le sue dimissioni avranno probabilmente un'eco anche a Londra, dove qualche mese fa le violazioni del "lockdown" da parte di Dominic Cummings, il consigliere di Downing Street soprannominato il "Rasputin di Boris Johnson", non lo hanno portato a dimettersi, nonostante fortissime polemiche e richieste in tal senso da parte dell'opposizione laburista. Da Dublino viene in sostanza un messaggio a tutta l'Europa: i politici non possono sentirsi al di sopra delle regole, specie su una questione vitale come il coronavirus, e chi le viola deve lasciare il potere.