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Quella doppia esercitazione che sembra già battaglia navale

Atene risponde alle mire espansionistiche turche e punta ad allargare le sue acque territoriali
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È una doppia esercitazione, ma è come se fosse una battaglia navale. Questa volta davvero a un passo dallo scontro e dal classico rischio di "affondamento". Troppo vicine sono le navi dei due fronti, quello greco e quello turco, nei dintorni del mare di Creta. Più che un allenamento militare, sembra un'esibizione muscolare. Basta un nulla per provocare una guerra.

La marina militare della Grecia ha avviato nella zona a sud delle sue isole l'esercitazione congiunta 'Eunomia' assieme alle navi di Cipro, Francia e Italia. Manovre di tre giorni, comprese di operazioni di cielo. Roma partecipa con un cacciatorpediniere della classe Durand de la Penne.

Decisione greca presa dopo l'annuncio di Ankara che la Turchia ha scelto lo stesso quadrante marittimo per avviare esercitazioni con il cacciatorpediniere americano Churchill.

Ad Atene è stata una giornata di fuoco. Il Parlamento ha avviato la discussione per ratificare con il voto …
È una doppia esercitazione, ma è come se fosse una battaglia navale. Questa volta davvero a un passo dallo scontro e dal classico rischio di "affondamento". Troppo vicine sono le navi dei due fronti, quello greco e quello turco, nei dintorni del mare di Creta. Più che un allenamento militare, sembra un'esibizione muscolare. Basta un nulla per provocare una guerra.

La marina militare della Grecia ha avviato nella zona a sud delle sue isole l'esercitazione congiunta 'Eunomia' assieme alle navi di Cipro, Francia e Italia. Manovre di tre giorni, comprese di operazioni di cielo. Roma partecipa con un cacciatorpediniere della classe Durand de la Penne.

Decisione greca presa dopo l'annuncio di Ankara che la Turchia ha scelto lo stesso quadrante marittimo per avviare esercitazioni con il cacciatorpediniere americano Churchill.

Ad Atene è stata una giornata di fuoco. Il Parlamento ha avviato la discussione per ratificare con il voto gli accordi sui confini marittimi firmati con Italia e Egitto rispettivamente il 9 giugno e il 6 agosto. Sempre ad agosto, il 18, il Parlamento egiziano aveva ratificato l'accordo già raggiunto con la Grecia. Anche di questo si è discusso in aula ad Atene. Il patto Grecia-Egitto incrocia infatti lo stesso tratto di mare compreso dal Memorandum d'intesa firmato a novembre da Libia-Turchia. Una sovrapposizione di interessi strategici capace di creare confusione e attriti pericolosissimi. I conservatori di Nuova Democrazia premono sul loro premier Kyriakos Mitsotakis per concludere gli accordi.

Mitsotakis è andato oltre, annunciando che la Grecia è pronta a estendere le acque territoriali di 6-12 miglia nautiche nel Mare Ionio, al largo della sua costa occidentale. Questo, nel pieno delle tensioni con la Turchia per le trivellazioni che le navi di Ankara stanno compiendo nell'Egeo, al largo della costa orientale greca..Si tratta, ha spiegato, dell'esercizio di un "diritto sovrano inalienabile".

Grosso modo, il concetto sollevato da Erdogan ad Ankara. La confusione rischia di aumentare. Perché Mitsotakis stabilisce che il suo Paese potrà estendere le acque territoriali anche in altre zone, nel rispetto della Convenzione internazionale, e prevede l'applicazione della linea mediana laddove la distanza fra le due costesia inferiore alle 24 miglia. Un passo che la Turchia ha già detto di considerare alla stregua di un casus belli.