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(reuters)

Hillary avverte Biden: fai attenzione a Facebook

Il parterre dell’Ambrosetti colpito dall’ex First Lady. Sconfitta 4 anni fa, ora mette in guardia il candidato dem
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È tornata un anno dopo, questa volta non di persona ma in modalità oleografica. Collegata da New York, Hillary Clinton — ex First Lady, ex Segretario di Stato e candidata democratica (sconfitta da Donald Trump) alla Casa Bianca nel 2016 — è stata la ‘guest star’ nella giornata iniziale del tradizionale forum dello Studio Ambrosetti, che ogni anno si tiene a Cernobbio a fine estate.
Nella cena che ha chiuso il primo giorno della kermesse ‘phygital’(causa Covid-19) dell’intervento di Hillary si è parlato e discusso a lungo. Perché a 59 giorni dal voto per le presidenziali americane del 3 novembre, il mondo del business internazionale è particolarmente attento a come andrà a finire la sfida per la Casa Bianca.

Come hanno confidato a Repubblica alcuni imprenditori (italiani e stranieri) all’uscita dell’incontro (a porte chiuse) cui era ‘presente’ l’ex Segretario di Sta…
È tornata un anno dopo, questa volta non di persona ma in modalità oleografica. Collegata da New York, Hillary Clinton — ex First Lady, ex Segretario di Stato e candidata democratica (sconfitta da Donald Trump) alla Casa Bianca nel 2016 — è stata la ‘guest star’ nella giornata iniziale del tradizionale forum dello Studio Ambrosetti, che ogni anno si tiene a Cernobbio a fine estate.
Nella cena che ha chiuso il primo giorno della kermesse ‘phygital’(causa Covid-19) dell’intervento di Hillary si è parlato e discusso a lungo. Perché a 59 giorni dal voto per le presidenziali americane del 3 novembre, il mondo del business internazionale è particolarmente attento a come andrà a finire la sfida per la Casa Bianca.

Come hanno confidato a Repubblica alcuni imprenditori (italiani e stranieri) all’uscita dell’incontro (a porte chiuse) cui era ‘presente’ l’ex Segretario di Stato, lei si è soffermata a lungo sui tre principali errori commessi quattro anni fa. In quella quella inaspettata sconfitta (era largamente favorita), la candidata democratica pur avendo quasi tre milioni di voti popolari in più riuscì a perdere Stati-chiave tradizionalmente democratici (Wisconsin, Michigan, Pennsylvania) consegnando lo scettro di ‘Commander in Chief’ a The Donald.

Tre errori, che Joe Biden, ha raccontato la Clinton ad una attenta platea, deve assolutamente evitare. Il primo è quello di fare attenzione alle invasioni di campo: l’ex Segretario di Stato ha citato esplicitamente solo la Russia, ma i presenti hanno colto nelle sue parole un tono che non riguarda solo le possibili (già in atto secondo l’Fbi) interferenze del Cremlino di Putin ma anche di altre potenze che potrebbero farlo. Del resto l’Intelligence Usa nelle settimane scorse ha parlato anche di interferenze in corso da parte di Cina ed Iran. Importante soprattutto fare attenzione al ruolo di Facebook, perché gli elettori americani decidono e votano in maggioranza sulla base del social network di Mark Zuckerberg, Facebook è vulnerabile, la Russia (quattro anni fa) lo ha già fatto e altri potrebbero sfruttare questa possibilità. Non solo su Facebook ma anche usando le debolezze e i buchi di altri social.

Secondo punto decisivo è quello di fare in modo che tutti i voti vengano contati. Il pericolo è che nella Election Night (quando le vittorie nei singoli Stati vengono assegnate di fatto dai media e dalle tv all-news) sia falsato il conteggio degli ‘absentee ballot’, come ad esempio il voto per posta o quello degli americani all’estero (militari compresi). Hillary, pur senza citare gli ‘absentee ballot’ ha insistito sul fatto che ogni voto venga contato, frase che richiama quella di Al Gore nel Duemila quando perse in contestatissime elezioni (decise alla fine dalla Corte Suprema) per poche centinaia di schede.

Il terzo elemento è quello di fare capire agli elettori che il candidato democratico ha una visione completamente alternativa a quella dell’attuale presidente. Non ci devono essere zone grigie che possono renderli dubbiosi o incerti, occorre sempre avere quella che gli americani definiscono ‘alternative view’. Biden in queste ultime otto settimane prima del voto deve ogni giorno far capire qual è la sua visione alternativa rispetto a Donald Trump su tutti gli argomenti chiave della campagna.
Oltre ai tre errori da non commettere assolutamente l’ex First Lady si è soffermata su altre due questioni. I rapporti con l’Europa, che nel caso di vittoria del ticket Joe Biden-Kamala Harris sono destinati a migliorare decisamente. Come migliorerà anche la situazione all’interno della Nato, con una nuova strategia nei confronti della Russia e della Cina. Quanto alla campagna elettorale un ruolo cruciale nel voto per far prendere la bilancia in favore dell’ex vice-presidente di Obama lo avranno ‘Republicans for Biden’, i repubblicani che voteranno per il candidato democratico.

Infine, difendendo Biden da chi lo accusa (anche nei media) di non avere la ‘capacity’, la capacità per essere un buon presidente, Hillary Clinton ha invitato a considerare prima di tutto qual è la ‘capacity’ da ‘Commander in Chief’ dell’attuale presidente. A chi l’ha ascoltata l’ex Segretario di Stato di Obama è sembrata moderatamente ottimista, anche se consapevole che la sfida del 3 novembre si giocherà anche questa volta sul filo di poche migliaia di voti.