Navalnyj, la Nato sfida Mosca: "Collabori a un'inchiesta internazionale"
Navalnyj in una foto di archivio (ansa)
Il segretario generaleStoltenberg al termine di una riunione straordinaria dell'Alleanza sul caso del dissidente russo avvelenato dal Novichok. Ma Mosca risponde: "Non produciamo quell'agente nervino"
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BRUXELLES - La Nato chiede un'indagine internazionale sull'avvelenamento del leader russo dell'opposizione Aleksei Navalnyj e chiede a Mosca di rivelare il suo programma di agenti nervini Novichok all'Organizzazione per il divieto della armi chimiche (Opac).
"Il governo russo deve cooperare pienamente con l'Opac in un'indagine internazionale imparziale", ha detto il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, al termine di una riunione straordinaria dell'Alleanza sul caso del dissidente russo, che secondo i suoi collaboratori e secondo la Germania è stato avvelenato in Russia.
"Gli alleati hanno discusso oggi dell'attacco a Alexei Navalnyj avvelenato con l'uso di un agente militare nervino. L'uso di tali armi è orribile e tutti gli alleati si sono uniti nel condannare questo attacco. Ogni uso di armi chimiche è inaccettabile ed è contrario alle norme internazionali", ha aggiunto. Per Stoltenberg la Russia ha "serie domande a cui rispondere".
Immediata la reazione di Mosca: la Russia non è in grado di condividere informazioni sul Novichok perchè "non lo produce". La risposta è affidata al vicepresidente della Commissione affari esteri della Duma, Aleksei Chepa: "non è chiaro l'obiettivo dei rappresentanti della Nato nei confronti della Russia: sanno già tutto del Novichok negli Stati Uniti e nel Regno Unito, dove viene prodotto, mentre la Russia non lo produce", ha detto.