Repressione in Bielorussia: l'Ue prepara le sanzioni, ma Lukashenko non sarà nella lista
Alberto D’Argenio
Maria Kolesnikova
Bruxelles chiede il rilascio dei dissidenti politici, a partire da Kolesnikova. Sherpa al lavoro sui 31 nomi da colpire. Polonia e Paesi baltici premono per l'inclusione del presidente, ma il resto della Ue (Italia compresa) vuole tenere una porta aperta per il dialogo
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BRUXELLES - L'Europa chiede il rilascio immediato dei dissidenti politici arrestati in Bielorussia a partire da quello di Maria Kolesnikova, l'oppositrice rapita dalle forze di sicurezza di Aleksandr Lukashenko e secondo i suoi compagni detenuta nella regione di Gomel.
Bruxelles schiera i massimi livelli dei suoi vertici politici e intanto lavora a un set di sanzioni che andranno dal divieto di ingresso nell'Unione al congelamento dei beni e colpiranno i vertici del regime di Minsk.
L'impianto sanzionatorio dovrebbe essere approvato il 21 settembre dai ministri degli Esteri europei per diventare operativo entro poche settimane. Gli sherpa al lavoro sulle ritorsioni al momento hanno messo nel mirino 31 persone ritenute responsabili dei brogli e della repressione.
Gli europei sono pronti a colpire anche i massimi livelli politici di Minsk, tanto che nella lista delle personalità che saranno oggetto di sanzioni al momento risulta anche il ministro dell'Interno bielorusso.
Nella lista non dovrebbe però entrare Lukashenko, sebbene alcuni paesi dell'Unione, come Polonia e soprattutto i baltici, spingono affinché anche "l'ultimo dittatore d'Europa" venga sanzionato. Tuttavia gli altri governi, tra i quali anche quello italiano, al momento non vogliono colpire il presidente per non precludere le residue speranze di una soluzione negoziata della crisi bielorussa.
"Siamo profondamente preoccupati per l'arresto di Maria Kolesnikova - ha affermato ieri in giornata il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli - chiediamo piena chiarezza sul suo caso e il rilascio immediato di tutti i prigionieri politici in Bielorussia. Siamo al fianco del popolo bielorusso nella sua lotta per la democrazia".
A nome dei governi invece si è espresso l'Alto rappresentante per la politica estera, Josep Borrell: "L'Ue si aspetta che le autorità bielorusse garantiscano il rilascio immediato di tutti i detenuti per motivi politici prima e dopo le elezioni presidenziali fraudolente del 9 agosto". Per Bruxelles "la repressione da parte della autorità nei confronti della società civile, dei manifestanti pacifici e di attivisti politici è inspiegabile, arbitraria e totalmente inaccettabile".